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Giovanni Falcone, un Esempio da Ricordare Senza Lacrime: "Ognuno Faccia il Proprio Dovere"

Freebacoli: Giovanni Falcone, un Esempio da Ricordare Senza Lacrime: "Ognuno Faccia il Proprio Dovere"

mercoledì 23 maggio 2012

Giovanni Falcone, un Esempio da Ricordare Senza Lacrime: "Ognuno Faccia il Proprio Dovere"

Gli eroi di una volta morivano nel fragore della battaglia. Storie di uomini straordinari che con la loro morte si sono guadagnati un posto nelle opere e nella memoria dei posteri. Poi ci sono gli uomini semplici, storie di padri di famiglia e di mariti che la morte ha semplicemente strappato all’affetto dei cari, alla tranquillità di una vita normale. Ma cosa succede quando questi due destini, in qualche modo, si uniscono?

Sono le storie di uomini, uomini e basta, padri di famiglia morti nel fragore della battaglia, eroi a cui il destino ha negato la tranquillità di una vita normale.

Sono gli eroi moderni, i nostri, quelli che oggi si ricordano e si ricorderanno per sempre; non figli di un dio, non imperatori o re, sono magistrati, uomini della scorta, generali, uomini e basta che hanno dedicato la loro vita normale alla lotta, o alla speranza.

È il 23 Maggio 2012, vent’anni sono passati da una delle pagine più nere che la nostra storia abbia scritto. Vent’anni fa, a Capaci, il giudice Giovanni Falcone veniva ucciso insieme agli uomini della sua scorta. Era l’ennesimo delitto di una stagione segnata dal sangue. Era il periodo del terrore, delle stragi volute da Cosa Nostra per mantenere tutto nel più assoluto immobilismo, per far sì che la “legge del silenzio” tornasse a farla da padrona. Fino ad allora aveva funzionato..

Gli “uomini d’onore” non capivano perché tutto stesse cambiando così velocemente attorno a loro, loro che erano cresciuti in quel mondo e in quel modo e solo in quel modo sapevano vivere. Il maxi-processo, i collaboratori di giustizia, la legge Rognoni-La Torre, Buscetta che parla con Falcone, il carcere duro, tutto stava cambiando.

Ventisei secoli di carcere erano stati in tutto comminati agli oltre 350 imputati durante il maxiprocesso di Palermo, escludendo i diciannove ergastoli inflitti ai più importanti boss mafiosi. Tutte sentenze per altro che resistettero ai tre gradi di giudizio, fornendo un segnale forte e chiaro che lo Stato, finalmente, aveva deciso di combattere contro Cosa Nostra. Opera di personaggi illustri che il maxiprocesso l’avevano voluto e l’avevano reso possibile: Chinnici, Caponnetto, Borsellino, Falcone. Per la prima volta nella storia di questo Paese la Giustizia cessava di essere un’idea astratta e non si piegava d’innanzi all’omertà, alla connivenza, alla violenza; diventava reale e concreta e mostrava il suo sorriso di sdegno dinnanzi alle vuote minacce che il boss Michele Greco tuonava dalla cella dell’aula bunker “Vi auguro la Pace signor presidente…”.

La pace, sì, erano anni che la Sicilia e l’Italia tutta non ne godevano, sconquassate da un susseguirsi di delitti dalla cadenza pressocchè quotidiana per oltre dieci anni. Falcone e gli altri avevano detto basta, parlando in nome della Giustizia. Era troppo..

500 Kg di tritolo hanno posto la parola fine ad un’esistenza dedita alla lotta e alla libertà. Una vita, quella di Falcone, dedicata allo Stato, ad uno Stato, quello ideale, che per funzionare aveva bisogno di una cosa soltanto secondo lui: “Che tutti facciano il proprio dovere”. Il senso del dovere che, affiancato dalla paura e dal coraggio, gli ha permesso di rendere eroica la sua vita normale.

Giovanni Falcone non è morto, le sue idee camminano sulle nostre gambe” è l’appello di Paolo Borsellino a pochi giorni dalla sua morte, estremo sunto dell’immortalità che Falcone aveva raggiunto, paradossalmente, venendo a mancare. E adesso? A vent’anni dalla sua morte, dalla loro morte, tutto e niente sembra essere cambiato. Di mafia non si parla più tanto ma è tutt’altro che scomparsa, dopo la cattura dei boss Riina e Provenzano essa è tornata a nascondersi e ad operare nella penombra che le era propria prima del decennio delle stragi. Gli scandali nella politica si susseguono con una frequenza allarmante. La connivenza, l’illegalità, la concussione continuano ad affollare i nostri giornali. Neanche la vergogna sembra esserci più.

Il senso del dovere spinto fino all’estremo sacrificio sembra non essere servito a nulla ma..

Io, il 23 Maggio 2012, RICORDO che vent’anni fa un uomo normale è diventato eroe facendo il proprio dovere.

Io SO che ci sono stati uomini che posso prendere ad esempio e che, facendo semplicemente la loro parte, hanno contribuito a regalare un po’ di Giustizia a questo mondo.

 Io CONOSCO –in senso lato- uomini che mi rendono fiero di essere italiano.

Io VIVO nella speranza che un giorno, come a quel tempo, potrò svegliarmi e sentire nell’aria il profumo che mi dice che tutto può cambiare.

E come?

Beh, basta fare il nostro dovere..

Domenico Mazzella
Redazione Freebacoli

8 Commenti:

Alle 23 maggio 2012 15:12 , Anonymous Anonimo ha detto...

Come diceva un PM ieri, ci vogliono più fatti e meno congressi.

Ormai tutti parlano, c'è la mafia, facciamo, uniamo, scuotiamo... e po'... aria fritta.
.

 
Alle 23 maggio 2012 16:11 , Anonymous Anonimo ha detto...

Falcone e Borsellino due eroi dei nostri tempi,lo sono diventati semplicemente facendo il proprio dovere rispettando quello Stato che sicuramente non ha avuto rispetto per loro,se è vero che dopo 20 anni è di nuovo in discussione il processo agli assassini dei due giudici,in poche parole si sta dicendo che non siè riusciti a scoprire i colpevoli. Si dice è stata la mafia,ma ne siamo certi?non è che poi ci ritroviamo di nuovo a parlare di massoneria,di servizi segreti deviati dello Stato come successo per le brigate rosse? o per chi effettuò la strage di Piazza Fontana o quella di Brescia,periodicamente in Italia si attraversano dei momenti strani misteriosi con omicidi singoli o di massa di persone innocenti che sicuramente non dovrebbero essere obiettivi.Parliamoci chiaro,riflettiamo insieme,mettiamoci nei panni di chi è incazzato nero per le tante vessazioni che si subiscono,i problemi economici,le tensioni sociali,i posti di lavoro che si perdono,stipendi che si pagano con ritardo di mesi,ebbene io andrei al dunque una bomba per una strage la metterei alla camera dei deputati quando sono tutti li riuniti,certamente non la metterei fuori di una scuola dove vi sono dei giovani studenti innocenti che stanno nella stessa barca,penso di essermi spiegato anche se sono stato un po lungo.Dico solo che per un Italia migliore di Falcone e Borsellino ce ne vorrebbero almeno altri 100,mi inchino al loro coraggio ed ancora una volta dopo 20 anni sono vicino alle famiglie che hanno avuto la fortuna di aver vissuto con due uomini così.

 
Alle 23 maggio 2012 17:30 , Anonymous Anonimo ha detto...

ermanno,e tutti i ************ che siedono in consiglio comunale a bacoli,salvo la pace di qualcuno,forse uno,prendete esempio da questi 2 grandi uomini che nn moriranno mai nella mente delle generazioni presenti e future. avete rovinato bacoli anche nn essendo mafiosi,fate pena,quando la mattina vi guardate allo specchio,nn vi viene da ********** ******?siete delle **********

 
Alle 23 maggio 2012 19:09 , Anonymous Anonimo ha detto...

Anonimo delle ore 17,30 sei offensivo e non rispondi certamente all'articolo e al ricordo di due grandi Borsellino e Falcone e dei tanti ammazzati da tutte le mafie.

Impara a rispettare le istituzioni anche se sono avverse al Tuo pensiero, ma sei piccolo piccolo.

Visto che sei omertoso e non Ti firmi sei peggio di quelli che definisci uguale alla Tua piccola persona.

Io ho vissuto e pianto venti anni fà , Tu deve eri, forse ancora non concepito!

Ti saluto e rispetti le Altre persone

Procolo D'Isanto

 
Alle 23 maggio 2012 19:43 , Anonymous Anonimo ha detto...

BRAVO DOMENICO MAZZELLA! Le ultime frasi che hai scritto le trovo sensazionali! Concordo pienamente con il pensiero di FALCONE... basterebbe semplicemente che ciascuno di noi facesse il proprio dovere in questo nostro povero mondo! Ma purtroppo mi guardo attorno e noto tutt'altro! PERCHE'?

 
Alle 23 maggio 2012 20:31 , Anonymous Antonio ha detto...

Oltre ai complimenti a voi ragazzi, che spesso fate molto più del vostro dovere, mi piace ricordare un'altra frase espressa dal giudice Falcone, e che può far riflettere.
"Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perchè in ciò sta l'essenza della dignità umana".
Io lo stamperei volentieri sui badge di presenza dei dipendenti comunali, almeno si ricorderebbero di vergognarsi qualche volta.

 
Alle 23 maggio 2012 21:57 , Anonymous Anonimo ha detto...

Lina Maione
Sono davvero molto felice di conoscerti! Hai tutta la mia stima!

 
Alle 23 maggio 2012 21:58 , Anonymous Anonimo ha detto...

Vincenzo Viglione
a tuo modo hai raccolto a pieno l'eredità intellettuale di quegli UOMINI

 

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