Mancano i soldi e, in maniera scellerata, si chiudono le scuole: la crisi economica cittadina punta il dito contro gli edifici scolastici del territorio.
Sarà il Plesso Scolastico dell’Infanzia di via Guardascione, secondo le ultime decisioni dell’amministrazione Schiano, a dover chiudere i battenti in tempi brevi per poter così meglio “razionalizzare” la spesa pubblica, accorpando più classi di ragazzi in un minor numero di edifici scolastici.
Una decisione oramai prossima all’ufficializzazione, e già annunciata nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale tenutosi ieri sera al Fusaro, presa a grossa distanza dall’impatto dell’opinione pubblica e della cittadinanza, già pronta a mobilitarsi per evitare l’ennesimo ingiustificabile atto proprio di chi non riesce a comprendere un dato incontrovertibile: la crisi, economica e soprattutto politica, può essere superata soltanto attraverso la preparazione delle nuove generazioni, decise a sovvertire un ordine di valori attualmente improntato sul mancato senso delle istituzioni e della rappresentanza popolare.
Una formazione personale e collettiva, che dalle materne giunge sino ai master universitari, resa possibile attraverso un improrogabile potenziamento della scuola pubblica nonché, in generale, dell’intero settore guidato dallo Stato.
Ed invece chi amministra la città di Bacoli, specchio fedele del Berlusconismo imperante, dopo aver già venduto ai soliti noti la scuola materna sita in via Giulio Cesare al Fusaro (ex Disna), non mantenuto le promesse circa la riapertura della scuola di Miseno, liberandosi anche della sede distaccata del Liceo “Seneca” di Torregaveta, vendendola poi alla Provincia di Napoli, adesso è addirittura deciso a chiudere una tra le scuole più rinomate e antiche dell’interno Comune flegreo.
- La protesta dei Cittadini e dell’Utenza Scolastica: “Schiano Continua la Politica di Coppola”
Ma la cittadinanza, evidentemente molto più lungimirante di coloro che ha in gran parte votato, non è decisa ad abbassare la testa, comunicando, attraverso una nota ufficiale, il proprio sdegno e la volontà, già nei prossimi giorni, di effettuare delle vere e proprie barricate.
“E’ ancora nella mente di tutti i cittadini di Bacoli il tentativo operato dalla giunta comunale, guidata dal Sindaco Antoni Coppola, di espropriare il tessuto sociale di Bacoli delle sue scuole, anni difficili, che hanno visto tutti impegnati per non perdere quegli istituti che hanno ospitato ed allevato generazioni di Bacolesi, sicuramente anche molti familiari dei componenti di quella giunta. La cittadinanza, le famiglie e gli insegnanti dopo lunghi periodi di lotta riuscirono a riavere le loro scuole e bambini ritornarono felici ad abitarle , a crescere fra quelle mura in continuità con le generazioni precedenti.
ADESSO la giunta Comunale ci riprova, è cambiato il Sindaco, ma non la politica, che persegue.
E’ proprio di ieri la notizia , che al tavolo tecnico, svoltosi presso la Provincia di Napoli, a cui hanno partecipato esponenti della Regione, della Provincia, dei Comuni e rappresentanti delle Dirigenza scolastica, il Comune di Bacoli si è presentato con un piano di dimensionamento delle Scuole del Territorio. Per nessuna scuola di Bacoli , si prevede il dimensionamento degli edifici, anche a fronte di un probabile dimensionamento delle Direzioni Scolastiche.
Ma c’è un’ eccezione l’unica scuola che il Comune intende chiudere è il PLESSO SI SCUOLA DELL’INFANZIA GUARDASIONE”; tale proposta sarà ratificata entro la fine del mese di ottobre. La Scuola dell’Infanzia in oggetto è la scuola più antica sul territorio, raccoglie più di 120 bambini, costruita esclusivamente come scuola dell’infanzia, per la sua collocazione sul territorio, per la ricchezza della sua storia e per la disposizione interna degli ambienti è l’unica in grado di garantire una scuola a misura della propria utenza, bambini di 3, 4 e 5 anni.
L’unica in grado di fornire un servizio ai cittadini in concorrenza con una scuola privata, che svolge e fornisce un servizio ,che non è a costo zero. Non tutte le famiglie sono nelle condizioni di sostenere una spesa economica per garantire ai propri bambini la partecipazione alla vita sociale e di relazione. La scuola gode di ottima salute, è una scuola viva , che fornisce ricchezza culturale ed educativa ad un territorio ,già sofferente sotto questo versante.
In essa operano 8 insegnanti e 2 collaboratori scolastici. Il team educativo ha negli anni affinato e perfezionato le proprie capacità organizzative , educative e didattiche, costruendo una rete di relazioni con le famiglie e con il territorio, costruendo una scuola di qualità un punto di riferimento per bambini e genitori. Tutto questo patrimonio culturale sarà completamente azzerato dalla miopia, di una classe dirigente, che opera e governa nella solo logica dell’economia e del risparmio.
Per quanto su esposto i bambini, le famiglie, i docenti, i collaboratori i cittadini tutti, intendono avere da chi preposto a questa scelta :
· Informazioni chiare e corrette
· Motivazioni che giustifichino una scelta così onerosa per i bambini , le famiglie i docenti
·
Possibilità di partecipazione attraverso i canali istituzionali, a scelte che sono così lesive dei diritti dei bambini e delle famiglie.
In attesa delle risposte dovute, i genitori e i docenti organizzano la proprie azioni per manifestare tutto il loro dissenso per questa scelta, che impoverisce il territorio e la cittadinanza”.
- Ermanno Schiano: “Ci sono i tagli”
Nota carica di rabbia a cui è poi seguita, direttamente in assise consiliare, la risposta del sindaco Ermanno Schiano: “E’ un periodo di crisi economica e bisogna tagliare da qualche parte. La Regione Campania ci ha riferito che bisogna razionalizzare la spesa. La Guardascione è tra i plessi scolastici che potrebbero essere chiusi. Bisogna anche considerare che la platea studentesca a Bacoli è in netto declino rispetto al passato. Gli studenti, nel totale, non superano le 2500 unità”.
La colpa è della Regione, i tagli li ha fatti il Governo, la crisi è internazionale, ed il primo cittadino (da buon scolaro di partito e fautore della mitologica “filiera istituzionale”), anziché far aumentare la richiesta di iscrizioni alle scuole cittadine, migliorandone i servizi, decide di svolgere il ruolo di burocrate, abbandonando il ruolo di difensore delle istanze popolari e mettendo in applicazione quanto, a suo dire, è dettato dall’alto.
E dove andranno a finire i 120 bambini della Guardascione? Nessuna risposta.
- La Risposta alla Crisi è nella Scuola Pubblica
Cosa ne sarà allora della scuola pubblica cittadina, posta nel cuore del paese e da decenni attiva sul territorio? Silenzio assoluto, nell’attesa di un primo incontro delucidativo che si terrà al Municipio di via Lungolago nella mattinata di lunedì prossimo
Nell’attesa che anche l’attuale primo cittadino bacolese possa comprendere, al pari dei suoi superiori, che l’unica speranza riposta nel cassetto di questa nazione allo sfascio è la scuola pubblica. Solo ergendosi sulla forza dell’istruzione e della cultura questa Repubblica potrà realmente puntare ad un futuro diverso da un presente affamato di coscienza civica, meritocrazia e voglia di cambiamento.
Prerogative che devono essere assicurate dalla Stato e, di riflesso, dalla popolazione che lo ha ottenuto con immensi sacrifici.
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, così recita l’articolo 3 della Costituzione Italiana.
Mortificare il presente con politiche cariche di menefreghismo e prive di lungimiranza, è un errore imperdonabile. Ma tagliare la speranza ad un futuro alternativo, distruggere lo stato sociale e radere al suolo le fondamenta della crescita individuale, è nient’altro che un omicidio premeditato.
Redazione Freebacoli
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