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Porte Distrutte ed Abusivismo, SOS dal Campo di Calcio di Pennata - FOTO

Freebacoli: Porte Distrutte ed Abusivismo, SOS dal Campo di Calcio di Pennata - FOTO

sabato 13 ottobre 2012

Porte Distrutte ed Abusivismo, SOS dal Campo di Calcio di Pennata - FOTO

Paesaggi incredibili e terreni pubblici dalle mille potenzialità che vengono totalmente lasciati marcire nella loro stessa muffa, invece di essere custoditi e curati con il massimo dello zelo.

Aumentando così non solo il fattore turismo ma anche la vivibilità della città e,di conseguenza, quel legame ( oramai morente e sulla via del non ritorno) che lega un cittadino alla sua terra, che sia la sua terra d'origine o il luogo in cui vive: questa,come già avrete capito, è la storia "trita e ritrita" della nostra Bacoli.

Uno di questi luoghi è il campetto abbandonato di Pennata (e notate come l'aggettivo "abbandonato " sia diventato effettivamente  un aggettivo di riconoscimento del luogo in questione).

Tra Barche in Parcheggio e Abusivismo

Un terreno pubblico caratterizzato da un evidente stato di degrado e abbandono a causa della scarsa  tutela e dell' inesistente manutenzione che hanno  fatto in modo che questo posto diventasse una rimessa per barche abbandonate, un covo di rifiuti e, cosa peggiore di tutte, una "vittima" di abuso edilizio.

Assoluto degrado e cumuli di sporcizia in uno spazio che potrebbe essere un luogo ideale per famiglie, bambini e per praticare sport, come  la presenza delle due reti (oramai arrugginite ed inutilizzabili) dimostra che, in un tempo indefinito, furono certamente utilizzate dai ragazzini del posto e che  testimonia, in un certo senso, "un'epoca d'oro" di questo spazio pubblico.

Oggi Praticamente Inaccessibile

Un'altra controversia che come una maledizione aleggia su questo posto ( ma oserei dire sull'intera Pennata) è che mentre il terreno è pubblico, tutte le strade d'accesso al campetto sono private.

Le soluzioni a questo punto sarebbero o giugervi via mare oppure chiedere il permesso per accedere ad uno spazio pubblico.

Strano ma vero gente! 

Proprio per questo motivo la denuncia, che sfocia in proposta, non riguarderebbe solo questioni di manutenzione, ma si baserebbe anche sulla vera e propria necessità di ricostruire e RIORGANIZZARE questi spazi per la Comunità.

Ricostruire un patrimonio pubblico che il Comune non è più in grado di tutelare poichè troppo impegnato a parlare di grandi progetti futuri e che,pertanto, ignora il presente infischiandosene del fatto che LO SPAZIO PUBBLICO E' LO SPECCHIO DI UNA CITTA'.

Mery Ariete
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it
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26 Commenti:

Alle 13 ottobre 2012 17:52 , Anonymous Anonimo ha detto...

si ringraziano l'assessore allo sport e quello al demanio.................

 
Alle 13 ottobre 2012 18:34 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ma a chi ringraziate e di cosa? Ma da quando quello è un campo del Comune? A me sembra tutto abusivo.

 
Alle 13 ottobre 2012 19:54 , Anonymous Anonimo ha detto...

Giacomo Perreca
Ma vi rendete conto che viviamo in una cittadina di 30mila abitanti su un territorio esteso,e non abbiamo un campetto di calcio,una palestra comunale...Il campo di Baia e' stato "affid..ttato" alla Sibilla,quello di Villa comunale eliminato,quello di Cuma abbandonato...i bambini di oggi saranno giovani allo sbando peggio di come lo siamo stati noi

 
Alle 13 ottobre 2012 19:59 , Anonymous Anonimo ha detto...

Vittorio Carannante
quanti ricordi.........mamma mia ke pekkato !!!

 
Alle 13 ottobre 2012 20:04 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ma cosa scrivete?? Che campo pubblico?? Quando mai è stato pubblico?? Quel campo e' stato letteralmente rubato al mare dai ragazzi di pennata negl'anni 80, capitanati da un grande uomo che ci ha lasciato negli anni scorsi! Quello che era stato costruito e' stato abbandonato dalle nuove generazioni di pennatesi che non hanno saputo conservare ciò che gli era stato lasciato. Per il resto, come spesso accade, famiglie del luogo hanno avanzato pretese su quel posto, in modo arbitrario e imponendosi con atteggiamenti aggressivi. Inoltre dire che quello spazio è pubblico e' quantomeno azzardato visto che è in parte accatastato e, pertanto, proprietà privata.

 
Alle 13 ottobre 2012 20:11 , Anonymous Anonimo ha detto...

E'UN'AREA DEMANIALE!
MA A BACOLI CREDETE DI POTER "ACCATASTARE" ANCHE IL MARE?

 
Alle 13 ottobre 2012 20:24 , Anonymous Anonimo ha detto...

Lo vada a dire all'agenzia delle entrate! Lo vada a chiedere in Comune!! Li c'era il mare!!

 
Alle 13 ottobre 2012 22:19 , Anonymous Anonimo ha detto...

Romi Costigliola
quante partite la domenica pomeriggio: con il sole, con il vento, con la pioggia, e quanti palloni persi a mare o tra gli scogli. Che dispiacere vedere il campetto in queste condizioni.

 
Alle 13 ottobre 2012 22:22 , Anonymous Anonimo ha detto...

Alfredo Carannante
che dispiacere vedere il campetto..in queste condizioni.....quanti pomeriggi impiegati a correre dietro un pallone!

 
Alle 13 ottobre 2012 22:22 , Anonymous Anonimo ha detto...

Stefano Ruotolo
Che bei momenti in questo campetto :'(( !!

 
Alle 13 ottobre 2012 22:25 , Anonymous Anonimo ha detto...

Filippo D'Angelo
Ke bei ricordi che lascia questa foto...peccato ke ora questo campo dv trascorravamo pomerigi interi l'hanno ridotto in queste condizioni....!!!!

 
Alle 13 ottobre 2012 22:40 , Anonymous Anonimo ha detto...

Salvatore della Ragione
Non ricordo nessuno di voi mentre il campetto veniva fatto da noi a pennata. È stato strappato al mare da noi e c'era solo la scogliera. Adesso è diventato pubblico...

 
Alle 13 ottobre 2012 22:40 , Anonymous Anonimo ha detto...

Mimmo Tiseo
Non conosco questo campetto di calcio, ma è la storia che si ripete in tanti angoli del Paese. Una porta sventrata e zoppa di un palo...quanti ragazzini riesce lo stesso far divertire?? Penseranno di essere al Barnabeu o al Maracanà o a Wembly !! per loro vale lo stesso pur di tirare calci ad un pallone come in una Champions !! Non si dovrebbe MAI distruggere questi angoli !! E' negare sogni ai ragazzi !! Mi fermo, perchè mi mancano tanto un pallone e...2 pietre come porta !!!

 
Alle 13 ottobre 2012 22:41 , Anonymous Anonimo ha detto...

Aldo Rupil
io mi ricordo delle partite che erano quasi delle battaglie ma poi si finiva tutti a fare il bagno e pensare alla prossima sfida

oggi amma gli a iuca a squadr i sott i casevecchie contr a kell i pnnat tu p ki tif pe nui o no mamma mia ke tempi spensierati

 
Alle 13 ottobre 2012 23:29 , Anonymous Anonimo ha detto...

Marilena Bentivoglio
Ciao a tutti è brutto vedere quel campetto così abbandonato, noi tanti anni fa lo riuscimmo a ricavare con le nostre forze, ci fu fatta la scogliera di protezione e noi ragazzi e con l'aiuto di mio zio che ora non c'è più ,tutti insieme trasportammo terreno e sabbia e facemmo quel campo e credo che abbiamo trascorso meravigliosi anni li giù, abbiamo sempre permesso a tutti Bacolesi e non di poter giocare in quel campo, ma a volte si creava un caos tale che alcuni abitanti volevano a malin cuore che quel campo continuasse ad esistere. Per quanto riguarda gli abusi effettivamente ci sono, ma avete fotografato degli stanzini con uno specchio appeso alla parete dove non vi è nessun abuso anzi , quegli stanzini fanno parte dell'ultima costruzione con licenza avutasi a Bacoli precisamente nel 1969

 
Alle 14 ottobre 2012 00:38 , Anonymous Anonimo ha detto...

Il problema e' che quei ragazzi di pennata che costruirono quel campo sono cresciuti e non stanno piu'a pennata , all'epoca c'era grinta e coraggio di fare.
Con gioia ricordo il grande Paolo detto " u chiacchiere " era il piu'a anziano di eta' ma il più giovane nell ' animo , si riuscì ad organizzare un torneo estivo che divenne un evento per la bacoli del calcio, bei ricordi
Penso che i ragazzi di pennata di allora non avrebbero neanche fatto montare la famosa pedana di legno o comunque permettere a gente estrAnea di fare i padroni nello schiacchetiello.
Ciao

 
Alle 14 ottobre 2012 17:07 , Anonymous Anonimo ha detto...

Tommaso Costagliola che tristezza luogo della mia infanzia! tanti tornei parrocchiali!

 
Alle 14 ottobre 2012 18:22 , Anonymous Anonimo ha detto...

Nisio Lucci
ke pekkato..quanti rikordi stupendi

 
Alle 14 ottobre 2012 18:23 , Anonymous Anonimo ha detto...

Gennaro Savio
Paese che vai, disamministrazione he trovi

 
Alle 14 ottobre 2012 20:16 , Anonymous Anonimo ha detto...

Crescenzo Enzo della Ragione
area sottoposta a due vincoli,il destino di tantissime di questi relitti e in fondo al mare visto che lo smaltimento e proibitivo

 
Alle 14 ottobre 2012 20:22 , Anonymous Anonimo ha detto...

Salvatore della Ragione
I relitti hanno dei proprietari.

 
Alle 14 ottobre 2012 20:51 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ercole Mirabella
Date lo spazio ad uno della banda del buco così costruisce na bella villetta senza che nessuno lo disturba tanto quando fai parte della banda i controlli girano alla larga.....................................e ma sta p arrivà u carrtton pur p chi eva controllà !!!!!!

 
Alle 14 ottobre 2012 21:28 , Anonymous Anonimo ha detto...

Antonio Grande
non ci posso credere... mi piange davero il cuore a vedere queste foto... ho tanti ricordi legati a quel posto dove da piccolo andavo a giocare a calcio insieme al gruppo di ragazzini che abitavano nella mia stessa strada per sfidare i ragazzini di Pennata... cose di altri tempi.... ma fa davvero male vedere questo scempio.

 
Alle 14 ottobre 2012 23:14 , Anonymous Anonimo ha detto...

Giuseppe Giulietti
A bacoli non c'è niente, non esiste una palestra regilamentare per basket pallavolo etc, una piscina è qualcosa di inimmaginabile, piste ciclabili nulle e non ne parliamo di attività ludiche per bambini; che so scivoli giostre ma che niente. Nell'immaginario collettivo bacolese i maschi fanno calcio per fare i calciatori e le femminuccie danza per fare le veline e ciò le ( zoccole) invece non fanno nè l'una e nè l'altra cosa ma al max si rincoglioniscono appresso a una Playstation..

 
Alle 15 ottobre 2012 11:04 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ricordo ancora quando è stato realizzato quel campo, erano gli anni ’80 ed eravamo tutti giovani adolescenti, tranne uno che però era giovane nel cuore. In quegli anni il costone di terra, sul quale erano state costruite le abitazioni dei pennatesi, era pericolante e la protezione civile, all’epoca c’era se non sbaglio Zamberletti, fece consolidare il costone. Alla fine dei lavori era stata realizzata anche una scogliera, per allontanare le mareggiate dalla nuova opera, distante una ventina di metri circa dalla terra ferma. Questo spazio è stato in parte riempito dalla ditta che aveva realizzato l’opera; in dei punti infatti il mare penetrava ancora da sotto la scogliera. Paolo ebbe la capacità di capire che quello spazio poteva essere utilizzato da noi ragazzi di pennata, che avevamo difficoltà a trovare spazi per giocare a calcio (in quel periodo, se non sbaglio, avevamo difficoltà a giocare nella mitica “Cava”). Pertanto ci siamo impegnati nell’opera di realizzazione di quello che poi è diventato il nostro campo. Mettemmo le porte e le reti e, in un primo periodo, alle spalle del campo era stato realizzato anche un campetto di pallavolo.
A giocare li sotto erano invitati tutti, ricordo le partite con i ragazzi di giù al poggio, con quelli di sotto le case vecchia, così come quelle con i “villeggianti”, e ricordo i tornei e le feste a cui partecipavano centinaia di persone. Si giocava la domenica, il lunedì ed il giovedì! Per raggiungere il campo i non pennatesi dovevano passare per la proprietà privata di diverse persone che, anche se non di buon occhio, soprassedevano. Le partite, in estate, finivano solo a notte fonda e, come in una sorta di terzo tempo, con un tuffo in mare nello schiacchetiello.
Tutto questo è finito quando gran parte dei ragazzi di allora sono cresciuti e sono dovuti andare via. Le giovani generazioni di pennatesi non hanno saputo conservare quello che gli è stato lasciato, anche perché probabilmente non hanno trovato il loro “Paolo”. Quello spazio, come succede spesso a Bacoli, ha attirato l’attenzione di diversi personaggi con intenti facilmente immaginabili.
Fa male che considerate quello spazio come “pubblico”. Lì di pubblico non c’è mai stato nulla, era aperto a tutti ed era tenuto bene proprio perché non era pubblico. In questa storia il pubblico non c’entra nulla, è l’iniziativa sociale che è venuta a mancare, sono venute a mancare la persone; persone che non sono state sostituite.
Adesso le foto che avete pubblicato fanno male al cuore di chi ci ha passato la gioventù e che, a questo punto, spera solo che il mare si riprenda quello che dei ragazzini gli hanno rubato tanti anni fa.

 
Alle 14 novembre 2012 09:57 , Anonymous Anonimo ha detto...

Purtroppo è la gioventu' che è cambiata.Ora i ragazzi pensano ai giochi virtuali,invece noi pensavamo ad andare a giocare anche con scarpe rotte, e poi come un copione già scritto dopo la partita tutti a mare. MICHELE DI COLANDREA 1978

 

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