La Flegrea Lavoro è in perdita e l’amministrazione annuncia parziali esternalizzazioni: clamorosi buchi di cassa e possibili denunce per dipendenti del settore scuotono la Spa di via Roma in Bacoli.
Aumentano le segnalazioni circa i mancati introiti relativi alla gestione dei specchi acquei di Casevecchie.
Numerosi i cittadini che, nonostante abbiano costantemente pagato nel tempo la propria quota mensile per il fitto di uno spazio, si sono visti recapitare note della società municipalizzata in cui si esortava al pagamento di somme arretrate.
Il sospetto, sempre più forte in città ed oramai acquisito come certezza tra gli ambienti della macchina comunale, è che qualche dipendente in quota FL abbia lucrato alle spalle della comunità non versando il danaro riscosso dagli affittuari.
In più è possibile anche che qualcuno abbia chiuso un occhio su barche lasciate in zona “a piede libero”.
Una detrazione costante che ha determinato un deficit economico e finanziario pari a decine e decine di migliaia di euro.
Di sicuro una tra le poche società in Italia, e nel resto del mondo, che è riuscita, per diversi anni, a non guadagnare nulla (ed anzi a perdere) dalla gestione di specchi acquei.
Economie risicate il cui “flop”, ad una visione attenta degli ultimi bilanci della FL approvati nei giorni scorsi, potrebbe anche essere di portata di gran lunga superiore.
A ciò si affianca, sempre al 2007, anche una perdita di 33mila euro derivante dalla gestione dei parcheggi e delle strisce blu presenti su tutto il territorio cittadino.
I dati, è inutile sottolinearlo, sono realmente sconcertati.
In effetti ci si ritrova dinanzi ad un'azienda che è stata in grado di perdere del danaro anche in settori da cui non c’era da far altro che guadagnare.
Ma tornando al nodo della questione, il quesito è un altro.
Come è possibile perdere circa 100 mila euro, anche laddove i guadagni e gli introiti sono facilmente reperibili?
La risposta, che continua ad aleggiare tra i corridoi del municipio centrale ed al centro della città, ma che nessuno afferma con decisione e nettezza, è sempre la stessa: qualcuno ha deliberatamente truffato la municipalizzata creando un serio danno alle economie del paese.
Un “qualcuno” su cui, nonostante delle incongruenze costituite da pagamenti non depositati, non risulta ancora pendere alcun tipo di denuncia sottoscritta dalla stessa amministrazione comunale.
Per quale motivazione?
“La gestione degli specchi acquei sarà gestita direttamente dal Municipio. Alcuni rami delle attività marinaresche saranno affidate ad enti privati”. E’ stato l’assessore al Bilancio Vincenzo Salviati, nel corso dell’ultima seduta di consiglio comunale tenutasi al Fusaro, ad illustrare quella che sarà la storia prossima degli specchi acquei di Casevecchie.
Quelli un tempo gestiti dalla Flegrea Lavoro, ex società partecipata che dall’anno 2004 è deputata alla gestione della raccolta dei rifiuti.
“Noi come Comune gestiremo la sistemazione delle barche ed i fitti. Diverso è invece il discorso per ciò che riguarda la gestione del controllo e della sorveglianza delle barche. Quella sarà affidata ad un ente privato. Una società terza a cui daremo mandato di realizzare questo lavoro. Stesso discorso vale per l’accompagnamento delle persone dalle barche verso i pontili. Anche lì abbiamo pensato d’investire un ente privato”, ha concluso Salviati
E così la frittata è fatta e la storia termina sempre con lo stesso lieto fine.
“L’abbiamo fatta gestire ad un ente pubblico ma non è funzionato. Urge l’intervento del privato che, con il suo denaro e con il proprio diretto interesse, potrà salvare la società”.
Sabotare dall’interno il settore pubblico per ingrassare quello dei privati. E se sono amici, o amici degli amici, va anche meglio. “
Esternalizzare” prima per “clientizzare” poi.
Togliere alla focosa e poco avvinghiabile cittadinanza, per consegnare le chiavi al nitido ente o individuo a cui affiggere la ciondolante catenina del “do ut des”.
E il colpevole? Ovviamente il settore pubblico.
Quel motore sovvenzionato dalla comunità. La stessa che, con il voto prima e le tasse poi, cerca un corpo governativo che possa controllarlo e monitorarlo.
Un buon meccanico il quale, con l’occhio vigile di chi sa amministrare al meglio un bene altrui, avrebbe il dovere di denunciare ed espellere possibili anomalie e difetti. Sostituendoli a dovere per garantire il funzionamento della macchina.
Qui invece, anziché intervenire con manutenzioni ordinarie prima e straordinarie poi, si è preferito, per incapacità o per dolo, mandare tutto in malora anziché sostituire un bullone arrugginito.
E così, buttando via il motore pubblico, si è strizzato l’occhio proprio a chi quel bullone, con ogni probabilità, agognava tanto manometterlo.
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it














