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Grave Lutto a Quarto, La Città Si Ferma per un Giorno: In Mattinata i Funerali per Dire “No” Alla Tragedia

Freebacoli: Grave Lutto a Quarto, La Città Si Ferma per un Giorno: In Mattinata i Funerali per Dire “No” Alla Tragedia

martedì 13 marzo 2012

Grave Lutto a Quarto, La Città Si Ferma per un Giorno: In Mattinata i Funerali per Dire “No” Alla Tragedia

image I vestiti neri, le lacrime, le bandiere a mezz’asta, segni inequivocabili di qualcosa che non c’è più, che se n’è andata per sempre. Le lacrime in questi casi sono d’obbligo, così com’è d’obbligo la presenza. E cosa succederebbe se ad andarsene per sempre non fosse una persona cara ma la democrazia stessa, cortesemente accompagnata dal diritto e dalla salute?
È quello che, è il tempo di aprire gli occhi, sta succedendo a pochi passi da noi, a Quarto. Sono mesi di attività e attivismo frenetici quelli che ci portano alla giornata di domani, mesi di lotta e di resistenza ad una decisione ingiusta, presa dai “pochi” – e stavolta realmente pochissimi- contro il parere dei “molti” che forse mai come in questo caso si stanno avvicinando all’essere “tutti”.
Un lutto per il diritto: il decreto 196/2010 fa riferimento ai rifiuti con codice CER 19.05.03, il cosiddetto compost fuori specifica. Come molto spesso accade però il contenuto di una legge è travisato, o meglio, si finge di non vedere quel che non si vuol vedere. Sì, perché il decreto legge non si ferma alla semplice descrizione del materiale da sversare, si sofferma e fa specifiche anzi sia sul materiale, sia sullo “sversare”. Iniziamo da quest’ultimo: lo sversamento previsto dalla legge è destinato alla “copertura e ri-sagomatura di cave abbandonate e dismesse, di discariche chiuse ed esaurite”, non al totale riempimento di queste ultime come invece sembra essersi inteso o voluto intendere.
La Discarica Che Non Si Può Fare
image Sversamento solo superficiale quindi, ma a che fine? E per rispondere a questa domanda andiamo a descrivere anche l’altro tema approfondito dal decreto, la tipologia del rifiuto. Il rifiuto deve fungere a “materiale per la ricomposizione ambientale” e deve quindi avere determinate caratteristiche, altrimenti dovrebbe essere destinato alla sua meta naturale: la discarica..e ricordiamo che, almeno secondo il primo intento del decreto legge, dire discarica è ben diverso dal dire “luogo per lo sversamento superficiale di materiale per la ricomposizione ambientale” quale dovrebbe essere la cava del Castagnaro.
Per far coincidere quindi il materiale da sversare con il fine indicato, esso deve avere determinate caratteristiche (concentrazione massima di metalli pesanti, presenza di vetro o plastica ecc), tutte da rilevare attraverso un accurato controllo preventivo mai annunciato né nelle intenzioni, né nelle modalità. Altri controlli vanno poi eseguiti sul sito di sversamento, e sono proprio questi controlli che andrebbero ad escludere totalmente la cava del Castagnaro dalla lista di quelle adatte a tale funzione.
In poche parole? Non si può fare..
Lutto in Città: Sono Tutti Invitati
imageUn lutto per la salute: è di immediata comprensibilità che il danno alla salute dei cittadini di Quarto e non solo sarà grave, gravissimo. La vicinanza ai luoghi abitati (e qui ci sarebbe da aprire un discorso lunghissimo sul “quanto” sono abitati questi luoghi, densità da primati mondiali!) è spaventosa. La risposta alla tipica, classica, ingenua domanda “Ma si sente la puzza?” in questo caso sarebbe “sì!”, e la puzza è forse solo l’ultimo dei problemi che un rifiuto del genere può dare. Stanno quindi andando a calpestare nuovamente l’ormai pieno di impronte Articolo 32 della Costituzione.
In poche parole? Non si può fare..
Un lutto per la democrazia: i “NO!” della popolazione non si contano più ormai. Il presidio permanente alla cava (e con permanente intendo permanente in senso stretto: la gente non dorme la notte!), i cortei, le manifestazioni, queste sono le armi a nostra disposizione e sono state usate fino all’ultimo colpo, forse penultimo, nella speranza che la speranza non fosse vana, che il “popolo” lo ascoltano, che il “popolo” decide.
Impossibile Ignorare le Pressioni Popolari
Da tutti i Consigli comunali limitrofi, persino da Napoli, sono arrivati documenti che attestavano la piena solidarietà e molto di più: che attestavano un “No!” comune fra i comuni per questo atto di violenza contro le persone e contro l’ambiente.
In poche parole? Non si potrebbe fare..
Domani mattina (martedì 13) Quarto si raggomitolerà su se stessa, chiusa a riccio per difendersi ancora una volta. Chiuse le scuole, chiusi gli esercizi commerciali, tutti in piazza e per le strade per questo giorno di lutto e di protesta senza precedenti. La partecipazione deve essere alta perché la difficoltà è di tutti,  sarà di tutti! Malattie e quant’altro arrivano ben più lontano di dove può arrivare la semplice “puzza”.  
In poche parole? Ci vogliono ignorare..
In poche parole? Non si può fare..
Domenico Mazzella
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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14 Commenti:

Alle 13 marzo 2012 13:40 , Anonymous Anonimo ha detto...

Pasquino Di Quarto GRANDE FREEBACOLI! Cara Redazione, riuscirete a mettere in rete i video integrali del consiglio comunale 'straordinario di Quarto Flegreo cesso del mondo? Sarebbe bello potere vedere le sceneggiate e le lacrime di coccodrillo di certa gentaccia!

 
Alle 13 marzo 2012 13:40 , Anonymous Anonimo ha detto...

Sergio Travi Vorrei proporre tre riflessioni, le prime due di metodo, l’altra di merito, probabilmente impopolari, ma tant’è... non è che si deve cercare il consenso a tutti i costi...

 
Alle 13 marzo 2012 13:41 , Anonymous Anonimo ha detto...

Sergio Travi ‎1) Un articolo che preannuncia manganellate, repressione, mattanze, e via così con il “processo alle intenzioni”, non è giornalismo ma propaganda, in questo caso buona soltanto ad aizzare gli animi e a fomentare un clima di scontro. Come ho più volte apprezzato in passato la funzione di Freebacoli, con la stessa franchezza oggi ne critico questo tipo di approccio.

 
Alle 13 marzo 2012 13:42 , Anonymous Anonimo ha detto...

Sergio Travi ‎2) Visti anche certi commenti sul blog, forse è il momento di interrogarsi su cosa sia il sistema di democrazia rappresentativa in cui ci muoviamo e quanto ci riconosciamo in esso. Il nostro sistema prevede che la sovranità popolare si esprima attraverso delegati, a vari livelli, non essendo ovviamente possibile riprodurre in un Paese di 60 milioni di abitanti la consultazione delle agorà greche (da cui peraltro erano esclusi in tanti). Questo significa che gli eletti dal popolo prendono decisioni a nome del popolo e rispondono dei loro atti da un lato alla legge dall’altro ai cittadini quando si ripresentano le elezioni. In questo modo nelle istituzioni sono rappresentate tutte le voci e tutti i punti di vista e le decisioni che vengono prese, per quanto non possano essere gradite a tutti come è inevitabile, sono legittimate proprio dal fatto che chi li ha prese ha ricevuto un mandato che riconosce loro precise responsabilità. Che tale sistema in Italia, e ancor più al sud, sia malato è ben noto ed argomento di discussione a vari livelli. Che questa “malattia” della politica possa e debba significare il disconoscimento dell’intero sistema di democrazia rappresentativa, e quindi anche delle decisioni che vengono prese, in nome del “popolo sovrano” che sarebbe autorizzato a contrastare, anche con la forza, tali decisioni, mi pare sia una deriva populistica e demagogica particolarmente rischiosa. Perché nei fatti afferma il principio che ha ragione chi alza la voce, chi riesce ad ottenere maggiore visibilità, affermando magari con la forza (creando blocchi ad esempio) le proprie idee e il proprio volere. E’ democrazia questa? Permettetemi di esprimere qualche dubbio. In questo modo, anzi, sarebbe molto facile per forze che intendono sovvertire l’ordinamento, organizzare manifestazioni di piazza più o meno spontanee a sostegno di questa o quella causa, per far cancellare o approvare questa o quella decisione. Perché alla forza del consenso espresso attraverso il voto, si sostituirebbe la forza sic et simpliciter, quella di chi è capace di mobilitare più gente in piazza (che non sono tutti i cittadini), di gridare di più, di mostrare i muscoli. La storia ci insegna che i fascismi sono nati così. Forse una riflessione sulle modalità di espressione del dissenso (che va assolutamente salvaguardata) e appunto sulla nostra adesione o meno al sistema democratico andrebbe fatta.

 
Alle 13 marzo 2012 13:42 , Anonymous Anonimo ha detto...

Sergio Travi ‎3) Nel merito. No alla discarica. Così come, ovvio, no ai termovalorizzatori o inceneritori che dir si voglia. Ok. Questa è la pars destruens. Ma la pars costruens, cioè la proposta alternativa, che è quello che poi dovrebbe fare la politica, trovare la soluzione ai problemi, qual è? Perché qui mi pare si giri attorno al problema. Se infatti siamo, credo, tutti d’accordo che sia assolutamente prioritario e necessario sviluppare la cultura della differenziazione dei rifiuti e quindi del riciclo, magari puntando non soltanto sulla quantità ma anche sulla progressiva qualità del conferito, resta che, anche raggiunte alte percentuali di differenziata, vi sarà pur sempre una quantità non piccola di indifferenziato che andrà smaltito. E questa, a meno di soluzioni altre a me ignote, o va in discarica o va bruciata, ovviamente secondo modalità il più ecocompatibili possibile. Quindi, di questa roba che ne vogliamo fare? La buttiamo in mare aperto? La mandiamo nello spazio? La mandiamo in Africa dai negri? La mangiamo? O forse pretendiamo che faccia sì quella fine purché lontano da noi, cioè pretendiamo di consumare ma nello stesso tempo che altri si becchino i nostri rifiuti? Quando si dice no alla discarica non si sta, nei fatti, anche se nessuno lo ammetterà mai, dicendo questo? Che vogliamo farne dei nostri rifiuti? Questo nessuno lo dice. Il problema si elude, facendo finta che non esista, o si rinvia, sperando che un domani miracolosamente si risolva. Ma non lo si affronta con responsabilità. Intanto continuiamo a produrre spazzatura perché ovviamente nessuno è disposto a rinunciare ai propri consumi. Che non si sa dove mettere. O meglio. Si sa. Va a finire nelle discariche abusive. Gestite dalla criminalità organizzata che nella mancanza di decisioni sguazza. Quelle discariche abusive contro le quali raramente si vedono manifestazioni di piazza, proteste, espressioni di sdegno. E anche su questo ci sarebbe da riflettere.

 
Alle 13 marzo 2012 13:43 , Anonymous Anonimo ha detto...

Pasquino Di Quarto Salve Sergio, le segnalo, giusto per integrare le sue riflessioni, che l'unico media televisivo di Quarto Flegreo, cesso del mondo, non sta producendo una sola immagine in diretta, non un flusso streaming, non una riga scritta nel portale. Meglio, molto meglio FREEBACOLI, che registra tutto, colorando anche con qualche emozione...

 
Alle 13 marzo 2012 13:43 , Anonymous Anonimo ha detto...

Sergio Travi Assolutamente d'accordo. Ma questo non c'entra però con le riflessioni che ho proposto.

 
Alle 13 marzo 2012 13:44 , Anonymous Anonimo ha detto...

Pasquino Di Quarto Infatti ho scritto d'integrazione, non di sostituzione o valutazione dei suoi vari post...

 
Alle 13 marzo 2012 15:20 , Anonymous Anonimo ha detto...

Domenico mazzella
innanzitutto comincio con un ringraziamento, che non vuole essere la cosiddetta sviolinata appariscente ma che corrisponde a realtà. Un ringraziamento perchè...ce ne fossero di commenti così! Commenti che partono da una riflessione e permettono di arrivare ad altre andando a comporre piano piano il tanto agognato "confronto", obiettivo principale fin dal principio.

Cercherò di esprimere il mio pensiero (e solo mio badi bene, non voglio eleggermi a "portavoce del gruppo" stavolta) partendo dalla sua più che giusta riflessione.
La nostra è una democrazia rappresentativa, giusto. Cercare di sovvertire l'ordinamento con manifestazioni, cortei, con la forza, può essere (come lo è stato) l'inizio di una dittatura, perfetto.
Ma se i pochi cominciano a prendere decisioni che non vanno semplicemente contro il "no" del popolo ma vanno contro tutti i "no!" possibili immaginabili, del diritto, della salute, dell'etica..non è dittatura anch'essa? non è dittatura mascherata? E adesso sto parlando del fatto in questione, non in generale..sfido chiunque ad affermare che abbiamo mai chiamato alla mobilitazione in piazza per cause NON giuste o NON giustificabili (molte voci diranno in coro "e gli abbattimenti?", ma anche quella è una questione complessa, in cui a parer mio entrano in gioco fattori ben più importanti del diritto in senso stretto: la famiglia, L'EQUITà -vero perno della nostra protesta mai realmente compreso fino in fondo-, l'etica ecc..)
Il fatto in questione dunque, le dirò quello che so, poco, e le dirò quello che ho visto.
Domenica mattina, al consiglio comunale di quarto, ho visto una contrapposizione netta fra quella che è la Democrazia e quella che è la politica (le lettere iniziali maiuscole e minuscole non sono messe a caso). Il confine fra l'una e l'altra era chiaro e definito: la gente in piedi al di quà, i politici comodamente seduti al di là. Mai avevo misurato in modo così preciso il fossato scavato dagli anni, dall'indifferenza, dalla malapolitica, dalla corruzione..il fossato che c'è, ceh ci può essere, fra gli elettori e gli eletti, fra i votanti e i votati, fra i rappresentati e i rappresentanti...
I vari interventi erano solo passerelle, sfilate che tentavano di essere "demagogiche" ma che non ci riuscivano..perchè la gente quando è arrabbiata (e l'unico rimpianto che possiamo avere, comunque evolverà la faccenda, è che per arrabbiarsi la gente ci mette tanto, troppo) non si fa imbrogliare, alla gente non basta il contentino!

 
Alle 13 marzo 2012 15:20 , Anonymous Anonimo ha detto...

E allora è questa la nostra democrazia rappresentativa? Questo è il modo in cui si governa? Lei ha parlato di un sistema e lo hga definito viziato, ma lo ha difeso in linea di principio..
"Perché alla forza del consenso espresso attraverso il voto, si sostituirebbe la forza sic et simpliciter, quella di chi è capace di mobilitare più gente in piazza (che non sono tutti i cittadini), di gridare di più, di mostrare i muscoli."
E adesso come funziona? Non ha la forza chi è capace di mobilitare più gente in piazza? in piazza però non a difendere un'idea, la salute e persino la dignità..vince chi mobilita più gente in piazza per i congressi di partito e per i comizi elettorali; e in queste occasioni non sono le idee a smuovere la gente ma la speranza più o meno nascosta di un tornaconto personale, di un aggancio, di un posto..

allora fra le due, io starei bene attento a scegliere..e sceglierei l'alternativa che mi offre la possibilità di parlare quando occorre..almeno quando occorre! Perchè per essere realmente rappresentativo, il sistema deve rappresentare..ed è realmente impensabile che ai "no!" dei rappresentati non corrisponda un "no!" dei rappresentanti..se il sistema funzionasse, così come ha detto lei e come lei si auspica, non ci sarebbe bisogno di scendere in piazza..Concludo dicendo che la manifestazione, o le manifestazioni cui ci avete visto e ci vedrete dare il nostro appoggio, non sono organizzate da teste calde e senza fondamento..per capirci: non sono manifestazioni per la tessera del tifoso o quant'altro! ma sono manifestazioni fatte con cognizioni di causa e derivate da principi ragionevoli (per non dire giusti perchè la giustizia o meno è materia che più relativa non si può, la ragionevolezza no!)..
So di non averlo fatto ma spero di aver risposto alla sua riflessione o almeno di aver dato uno spunto interessante per continuare un'ancor più interessante conversazione, consapevole di non poterne mai uscire diversamente che arricchito!

 
Alle 13 marzo 2012 15:27 , Anonymous Anonimo ha detto...

domenico mazzella
le metteremo ma purtroppo, se c'era avrà visto anche lei, il caos era tremendo e la qualità dei video non è molto alta!

 
Alle 13 marzo 2012 15:53 , Anonymous Anonimo ha detto...

domenico mazzella
vorrei rispondere sul merito da esperto ma purtroppo esperto non sono quindi non pretendo di dare risposte intelligenti, non pretendendolo mi sforzo di fare l'opposto, rispondendo con parole stupide e scontate ma che forse non lo sono tanto: ma in ....... (spazio libero per essere riempito con il nome di un paese europeo civile che più vi aggrada!) come fanno? forse i cittadini non producono riifiuti?
quindi la risposta alla sua domanda c'è, che io non posso darla perchè non ne so tanto è un altro conto..bisogna seguire l'esempio di chi questi problemi non ne ha e capire come sono arrivati a non averli. I no da soli non bastano a nessuno, è ovvio..aspettiamo di trovare una proposta a cui ancorarci con un "si!" si quelli gridati a viva voce. Studierò la questione e tornerò con una risposta più tecnica e più intelligente.

 
Alle 13 marzo 2012 16:33 , Blogger Vincenzo ha detto...

la gente fa benissimo a protestare,,, la discarica la facessero nelle case dei...politici

 
Alle 13 marzo 2012 18:07 , Anonymous Anonimo ha detto...

Quanto dice Sergio Travi è più che condivisibile. Quello che intendo sottolineare riguarda il concetto di "consumo". Fino a quando non capiremo fino in fondo cosa significhi consumare avete voglia di opporvi/ci a questa o a quell'altra discarica...prima o poi i rifiuti che INTENDIAMO continuare a produrre in sovrabbondanza ci sommergeranno. 4 macchine per famiglia, 800 telefonini al mese, scarpe/vestiti superflui a morire, prodotti alla spina snobbati, c'e' gente che per gettare un paio di sacchetti di spazzatura va in auto!!!! Ohè ma chi vogliamo prendere in giro? Le carcasse di macchine abbandonate lungo il sentiero del castagnaro sono proprio la palta di cui sopra che ritorna.

Ah...quasi dimenticavo. Ovviamente sono contro lo scempio del bene comune e ancor di più della natura quindi una discarica mi fa voltare lo stomaco ma sono consapevole che per un pezzetto quella discarica è anche colpa mia. E se mai dovessero farla mi porterò sulla coscienza ogni singolo pezzo di plastica che con superficialità ho gettato nella spazzatura facendo spallucce.

O recuperiamo il senso civico (anche nelle più piccole cose) o è inutile stare a discutere....siamo morti che camminano. L'unica cosa che ci differenzia dagli zombie è che purtroppo siamo pure in grado di riprodurci in questo sfacelo...loro no.

 

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