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Rubavano Reperti Archeologici, Arrestati dai Carabinieri: Nella “Banda dei Tombaroli” anche Tre Bacolesi

Freebacoli: Rubavano Reperti Archeologici, Arrestati dai Carabinieri: Nella “Banda dei Tombaroli” anche Tre Bacolesi

venerdì 21 gennaio 2011

Rubavano Reperti Archeologici, Arrestati dai Carabinieri: Nella “Banda dei Tombaroli” anche Tre Bacolesi

image Sgominata dai carabinieri del comando regionale reparto tutela patrimonio culturale un’organizzazione di trafficanti di reperti archeologici rubati.

Ventiquattro persone sono finite nei guai nell’ambito di un’indagine della procura di Santa Maria Capua Vetere diretta dal procuratore Corrado Lembo. Cinque le persone finite agli arresti domiciliari, tre all’obbligo di presentazione, quattro all’obbligo di dimora e dodici indagate a piede libero. Un vero e proprio tesoro è stato rinvenuto presso le abitazioni delle persone col “vizietto” dei reperti archeologici.

Tra le persone coinvolte ci sono molti insospettabili, ecco i nomi: sono finite ai domiciliari Salvatore Zara di Casale di Principe, Luigi Caterino di Casal di Principe, Filippo Palma di Casal di Principe, Annibale Corvino di Casal di Principe, Giacinto Zumardelli di Acerra.

Sono all’obbligo di dimora Nicola Verde di Cesa, Mario Luongo di Casal di Principe, Antonio Savastano di Mondragone, Nicola Goglia di Casale.

Obbligo di presentazione per Giuseppe Natale di Casal di Principe, Pietro Iorio di Casale di Principe, Giuseppe Barbera di Bacoli.

Indagati a piede libero Antonio Manini di Bacoli, Aldo Schiavone di Casal di Principe, Demetrio Ianeca di Roccaferrato e Massimo Ianeca di Roccaferrato, Massimiliano Buonanno di Castelvolturno, Nicola Affinito di Casal di Principe, Giuseppe Lucignano di Pozzuoli, Corvino Gerardo di Casal di Principe, Angelo Cristiano di Marcianise, Pasquale Morgillo di Acerra, Antonio Savastano di Bacoli e Francesco Diana di Casal di Principe.

Ieri mattina è scattato il blitz da parte dei militari dell’Arma della compagnia di Casal di Principe e del reparto napoletano che indaga su questa delicata e importante materia.

I carabinieri li tenevano d’occhio da un bel po’, grazie ad un’attenta indagine, erano riusciti a ricostruire il puzzle. Tutti gli indizi portavano a questi soggetti per quanto riguarda il traffico di reperti archeologici in Terra di Lavoro. Secondo le accuse molti di questi beni di inestimabile valore erano stati rubati nel Napoletano e nel Casertano, come nei comuni di Riardo, Castelvolturno (Pinetamare) e Teano, e ancora anche nel Beneventano, nel comune di Montesarchio.

image L' accusa è associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di reperti archeologici e di ricettazione. Un vero e proprio crocevia per i “tombaroli” della zona che più volte hanno razziato il sottosuolo di un territorio particolarmente ricco di storia come l’agro aversano e l’intera provincia di Caserta.

E non solo, secondo le accuse avevano preso di mira anche alcuni musei campani. Sono più di cento le strutture museali di cui cinquanta solo in provincia di Caserta sorti soprattutto dopo gli anni ’80, che in più occasioni, come il rinascente museo Raffaele Marrocco di Piedimonte Matese, in passato (nel dopo guerra fino al 1973) ha subito decine di furti.

Tra i beni sequestrati anfore cromate, collezioni di monete, un portacandela con manici laterali decorato, un’olla con un manico sul lato superiore, due anforette con manici laterali, due piatti cromati, una coppa cromata, una scultura in creta rappresentante un volto femminile, ancora un busto in terracotta raffigurante una figura femminile, parte di un piatto cromato, la porzione di un vaso con manico, un’anfora di creta alta 28 centimetri con quattro manici laterali.

Il materiale in questione è stato sottoposto a sequestro. Nella giornata di ieri il tutto è stato anche esaminato da un esperto della sovrintendenza per i Beni archeologici per stabilire la provenienza e la datazione dei reperti. Materiale che era finito nelle mani di persone senza scrupoli. Gli interrogatori dei fermati saranno effettuati questa mattina nel collegio difensivo.

Cronache di Napoli

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4 Commenti:

Alle 21 gennaio 2011 alle ore 17:02 , Anonymous Anonimo ha detto...

Francesco Escalona tramite

... mi ricorda una storia ... :-)
Quando la realtà si avvicina alla fantasia!

 
Alle 22 gennaio 2011 alle ore 02:21 , Anonymous Anonimo ha detto...

Nestore Antonio Sabatano

Guardate cosa succede............anche un Bacolese....Barbera Giuseppe.....ma per caso è quello che ha il negozio nei pressi della Casina Vanvitelliana al Fusaro?

 
Alle 22 gennaio 2011 alle ore 18:33 , Anonymous Anonimo ha detto...

x quanto riguarda i bacolesi e' una vita che lo fanno.

 
Alle 22 gennaio 2011 alle ore 22:04 , Anonymous Anonimo ha detto...

Non è lui!!

 

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