Care amiche, cari amici,
vi segnalo che stasera, 27 settembre 2009, su RAI Tre alle ore 21.30 ci sarà una puntata di "Presadiretta" dedicata allo scarso sfruttamento dei nostri beni culturali e archelogici.
Si parlerà, tra l'altro, del Castello di Baia e dell'iniziativa "Baia di Napoli".
Ritengo che l'argomento sia di estremo interesse per tutti noi in quanto, malgrado le centinaia di milioni di euro, prevalentemente fondi della Comunità Europea, spesi nell'area flegrea, non c'è poi stata quella attesa ricaduta in termini di promozione dell'area e soprattutto occupazionali.
Penso che alla gran parte di voi sia noto che con il 2013 i fondi UE per le aree svantaggiate cesseranno di essere indirizzati in Italia, perchè dovranno essere diretti verso i paesi, quali quelli dell'EST Europa, da poco entrati nella UE. Pertanto gli ultimi fondi che potremo ricevere dovranno necessariamente essere ben spesi, pena un'ulteriore declino delle condizioni di vita in SUD Italia.
COMUNICATO STAMPA
“PRESADIRETTA”
di
Riccardo Iacona
e di
Francesca Barzini
Domenico Iannacone
QUARTA PUNTATA
“ORO BUTTATO”
Domenica 27 settembre 2009
Ore 21.00
Il patrimonio storico artistico italiano e’ il più importante del mondo. Da Nord al Sud non c’e’ angolo d’Italia senza un vero e proprio tesoro. Come lo trattiamo? Sappiamo conservarlo, valorizzarlo e promuoverlo?
I nostri siti archeologici, i musei e i monumenti sono una vera e propria risorsa economica. Lo stato sfrutta adeguatamente il nostro patrimonio anche per creare posti di lavoro?
Per rispondere a queste domande Domenico Iannacone ha girato in lungo e in largo la penisola tra siti noti e dimenticati e ha fatto delle scoperte sconcertanti.
Non ci sono soldi per interventi essenziali, ma si spendono milioni di euro in progetti che non verranno mai realizzati.
A Caserta non ci sono soldi per tagliare l’erba del parco più bello d’Italia. Nella Baia di Napoli un museo archeologico, costato una fortuna, viene aperto solo 9 giorni l’anno.
Vincenzo Guerrizio è andato a vedere come i nostri vicini francesi trattano il loro patrimonio e ci fa il ritratto di Montpellier, città di provincia che, valorizzando i suoi piccoli tesori, ha generato turismo e posti di lavoro.
In Italia invece si sprecano anche le risorse umane: archeologi, storici dell’arte e restauratori che hanno studiato con passione per anni si ritrovano quasi sempre sottoutilizzati, per decenni, con pochi soldi, in lavori precari.
Un duro racconto di un’Italia che sta perdendo progressivamente quel che ha di più prezioso.
Alessandro Parisi
Leggi tutto...