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Gli Operai Avranno gli Stipendi, Trovato l’Accordo con la Società: Sospeso il Presidio ai Cantieri di Baia

Freebacoli: Gli Operai Avranno gli Stipendi, Trovato l’Accordo con la Società: Sospeso il Presidio ai Cantieri di Baia

venerdì 3 febbraio 2012

Gli Operai Avranno gli Stipendi, Trovato l’Accordo con la Società: Sospeso il Presidio ai Cantieri di Baia

image La resistenza dei lavoratori permette di compiere un primo passo in avanti verso la risoluzione della problematica “lavoro” ai Cantieri Navali di Baia: l’amministratore delegato della spa ha firmato l’accordo per il pagamento degli stipendi arretrati, utilizzando lo strumento della “cassa integrazione” nell’attesa di una nuova ripartenza delle attività lavorative.

E’ durata ben 25 giorni la protesta civile e ad oltranza dei 120 operai in forze presso l’area cantieristica bacolese, da ben tre anni attanagliata da difficoltà di carattere produttive e finanziarie. Presidio costante, attrezzato di pochi mezzi utili come riparo e difesa dalla pioggia e dal freddo, portato avanti presso i cancelli della società, destando l’attenzione di cittadini, associazioni, istituzioni ed organi di stampa, sfociato anche in una folta presenza al Consiglio Comunale del 28 gennaio scorso ed in una manifestazione popolare che ha attraversato l’altro giorno, nonostante il freddo gelido e la pioggia battente, le strade del paese

Una mobilitazione che ha quindi determinato la sottoscrizione di un accordo stipulato nel primo pomeriggio di oggi tra i responsabili dell’azienda, il sindaco locale, e i sindacati dei lavoratori dando un primo input positivo che schiarisce le difficoltà del presente, consegnando speranze anche per un futuro lavorativo all’interno dell’azienda.

Le Condizioni dell’Accordo

Tra i punti cardine del verbale di fine assemblea avvenuto tra le parti, si evincono una serie di paletti su cui si fonderà la prossima collaborazione tra imprenditori e operai:

  • imageEntro il 21.02.2012 la famiglia Capasso, responsabile dell’azienda e titolare della concessione di suolo demaniale su cui insiste l’attività (un tempo) produttiva, provvederà al pagamento sia di tutte le retribuzioni non pagate del mese di novembre che della metà delle tredicesime.
  • Entro il mese di marzo la proprietà provvederà poi a retribuire la seconda parte della tredicesima e le retribuzioni del mese di dicembre.
  • Si attiverà sin da subito il procedimento per la “cassa integrazione” che permetterà agli operai di ricevere, già tra marzo ed aprile, uno stipendio mensile pari all’80% del netto di quanto percepito nei giorni lavorativi. Una sorta di “retribuzione tampone” che, con uno stipendio pari a circa 850 euro per i successivi otto mesi, permetterà all’azienda di trovare nuove commesse con le quali poter riattivare i lavori del cantiere.
  • Da lunedì della settimana entrante un numero di operai tra le otto e le dieci unità, dovrà tornare al lavoro per completare delle opere (barche) grazie alle quali sarà possibile ridare una boccata d’ossigeno e di denaro liquido alla società Cantieri di Baia Mericraft

La Lotta Non Può Terminare: Ci Sono 120 Posti di Lavoro da Salvaguardare

image Un accordo che di certo non ripristina una totale normalità, ma che permette un miglioramento della attuali condizioni di “dignità lavorative”, assicurando a chi ha lavorato in passato la propria retribuzione dovutagli da tempo e aprendo qualche nitido spiraglio di luce in vista di un reintegro degli oltre cento operai attualmente posti con un piede e mezzo fuori dal mondo del lavoro.

Difatti il procedimento della “cassa integrazione” se non supportato da un serio piano aziendale di gestione e sviluppo, non potrà far altro che lasciare “in mezzo ad una strada” oltre cento persone con rispettive famiglie al seguito.

Ed è proprio per lanciare un ulteriore segnale distensivo e di collaborazione che i lavoratori hanno deciso, intorno alle ore 14:00 di oggi, di sospendere il presidio e l’assemblea permanente, tornando (anche se in esiguo numero) in cantiere.

La Dignità Operaia: “Diamo una Fiducia a Tempo. Vogliamo Difendere il Lavoro”

“Il nostro vuole essere un segnale chiaro agli imprenditori della società: noi siamo qui soltanto ed unicamente per lavorare. Non è nostro intento far fallire questa realtà produttiva che ci ha permesso di lavorare e avere uno stipendio con cui sopravvivere. In questi anni – continuano gli operai che per ultimi hanno lasciato il gazebo di Baia – siamo stati troppo spesso delusi dai dirigente che hanno più volte non mantenuto fede alle promesse fatte. imageAdesso però abbiamo un documento scritto, firmato da sindacati, istituzioni ed imprenditori”.

Una posizione chiara a cui fa seguito un monito deciso: “Diamo ancora una volta fiducia “a tempo” alla società. Dal prossimo lunedì dovranno passare massimo quindici giorni per il pagamento degli stipendi arretrati. Siamo convinti che tutti stiano comprendendo il nostro senso di responsabilità nei confronti di chi, si spera, possa rimettere in moto le attività di un cantiere che rappresenta una delle poche realtà capaci di dare lavoro in questo paese”.

Dubbi sui Contributi Previdenziali e Pressione Costante

Infine i lavoratori, pronti a tornare nuovamente in presidio nel caso di non rispetto dei patti, non mollano la presa circa il mancato pagamento, che va avanti da almeno tre anni, dei contributi previdenziali alla società Cometa: “Per questo delicatissimo aspetto ci siamo rivolti direttamente ad un avvocato che ha già provveduto ad inviare una nota scritta alla famiglia Capasso affinché, nei prossimi giorni, ci faccia sapere cosa voglia fare. E’ una problematica molto grave e seria su cui non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia”.

La lotta in difesa dei posti di lavoro non può assolutamente dirsi terminata. L’unico elemento certo, in un futuro prossimo di “cassa integrazione”, è che imprenditori poco avveduti ed istituzioni troppo spesso dormienti, non potranno fare a meno di scontrarsi con un nutrito gruppo di lavoratori capaci di anteporre ai caldi termosifoni di casa propria e ad un atteggiamento di servile accondiscendenza alle volontà di chi comanda, le concrete esigenze del reale e la difesa della propria dignità.

Redazione Freebacoli
Freebacoli@live.it

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7 Commenti:

Alle 3 febbraio 2012 16:27 , Anonymous Ospite ha detto...

 Clementina Spinelli E POI?!? SPERIAMO BENE!!!

 
Alle 4 febbraio 2012 00:37 , Anonymous Sasytestone ha detto...

io ho i miei parenti in qul cantiere e spero  con tutto il cuore che questa vertenza  si risolva in modo positivo ma non solo per gli stipendi arretrati ma sopratutto x un futuro lavorativo x tutti i lavoratori dei cantieri di baia.....ps  non mollate il lavoro non si tocca mai il lavoro è vita

 
Alle 4 febbraio 2012 01:22 , Anonymous Ospite ha detto...

 Patrizia Damasco meno male un po di respiro speriamo che duri

 
Alle 4 febbraio 2012 01:23 , Anonymous Ospite ha detto...

 MariaDario Arpino speriamo bene....nn ce la facciamo più !

 
Alle 4 febbraio 2012 01:23 , Anonymous Ospite ha detto...

 Rosetta Schiano lo spero tanto vedo mio figlio esasperato giorno dopo giorno si va avanti kon solo promesse e' i fatti ??????????'speriamo

 
Alle 5 febbraio 2012 14:22 , Anonymous ospite ha detto...

SPERO DI CUORE CHE LA FAMIGLIA CAPASSO RIESCA A MANTENERE GLI IMPEGNI PRESI CON GLI OPERAI E GLI AUGURO VIVAMENTE DI RIUSCIRE A TENERE VIVO " I CANTIERI NAVALI DI BAIA" POICHè SONO SEMPRE STATI IN PRIMA LINEA CON I LORO PRODOTTI IN AVANGUARDIA IN ITALIA E NEL MONDO. FORZA LAVORATORI NON MOLLATE !!

 
Alle 5 febbraio 2012 19:44 , Anonymous Cassaintegrazione Baia ha detto...

non caliamo l'attenzione sulla realtà dei Cantieri di Baia. In gioco ci sono 110 dipendenti e le loro famiglie più tutti coloro che lavorano nell'indotto.

 

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