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Ermanno Schiano: “Il Centro Ittico Campano è il più Grande Fallimento dell’Amministrazione Coppola”

Freebacoli: Ermanno Schiano: “Il Centro Ittico Campano è il più Grande Fallimento dell’Amministrazione Coppola”

sabato 24 luglio 2010

Ermanno Schiano: “Il Centro Ittico Campano è il più Grande Fallimento dell’Amministrazione Coppola”

 image Si ripropone di seguito un primo stralcio della relazione sulla situazione economico-finanziaria del Centro Ittico Campano letta dal sindaco Ermanno Schiano e pubblicata presso il sito ufficiale del comune di Bacoli, durante la seduta di consiglio comunale tenutasi in data 16.06.2010. Il documento per ragioni di spazio è stato diviso in più parti, le quali saranno pubblicate nei prossimi giorni. Per tale motivo in questa prima sezione sono individuate le considerazioni amministrative concernenti i numerosi crediti vantati dal C.I.C. nei confronti dei propri affittuari i quali, in gran parte, non hanno accettato il rincaro realizzato dall’ormai ex presidente Raffaele Aragona

Il Sindaco dà lettura all'assemblea del seguente documento:
Al fine di esprimere giudizio sulla gestione del Centro Ittico Campano S.p.A. operata dall’ing. Aragona, non può prescindersi da due considerazioni preliminari:
·  l’ultima nomina del CdA è avvenuta, attraverso lo strumentale impiego dell’istituto delle dimissioni da parte di tutti i suoi componenti e il loro rinnovo da parte dell’allora Sindaco già sfiduciato, con il solo fine di rinnovare l’organo di gestione, ancora in carica e in scadenza a novembre 2010, per un ulteriore periodo di tre anni fino a luglio 2012, in guisa tale da porre una pesante ipoteca sulle scelte della successiva amm.ne;
·  quanto avvenuto in occasione del 30 aprile scorso, allorquando l’intero organo amministrativo non ha presenziato all’Assemblea dei Soci dallo stesso organo indetta per l’approvazione del bilancio 2009 e soprattutto l’assenza agli atti societari del bilancio 2009 ufficiale, ha confermato il dispregio nutrito nei riguardi dei soci, contribuendo definitivamente a incrinare il rapporto fiduciario con l’Azionista ed inducendo alla inevitabile sua revoca.
Un’analisi generale delle vicende aziendali del Centro Ittico Campano S.p.A degli ultimi cinque anni non può prescindere dalla ricognizione delle eredità pesanti, che il Presidente Aragona con la relazione redatta a nome del CdA ha invocato, ma ciò non può valere a giustificare quello che, a mio avviso, costituisce uno dei più gravi fallimenti operativi registrati dalla amm.ne Coppola, la quale circa sette – otto anni addietro ebbe ad indicare il Centro Ittico come potenziale “polmone finanziario” del Comune, laddove, al contrario, la carenza di liquidità che la Società manifesta da diversi anni – ed alla quale inutilmente si è tentato di porre rimedio con vere e proprie alchimie contabili, siccome si vedrà in appresso - ha mostrato quanta divergenza vi fosse tra la realtà contingente e le fumose aspettative che si erano prospettate, forse nel perseguimento di obiettivi diversi ed estranei agli effettivi interessi della realtà territoriale. La gestione operata dall’ultimo CdA non può dirsi esente da colpe e deficienze; dare solo lustro a ciò che si è fatto significa deliberatamente celare e ingannare la realtà dei fatti, omettendo di riferirne quanto, per converso, non è stato fatto.  image
Rammentare le eredità pesanti del passato, che sono la continuazione naturale di un percorso gestionale che, non sempre per ragioni indipendenti dalla volontà dei singoli, si estrinseca in maniera negativa per le sorti aziendali, ha il solo fine di nascondere gli errori e le omissioni determinati dall’ultimo CdA e dal Presidente, il quale, è bene rammentarlo, è rimasto ininterrottamente in carica per circa 5 anni, nel corso dei quali non uno degli obiettivi inizialmente prefissati può dirsi realmente raggiunto.
Un’analisi puntuale e analitica dei singoli contratti non può prescindere da due dati lampanti: a regime i potenziali ricavi nell’ordine di più di € 500.000,00 sono degli scarni valori contabili che si evidenziano positivamente sul conto economico, ma non trovano quella che i tecnici contabili definiscono la ”risultanza sul numerario”. Tutto ciò vuol dire che molti dei locatari, che hanno stipulato i nuovi contratti, non hanno poi ottemperato alle proprie obbligazioni; il che se limitato ad alcuni casi può ritenersi fisiologico, nella ipotesi opposta manifesta al contrario l’evidente disagio incontrato dagli affittuari nel far fronte agli impegni assunti. Ove a tanto si aggiunga, poi, l’ostinata resistenza incontrata dal Centro Ittico nella imposizione delle proprie “tabelle”, che l’ing. Aragona assume essere state commisurate “a valori reali di mercato”.
Agli osservatori più attenti e meno spinti da facili trionfalismi giova ricordare come il prospetto delle fatture da emettere, ovvero i crediti da affittuari per usare un gergo più comprensibile, ammontano a circa € 269.000,00 e un dettaglio analitico allegato al bilancio al 31.12.2009 evidenzia come molti di questi crediti si riportino già da alcuni esercizi, il che plausibilmente significa che sono crediti inesigibili e da svalutare senza indugio. Probabilmente tale
operazione erroneamente e in dispregio dei criteri di prudenza, che devono accompagnare la redazione di ogni documento contabile, non è stata effettuata in quanto ciò voleva dire che il risultato finale d’esercizio avrebbe riportato una consistente perdita. Nella realtà, invece, a quanto ammontano i crediti inesigibili ? A fronte dei tanti incarichi legali è stato fatto uno studio? Ma la spiegazione cosiddetta politica sta nel fatto che non si è voluto
tenere nel debito conto la realtà bacolese: priva di infrastrutture moderne e capace di attirare un turismo più qualificato ed ecocompatibile.
Ritenendo impropriamente che la realtà fosse diversa si sono maggiorate - in guisa tale da prosciugare le poche risorse concretamente traibili dalle attività commerciali operanti sul territorio - le precedenti tabelle di fitto, portando gli affittuari sull’orlo del collasso gestionale.
Analizziamo a tale scopo le risultanze derivanti dall’applicazione, per due affittuari assunti ad esempio, delle tabelle Picone – Maione/Lemmo – Aragona:

Fittuario Picone
2002
Maione/Lemmo
2003/2005
Aragona
2005
X €19.365,00 € 34.230,00 €52.271,00
(60.000,00)
Y € 6.064,00 € 10.348,00 €22.560,00

Ciò ha causato ineluttabilmente il “proliferare” quasi spontaneo di ulteriori contenzioni (sfratti per morosità) con conseguenti incarichi a vari legali di fiducia o, per meglio dire, vicini a chi ha gestito per cinque anni le vicende gestionali del Centro Ittico. Tale dato è andato ad aggiungersi ad un già ampio contenzioso di cui era incaricato l’avv. Fierro, che all’epoca della Sua nomina si era detto avrebbe svolto l’incarico gratuitamente, ovvero facendone ricadere l’onere sulle controparti, mentre ad oggi il debito del Centro Ittico nei confronti del legale ammonta a più di €200.000,00 oltre quanto ancora a maturarsi e quanto già versato dal Centro Ittico al legale nel corso di questi anni, che è pari a non meno di € 150.000,00 (stiamo già nell’ordine di € 350.000,00). Probabilmente la determinazione di proseguire un contenzioso così diffuso e non coltivare ipotesi transattive,image che tenessero conto oltreché delle esigenze societarie anche della realtà operativa in cui si muovono gli affittuari, pur nel rispetto del preminente interesse
pubblico, è stata una scelta politica e gestionale sconsiderata, che ha contribuito in maniera significativa a erodere le disponibilità finanziarie della Società e la cui reale finalità è ancora tutta da decifrare, siccome sono rimasti nell’ombra quei “potenziali investitori”,che avrebbero ritenuto “inadeguati” i “fattori locali” (tanto per impiegare una espressione dell’ing. Aragona) per impegnare le proprie risorse finanziare nell’ambito di un non ben delineato programma di “valorizzazione dei beni”. Sia chiaro non è intento di alcuno, tantomeno dell’amm.ne che si è insediata, sottrarre al patrimonio del Centro Ittico le proprie reali potenzialità produttive, né tampoco difendere rendite di posizione e, tuttavia, qualsiasi concreto progetto di sviluppo non può prescindere da un realistico approccio alla situazione data: se i beni si trovano in un contesto territoriale degradato – per il cui miglioramento la precedente amm.ne ha fatto tanto poco, quanto nulla, essendo evidentemente impegnata nella cura di interessi particolari – è del tutto irragionevole
pensare di ritrarre da essi utili che anche migliori condizioni operative difficilmente potrebbero consentire di raggiungere
, peraltro attraverso una novazione, anche soggettiva, dei rapporti locativi, in luogo di favorire, ogni volta che ciò fosse possibile, il trattenimento dei conduttori storici.
Fatta questa digressione e tornando ad analizzare i dati di bilancio, la differenza tra valore e costi della produzione degli ultimi tre bilanci 2007 – 2008 – 2009 (i dati sono rispettivamente di € 56.096; 97.588; 84.510, mentre le disponibilità finanziarie ammontano rispettivamente a € 98.714; 98.920 ;17.751) ci porta a ritenere che gli affittuari che hanno sottoscritto i contratti con le ultime tabelle si sono trovati in gravi difficoltà finanziarie, sicché i ricavi sono stati iscritti per competenza, laddove è evidente una forte divergenza con i flussi finanziari. Inoltre i costi per servizi, soprattutto le consulenze legali e tecniche, sono stati pari a € 147.892 nel 2007, € 221.411 nel 2008 e € 230.954 nel 2009, per cui parlare di eredità del passato, in virtù del loro progressivo incrementarsi, appare assolutamente fuori luogo.
Infatti un quadro riepilogativo degli ultimi tre esercizi, che tiene conto di alcuni dei dati accennati e di quanto erroneamente non imputato, fornisce le seguenti risultanze:

  Anno 2007 Anno 2008 Anno 2009
Ricavi da bilancio 480.457 595.132 646.930
Costi da bilancio 424.361 497.544 562.420
Ici non contabilizzata 83.000 83.000 83.000

Svalutazione crediti da adeguare per l’anno

0 0 11.694

Fondo accantonamento legali non imputato

70.000 70.000 70.000
Risultato operativo ( 96.904) (55.412) (80.814)

(Non avendo un dato esaustivo relativamente alla competenza delle consulenze legali,per ragioni di semplificazione si è provveduto a ripartire tale importo per il triennio 2007 – 2009 . Mancano comunque i dati di altri legali incaricati, il che significa che tale dato potrebbe ulteriormente incrementarsi)

 Per la lettura integrale del documento clicca qui

5 Commenti:

Alle 24 luglio 2010 alle ore 16:38 , Anonymous Anonimo ha detto...

Stringendo, tutto questo per dire che Ermanno & C.(noti consulenti che fanno parte della neo-amministrazione)devono ridurre i canoni di locazione ai conduttori (clienti dei sopra menzionati consulenti) che non hanno pagato perchè trovansi in difficoltà finanziarie?
Per constatare il vero basta isttuire un controllo in vigilando davanti ad alcuni esercizi commerciali condotti (bar, ristoranti, etc.) e Vi renderete conto che le difficoltà finanziarie non esistono.
Amministrare un ente locale è difficile, poca gloria e molte critiche. Se vi vuole invertire questa tendenza bisogna far comprendere cosa sia il "bene comune", nel quale si ritroverranno coinvolti anche gli affittuari e capiranno che ciò che versano come canone gli verrà in parte restituito sotto forma di servizi pubblici più efficienti ed utili.

 
Alle 24 luglio 2010 alle ore 19:15 , Anonymous Anonimo ha detto...

egregio anonimo lei e sicuramente uno di quelli che ha votato coppola per cui e uno di quelli che dovrebbe mettre mano alla tasca e pagare insieme a tutti gli altri che lo hanno votato i debiti e tutte le fesserie che ha rimasto

 
Alle 26 luglio 2010 alle ore 09:06 , Anonymous Anonimo ha detto...

Uno, nessuno e centomila! Pirandello aveva ragione ma, purtroppo, leggendo il commento del mio omonimo anonimo, con sommo dispiacere devo ammettere che anche Mussolini aveva ragione quando affermava: " Governare gli italiani non è impossibile, è inutile!"

 
Alle 27 luglio 2010 alle ore 15:42 , Anonymous Anonimo ha detto...

caro omonimo purtroppo il mussolini bacolese che lei ha votato ha fallito perchè governare in democrazia e un conto ma governare da duce o meglio con il detto fai quello che dico e non fare quello che faccio io e un altro,
a buon rendere caro omonimo.

 
Alle 1 marzo 2011 alle ore 12:50 , Anonymous Anonimo ha detto...

da affittuario dico: che giustamente bisogna pagare,
in equo! a quello che hai .ma anche ricordare che quello che hai, l'hai costruito tu ,dimenticandoti di figli, e casa affettiva. Ringrazio i Bacolesi per IL LORO GIUDIZIO SU 5 LENZE .
Era meglio che nasceva una base nato subito all'inutile 1942 grazie
T.Pa.

 

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