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Cattiva gestione del patrimonio flegreo. La Soprintendente attacca: "Troppi sprechi!"

Freebacoli: Cattiva gestione del patrimonio flegreo. La Soprintendente attacca: "Troppi sprechi!"

mercoledì 24 febbraio 2010

Cattiva gestione del patrimonio flegreo. La Soprintendente attacca: "Troppi sprechi!"

Onestà intellettuale, conoscenza del territorio ed un'invidiabile capacità di auto-critica. Sono state queste le principali doti messe in campo dalla Soprintendente Maria Luisa Nava nel corso di un convegno, interamente incentrato sul rapporto esistente tra la valorizzazione dei reperti archeologici e le possibilità di sviluppo economico e sociale che essi stessi rappresentano, tenutosi nella serata di sabato ed organizzato dalla associazione culturale “Amici di Miseno”. Un evento all’interno del quale la responsabile dei Beni Archeologici delle provincie di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno ha tenuto una lunga e dettagliata disquisizione in merito alle possibilità occupazionali e culturali garantite da ogni sito venuto alla luce in una regione che, per sua stessa ammissione, “è addirittura sin troppo ricca di ritrovamenti sparsi in maniera abbastanza omogenea su tutta la superficie Campana”. “Lectio” universitaria, quella tenuta dalla Nava, che ha spaziato dalla criticità gestionale allo scorretto e inproducente utilizzo dei fondi provenienti dalla Comunità Europea: “Troppo spesso sul nostro territorio il danaro della Programmazione Europea viene investito per portare alla luce soltanto una parte di un determinato ritrovamento. Metodologia d’azione che, proprio perché lascia perennemente i lavori a metà, risulta rappresentare – ha asserito la Nava nel mentre mostrava una serie di diapositive raffiguranti diverse località dell’hinterland campano, della città di Napoli e del distretto flegreo - un fastidioso spreco di fondi pubblici che, oltre a non garantire la totale e completa visione di uno specifico sito (che sia una necropoli o un teatro), di certo non mette in moto alcuna possibilità di sviluppo economico per l’indotto gravitante attorno al reperto stesso”. Una netta presa di coscienza la quale non ha risparmiato un’analisi sulla situazione in cui da tempo verte il patrimonio archeologico di Bacoli e Pozzuoli. “Pochi mesi fa ho avuto modo di ammirare l’incompleto Rione Terra che, seppur non sia ancora stato scavato del tutto e non possa essere visitato dalla grossa mole di turisti desiderosi di ammirarlo, già rappresenta un sito di certo molto più bello ed affascinante degli stessi “Scavi di Pompei”. Una bellezza oggettiva a cui fa paio anche quella del Castello di Baia ove sono presenti ben 66 sale non aperte per via di una pseudo carenza di personale. Difatti, come previsto da apposita legislazione stilata ad inizio degli anni ’90, un Museo può essere visitabile solo se ogni sala presente al proprio interno sia controllata da ben 3 custodi. Adesso qualcuno mi spiega come è possibile mantenere la gestione e pagare gli stipendi, relativi ad un solo museo, di circa 200 addetti ai lavori? Abbiamo bisogno - ha continuato la Nava - di una serie di normative al passo coi tempi, altrimenti saremo costretti a privare la cittadinanza di un' ulteriore bellezza creata grazie ad investimenti di grossa portata. Permettere l'apertura giornaliera dei musei è un dovere civico al quale non possiamo sottrarci. Un obbligo morale il quale, oltre a rappresentare una scuola alternativa per studenti di ogni età, non può che rappresentare anche e sopratutto un elemento di sviluppo economico per le attività turistiche e d'accoglienza che gravitano nei pressi del nostro immenso patrimonio culturale". Parole forti ed incisive le quali, tirando in ballo tutti i vari enti interessati alla gestione e riqualificazione dell'archeologia flegrea e campana, si spera possano aver tracciato la strada giusta verso un pronto ritorno alla normalità.

Josi Gerardo Della Ragione
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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7 Commenti:

Alle 24 febbraio 2010 alle ore 14:39 , Anonymous Anonimo ha detto...

Non sono daccordo. Anche lei fa parte di quella CASTA di funzionari che dovrebbe letteralmente sparire!!! Sono proprio i plenipotenziari soprintendenti a smorzare sul nascere ogni tentativo di valorizzazione dei nostri siti archeologici che non li veda protagonisti assoluti. VERGOGNA!!!

 
Alle 24 febbraio 2010 alle ore 20:39 , Blogger Unknown ha detto...

cominciassero ad eliminare un pò di parassiti imboscati negli uffici della Soprintendenza, assunti senza concorso e senza titoli negli anni '80, e giunti perfino a livelli "dirigenziali".
Giuseppe Ciaramella

 
Alle 25 febbraio 2010 alle ore 14:45 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ma tu guarda da quale pulpito viene la predica.

 
Alle 25 febbraio 2010 alle ore 17:14 , Anonymous Anonimo ha detto...

La Nava fino a qualche anno fà era lei il responsabile diretto e sotto la sua gestione è stato completato l'allestimento del Museo di Baia, perchè non ha chiuso il Castello x carenza di personale visto ke i pochi e ultimi custodi rimasti per norma non possono neanche assicurare la custodia e tutela a Museo chiuso.
On. Boffa (PD) ha avviato un interrogazione sui fondi stanziati per il Museo di Baia e sempbra che ben 14 milione di € x la formazione (non si sa di chi) non risultino all'appello.
E' che dire delle Aree Marine protette di Baia e Gaiola che se non sbaglio la sono sotto la sua diretta responsabilita

 
Alle 25 febbraio 2010 alle ore 17:18 , Anonymous Anonimo ha detto...

Che schifezza! A questo mo gli fanno fare pure la "Lectio"...
Andassero a zappare... però attenti a non superare i 50 cm di profondità in zona a Protezione Integrale, commetterebbero un reato!!!

 
Alle 25 febbraio 2010 alle ore 20:06 , Anonymous Anonimo ha detto...

Interrogazione On. Luisa Bossa

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=17058&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

 
Alle 28 febbraio 2010 alle ore 10:42 , Anonymous Anonimo ha detto...

non è vero che esista una legislazione degli anni 90 che imponga 3 custodi per ogni sala, semmai è proprio l'inverso, cioè per ogni 3 sale occorre un custode. Altro è poi se si vuole garantire l'apertura per almeno 11 ore del sito, comunque per l'apertura del castello, 11 ore al giorno su sei giorni la settimana, occorrono 80 unità e non 200. attualmente sono solo 19.

 

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