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Lago Fusaro, Inquinamento Record: L'Asl Sospende la Vendita di Cozze

Freebacoli: Lago Fusaro, Inquinamento Record: L'Asl Sospende la Vendita di Cozze

venerdì 5 novembre 2010

Lago Fusaro, Inquinamento Record: L'Asl Sospende la Vendita di Cozze

Si pubblica di seguito l'aticolo, a firma della giornalista Elisabetta Froncillo, pubblicato da "Il Mattino nella giornata di oggi 05.11.2010

L'Asl Vieta le Cozze del Fusaro: Il Lago è Troppo Inquinato

Allarmi, denunce, pile di carta scritta dal presidente della Commissione mari e laghi del Comune di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che rischiano di restare senza risposta certa. 

Lo stato del lago Fusaro è preoccupante, gli sversamenti visibili a occhio nudo. 

A dirlo nell’ennesima carta protocollata è proprio il consigliere bacolese che ha riscontrato un copioso versamento di liquidi fognari nel canale pluviale di via Cuma, sfociante all’interno del lago. 

Diversi i sopralluoghi in vari momenti della giornata per verificare cosa sta accadendo al bacino lacustre. 

«È avvelenato - afferma Della Ragione - e nessuno lo spiega, nessuno interviene. Anche dopo una lieve piogga, le acque nere provenienti dall’impianto di sollevamento della rete fognaria di Bacoli, che si trova in via Cuma, si immettono copiosamente all’interno delle griglie per le acque bianche finendo nel lago, attraverso il canale collegato a una foce da troppo tempo sporca e non controllata». 

Dal 27 ottobre, giorno dell’ultima denuncia, il sindaco Schiano è intervenuto con una richiesta indirizzata al comandante dei vigili urbani, Marialba Leone e al responsabile del settore, il geometra Luigi Della Ragione, per verificare cosa determini il cattivo funzionamento dell’impianto. 

Ma nove giorni dopo nulla è stato effettuato, come ribadisce il presidente della Commissione mari e laghi. 

Ci ha pensato invece l’Asl a intervenire, con un provvedimento di sospensione in via precauzionale della vendita dei molluschi allevati nel lago: provvedimento accompagnato da una richiesta al Comune di far luce sull’effettivo stato di inquinamento del lago. 

Ma dal centro di depurazione i dati raccontano una verità diversa: le cozze sono sane, ogni 15 giorni vengono analizzate e in oltre un decennio di produzione non è mai stato riscontrato nulla di negativo. 

Anzi, la cozza avrebbe addirittura una funzione depurativa nelle acque lacustri. 

Ma non è finita, perché il sindaco sta preparando una richiesta da sottoporre al Consiglio comunale di revoca della licenza di allevamento all’Ittica Lago Fusaro, la società che gestisce oggi la mitilicoltura insieme all’Irsvem, dopo la scadenza del contratto (il 4 ottobre scorso): secondo il primo cittadino non c’è stato rinnovo. 

Dall’altra parte la società ribadisce il suo diritto di rinnovo di contratto agrario avvenuto verbalmente e con delibera del Centro Ittico Campano, la società partecipata (il Comune ne è socio al 96%) che decide le locazioni lacustri, per il quale ha già versato la quota annua di 54.000 euro. 

Le famose cozze del Fusaro, conosciute in tutta Italia, rischiano però di scomparire definitivamente: al loro posto l’amministrazione vorrebbe far nascere attività sportive e di attrazione, mettendo fine a una tradizione tipica che affonda le sue radici nel lontano tempo dell’impero romano.


«I mitili garanzia di depurazione. 
Impensabile rinunciare ai filari»

«Siamo i primi a richiedere al Comune di verificare se è vero che il lago è tanto inquinato e di intervenire per il risanamento. Ma mai come in questo caso vale il principio che è sbagliato pensare di buttare il bambino con l’acqua sporca». 

Fabio Postiglione, presidente del centro depurazione molluschi Irsvem di Bacoli, socio della mitilicoltura presente a Bacoli e dirigente dell’Ittica Lago Fusaro non nasconde la sua preoccupazione. 

È giusto, di fronte ai dati in possesso del Comune, puntare al divieto di produzione delle cozze nel Fusaro? 

«È giusto lavorare perché nel lago non esistano fonti di inquinamento. In questo senso plaudo all’attenzione mostrata dagli amministratori comunali, che finalmente si accorgono dell’esistenza di scoli abusivi. Ciò detto, è comprensibile il provvedimento di sospensione temporanea delle vendite deciso dall’Asl: tutto il resto lo è molto meno». 

Dunque vi opporrete all’eventuale blocco? 

«Spero che il Comune ci pensi bene, perché si tratta di un’attività produttiva rinomata che va tutelata e non cancellata: e non solo perché questo creerebbe una ulteriore ferita al già fragile tessuto economico cittadino». 

Perché allora? 

«È noto che la cozza è un elemento indicativo dell’equilibrio biologico delle acque in cui è immersa. Ed è essa stessa un elemento di depurazione. Farne a meno significherebbe rinunciare in partenza a una importante possibilità di recupero della qualità delle acque».

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1 Commenti:

Alle 7 novembre 2010 alle ore 12:35 , Anonymous Anonimo ha detto...

come si fa a dire ke è tutto ok?

 

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