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Vittoria alla Cava di Cappella, Partono i Lavori: Sito Bonificato Dopo Anni d'Inquinamento - FOTO

Freebacoli: Vittoria alla Cava di Cappella, Partono i Lavori: Sito Bonificato Dopo Anni d'Inquinamento - FOTO

venerdì 16 marzo 2012

Vittoria alla Cava di Cappella, Partono i Lavori: Sito Bonificato Dopo Anni d'Inquinamento - FOTO

Il cantiere della cava in località Cappella è nuovamente aperto, gli operai della ditta esecutrice sono a lavoro e i cancelli d’ingresso ai “Giardini di Dedalo” sbarrati per “lavori in corso”. La cittadinanza attiva residente nei due comuni limitrofi di Bacoli e Monte di Procida, dopo anni di dure lotte, potrà forse mettere un punto definitivo ad uno spiacevole capitolo: lo stato di degrado ed abbandono in cui versa la cava di tufo inserita all’interno dei finanziamenti della Comunità Europea afferenti al Por Campania 2000/2006 e relativi a diversi milioni di euro per il recupero dell’antica strada via Mercato di Sabato e per la realizzazione di una passeggiata che unisce il belvedere sul canale di Procida, con l’area archeologica di Cappella

Ben 2 Anni e 8 Mesi, questo il lungo periodo impiegato dalla Macchina Esecutiva dell' Amministrazione Montese, guidata dal sindaco Francesco Paolo Iannuzzi, per riaprire i cantieri nell' ex Cava di Tufo cappellese  denominata "Giardini di Dedalo". Una lentezza che sfiora i limiti dell'assurdo e che evidenzia, ancora una volta, l'inefficienza, il disinteresse e la totale inettitudine per i problemi sociali, della Maggioranza di Centrodestra in auge. Ma questa volta la nostra Redazione, vi propone una breve “Story Line” del martoriato sito ambientale, onde chiarire, semmai ce ne fossero, i dubbi di tutti i nostri lettori, che tanto hanno sentito parlare di questo splendido luogo, ma che forse ancora non sono riusciti a comprendere dettagliatamente, qual è lo stato attuale della situazione.

Più volte infatti, abbiamo trattato il gravoso problema, eppure ci siamo accorti che nonostante tutto il lavoro svolto, molti dei Cittadini di entrambi i Comuni Flegrei, ed in particolare i Residenti nella periferia dicotomizzata, sono rimasti ancora all'oscuro dei fatti, fermandoci talvolta per strada e chiedendoci simpaticamente in gergo: “Ma ch'è succies?".

La Storia dell'Inquinamento

E allora, con la massima semplicità e trasparenza che ci contraddistingue, andremo ad illustrarvi ciò che è stato in passato, cosa ne è nel presente e soprattutto ciò che dovrebbe essere in futuro, in riferimento a questo meraviglioso contesto naturale/archeologico (e, anche in questo caso, preferiamo utilizzare il periodo ipotetico dal momento che, in tempi così oscuri e incerti, dalla politica locale ci si potrebbe aspettare di tutto, anche un improvviso “stop” dei lavori).

Facciamo un passo indietro e, quindi, catapultiamoci allo scorso mese di Luglio, anno 2009. Alcuni residenti in zona, insieme con Associazioni e Comitati civici locali, denunciavano, a mo’ di petizione popolare, ai Carabinieri di Monte di Procida, la presenza nella Cava di “rifiuti tossici interrati e particolarmente dannosi”, lasciati alle intemperie (tra i quali un abnorme quantitativo di lastre in amianto) sversati da “ignoti”.

Il Sequestro della Cava

I militari della Locale Stazione ordinavano così il sequestro dell’area. 1 anno e 9 Mesi dopo, ossia in Aprile 2011, il Giudice autorizzava un sopralluogo per effettuare alcuni prelievi sui rifiuti denunciati dalla popolazione e, nella stessa giornata, venivano rinvenuti ulteriori materiali “assimilabili a gli urbani – si legge nella relazione della dottoressa Anna Viceconte, della società specializzata ECOTECH S.r.l – e tre pneumatici fuori uso in una zona circoscritta di 30 mq”. Successivamente, sulla scorta dei risultati delle analisi e della relazione redatta dalla società succitata, il Giudice, l’ 11 luglio dello stesso anno, autorizzava il prelievo e lo smaltimento delle lastre in questione presso una discarica autorizzata. Nove giorni dopo, l’area veniva interamente dissequestrata. E, a questo punto, converrete con noi che, la domanda sorge spontanea: “Se la Cava di Cappella è stata dissequestrata 7 Mesi fa, come mai i lavori vengono ripresi solo oggi?”

Ahimè, non a tutte le domande, possiamo auto-risponderci, dunque gradiremmo che qualche esponente dell' attuale Amministrazione ce lo spiegasse, se la nostra richiesta non dovesse arrecare un eccessivo fastidio e disturbo all'estenuante e faticoso lavoro svolto dai nostri Politicanti.

Le Promesse del Consiglio Comunale

Ma, come non abbiamo più ricevuto alcuna notizia, neppure per ciò che concerne l’avvio dei lavori, inutile riporre ancora fiducia d’alcun genere nella classe dirgente, paradossalmente la stessa che il popolo ha voluto che lo rappresentasse. Comunque sia, dopo sette mesi di silenzio decidiamo di sollecitare, ancora una volta, l’Assise affinché si faccia nuovamente un sopralluogo sull’area. Durante un convegno sull’amianto svoltosi il 22 gennaio scorso presso la Casa Comunale di via Panoramica, alcuni cittadini interpellavano il sindaco Francesco Paolo Iannuzzi, chiedendo delucidazioni in merito allo stato di degrado e pericolosità in cui versava il fossato tufaceo e relativa passeggiata.  

"...Né a Cappella, né ad Acquamorta ci sono pericoli,  ove mai ce ne fossero, dato che io sono il Primo ad andare a fare il bagno ad Acquamorta, naturalmente me ne guarderei bene...e ovviamente me ne guarderei bene a tenere una notizia così segreta...anche con le Responsabilità Penali...diciamo...che un fatto del genere, potrebbe comportare anche per la mia persona...quindi voglio dire...dato che io...tutto si dice fuorché che io non sono un uomo equilibrato e con un pò di buon senso...voglio ribadire che oggi, dovete stare tranquilli, l' Amministrazione Comunale PER CAPPELLA HA FATTO IN PIENO IL SUO DOVERE, NON DOVEVA FARE NULL'ALTRO...SE CI SONO ASPETTI SPECIFICI...OVVIAMENTE O SI VIENE DAL SINDACO, IN FORMA PER ISCRITTO, OPPURE ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA CHE PUO' FARE BENISSIMO IL SUO CORSO...però io voglio rassicurare, che almeno nel caso particolare, TUTTO E' STATO FATTO SECONDO LE LEGGI VIGENTI DELLO STATO ITALIANO).

La Conferenza dei Capigruppo

Queste, le parole con le quali il Primo Cittadino Franco Iannuzzi lasciò basito il pubblico che aveva preso parte all’evento nella sala Quandel del Municipio. Il giorno successivo alle rassicurazioni del sindaco Iannuzzi facevamo ritorno sul posto constatando la presenza ancora di un notevole quantitativo di materiale pericoloso, rifiuti ingombranti ed urbani, carcasse di animali morti in evidente stato di putrefazione, gli stessi “immortalati” mesi addietro.

Dopo formale richiesta al Presidente del Consiglio Comunale, Rocco Assante di Cupillo, in seno al Municipio, una delegazione di un comitato spontaneo a tutela della cava di Cappella, otteneva la possibilità di essere ricevuta dai Capigruppo in seno alla classe politica vigente. Così, l’8 febbraio scorso si riportava al tavolo della classe dirigente un dossier fotografico “aggiornato”.

Con molta indignazione, prendevamo consapevolezza di come fosse difficile stabilire un confronto democratico e civile con i gli amministratori montesi, i quali oltre che sminuire la nostra tesi e sottovalutare il problema, mettevano in discussione, persino la veridicità delle nostre segnalazioni. L'unico membro della classe politica attuale che ci parve realmente allarmato, fu il Consigliere di Opposizione Giuseppe Pugliese (Capogruppo di Svolta Popolare) il quale sin da subito volle farsi portavoce in un prossimo Consiglio Comunale di suddetta problematica e, quindi, di tutti quei Cittadini che chiedevano semplicemente una Risposta precisa in merito.

Terminato l'incontro, i presenti si assumevano l'onere di un sopralluogo con successiva "ripulita" della Cava (sottolineiamo "ripulita" perché questo fu il termine utilizzato dal Capogruppo di Maggioranza, Domenico Scotto di Carlo) da effettuarsi entro 15 giorni dalla data del confronto. Passano i giorni, ma dal Municipio ancora nessuna risposta. Soltanto lo scorso 6 marzo 2012, dal consigliere di minoranza, Giuseppe Pugliese giunge la notizia di una ripresa dei lavori.

La Relazione dell'Architetto

Attraverso una relazione scritta dall’architetto Guido Riano, si evince la ripresa dei lavori rimasti in sospeso sin dal 7 luglio 2009, gli stessi che dovrebbero terminare nell’agosto 2012. Inoltre, “Nell’area di cantiere denominata ‘Giardini di Dedalo’ – si legge nella nota ufficiale – permangono rifiuti assimilabili agli urbani, ovvero, imballaggi in plastica, beni durevoli quali frigorifero, televisori e radio, arredi in legno ed imballaggi in vetro, nonché tre pneumatici”. Ma, dalla Relazione, vengono “omessi” materiali di diversa tipologia: sanpietrini, ferro arrugginito, materiali di risulta, calcinacci, mattoni, piastrelle, marmo eccetera...sono forse considerabili Rifiuti Urbani? Crediamo di no! Ed inoltre, ancora una volta, viene citata un’ area piccola e limitata, nascondendo invece, quella che è la realtà dei fatti. Il Giardino di Dedalo, è pieno zeppo di rifiuti d'ogni genere, sversati in maniera estesa in tutta la zona. Le foto dimostrano, che in più punti della parete, vi sono piccole Grotte scavate nel Tufo, utilizzate come deposito per oggetti vecchi e impolverati, di varia natura. Dettagli che, all’architetto Riano, sfuggono.

Dunque, questa Redazione si propone volentieri di accompagnare sul sito in questione l’esperto, nonché tutti gli amministratori comunali che hanno accettato esclusivamente le sue affermazioni come veritiere cestinando le nostre segnalazioni, proprio laddove siamo ritornati ben 5 volte, riscontrando sempre la stessa situazione...ovvero il Degrado più Totale. Ma in tutto questo “sperpetuo”, almeno una buona notizia ce l'abbiamo...lo scorso 28 Febbraio sono ripartiti i Lavori di Ripristino del sito che dovrebbero terminare, nell’ agosto 2012.

1 Milione di Euro per Ricominciare i Lavori

E' stato ordinato infatti, alla ditta incaricata di rispettare un limite di tempo di 193 giorni, il tutto per la modica somma di ben 985.891,38 euro di soldi pubblici. Con fierezza possiamo dire a tutto campo che, ancora una volta, vince la cittadinanza attiva: due anni e mezzo di disagi indescrivibili e di battaglie difficilissime, in cui il primo nemico da sconfiggere è stato il senso di rassegnazione e d’impotenza dilagante, tuttavia riscattato, oggi, con la presenza dei mezzi a lavoro nell’area interdetta.

Noi continueremo a credere nella possibilità di vedere questo splendido sito ambientale ed archeologico, definitivamente aperto al pubblico e fruibile per svariate attività, anche se in un prossimo futuro.

LE NOSTRE PROPOSTE

Tuttavia, non vorremmo che questa piccola vittoria fosse soltanto "fumo negli occhi". Pertanto, è opportuno  non distogliere la nostra attenzione da quella che è la meta prefissataci in questo percorso angusto e tortuoso. La Redazione elenca, di seguito, quanto ancora andremo ad approfondire:

- MONITORAGGIO - considerato che conosciamo la data di termine dei Lavori, imposta dall' amministrazione Montese, urge sicuramente, un'azione di vigilanza da parte dei Cittadini, affinché si rispetti tale termine di scadenza

- INTERROGAZIONE SULL’ EDIFICIO DI PROPRIETA' COMUNALE - bisogna chiedere all' Amministrazione in Auge, delucidazioni in merito alla messa in sicurezza dell'edificio pericolante che sta all'ingresso della scalinata che collega via Panoramica con l'area interessata dai lavori. Più volte infatti, abbiamo documentato sia con foto, che con video ed interviste agli stessi residenti, che tale struttura oltre ad essere fatiscente e completamente abbandonata a se stessa, costituisce un reale ed effettivo pericolo per la pubblica incolumità

-  INTERROGAZIONE SULLA PASSEGGIATA - E' necessario ottenere risposte anche in merito alla passeggiata sita a ridosso della Cava. Essa, è parte integrante del medesimo progetto di riqualificazione dell'area: dunque, considerata l'ingente somma di denaro investita, è indispensabile chiedere, agli Amministratori Comunali, se intendono mettere in sicurezza tale percorso che al momento risulta: non illuminato, non ripulito da sterpaglie, terriccio, fogliame e detriti, non recintato (in molti punti la parete laterale, composta da terra e piante non è stata opportunamente circostanziata, dunque quando piove, è causa non soltanto di un fiume di fango, ma anche dell'otturazione delle graticole di raccolta dell'acqua piovana che risultano quindi maleodoranti ed insalubri) privo di passamano, panchine e cartellonistica indicativa, non sicuro (considerata la pendenza degli scalini ed il fatto che molti di essi sono ricoperti di muschio, senza dimenticare che in vari punti della passeggiata il terreno non è sorretto da una qualche struttura di contenimento, causando quindi pozze di acqua ristagnante che limitano l'agibilità e la viabilità della stessa), non accessibile non solo a diversamente abili che arrivano dall'esterno, ma anche agli stessi residenti in zona che sono costretti su di una sedie a rotelle, senza la possibilità di poter uscire di casa attraversando quel percorso.

- ACCESSO ALLE INFORMAZIONI - Trattandosi di beni comuni, sostenuti con il sovvenzionamento di soldi pubblici, riteniamo obbligatorio, come in tutti i Comuni italiani facenti parte di questa Repubblica democratica, rendere di pubblica consultazione, tutti i documenti cartacei inerenti al progetto in questione.

Concludendo, riteniamo doveroso, ringraziare quanti si sono interessati a questa causa, facendola propria e portandola avanti insieme con la nostra Redazione, ricordando, ai nostri cari politici, che i Cittadini vigileranno senza tregua sulla questione e si arresteranno unicamente quando vedranno portati a compimento i lavori in cantiere e lo spazio sarà ufficialmente usufruibile per scopi ludici e ricreativi per turisti, famiglie ed associazioni, con la speranza che in questa zona così martoriata da smog, inquinamento e colate di cemento abusivo, possano continuare ad esistere piccoli angoli di paradiso terrestre.

Melania Scotto d'Aniello - MariaRosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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6 Commenti:

Alle 17 marzo 2012 08:48 , Anonymous Anonimo ha detto...

A me non pare giusto che noi montesi dobbiamo spendere soldi per cappella sistemiamo prima il paese e poi pensiamo a cappella

 
Alle 17 marzo 2012 09:01 , Anonymous Anonimo ha detto...

tanto a cappella dura poco,poi la distruggono o imbrattano.bisogna formattare le meningi della gente e poi spendere soldi per queste cose

 
Alle 17 marzo 2012 14:35 , Anonymous Anonimo ha detto...

Mister Ignorante...le ricordo che parte di Cappella, anche se sta più in basso rispetto al Monte di Procida, fa parte proprio dello stesso Comune...Quando ci serve qualcosa, quando dobbiamo pagare qualcosa, quando dobbiamo denunciare qualcosa...noi cappellesi, saliamo da voi montesi, sprecando forza, tempo e soldi preziosi. Se non volete occuparvi della nostra frazione, e allora chiedete ai vs politici di scomunicare questo lembo di terra, dalla vostra giurisdizione. Dire "pensiamo prima al paese" è un chiaro segno di ignoranza e ottusità...si vada a studiare la storia dei nostri due Comuni...si vada a studiare la diatriba che il Monte ha sostenuto per strappare quel pezzo di terra a Bacoli...per avere i voti della gente che vi abita, e per avere sempre più potere...poi magari ne riparliamo...caprone!

 
Alle 17 marzo 2012 14:50 , Anonymous Anonimo ha detto...

HAI PERFETTAMENTE RAGIONE!
MONTESI, MA JATV A FA NU GIR NELLA NOSTRA NECROPOLI DI CUI VOI VI VANTATE!

 
Alle 17 marzo 2012 23:11 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ma come si fa a dire che "il Monte ha sostenuto una diatriba per strappare quel pezzo di tetta a Bacoli". Chi afferma ciò è un grande ignorante. Quando è nato il comune di Monte di Procida che comprendeva anche Cappella, Bacoli neanche esisteva!!!!
E' il solito ragionamento del c.... di quei cappellesi che odiano Monte di Procida e adorano Bacoli: tipico.
Prima di sputare nella vostra storia documentatevi!!!!!!

 
Alle 18 marzo 2012 09:17 , Anonymous Anonimo ha detto...

Lubrano Lobianco Nicola Caro amico io direi di aspettare a cantar vittoria ... quello che hanno ripreso a fare è solo di terminare alla meno peggio quello che è già stato fatto.Per quanto riguarda i rifiuti bisognerebbe fare una bonifica vera e propria di tutta l'area della cava , ed esattamente dietro ,dove dall'esterno non si riesce a vedere , dove quegli scellerati che hanno iniziato i lavori hanno fatto sotterrare di tutto , (calcinacci , copertoni , mobili ,alberi ecc. ) arrivavano addirittura camion di calcinacci da Napoli , lavori i quali seguivano la stessa ditta con lo stesso architetto. Che si mettessero le mani sulla coscienza e che bonificassero il tutto invece di raccontare frottole questi nostri cari amici politici e che costringessero alla suddetta ditta di pagare finalmente gli operai che sono anni che aspettano il loro dovuto compenso !!!

 

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