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martedì 27 novembre 2012

Ordigno Bellico della 2a Guerra Mondiale fatto "brillare" a Miseno - Scoperto da un Bacolese

Un ordigno bellico è stato fatto "brillare" proprio questa mattina in località Miseno, nei pressi dello specchio d'acqua ospitante il Campo di Miticultura : è di pochi minuti fa la notizia secondo la quale l' apparecchio da guerra sia stato messo fuori uso dagli agenti del Nucleo Artificieri della Compagnia Militare di Taranto.

Ordigno scoperto da un Cittadino

L' intervento di pubblica sicurezza è stato reso possibile in seguito alla segnalazione di qualche giorno fa, da parte del Sig. Biagio Perreca, sub specializzato che è solito immergersi nelle acque dov'è avvenuto il ritrovamento dell' oggetto in questione che, stando alle prime considerazioni delle Forze dell' ordine aveva un peso di circa 500 libre ( oltre 226 kg. ) e risaliva presumibilmente al periodo storico della Seconda Guerra Mondiale.

Segnalazione alla Capitaneria

Nel corso di un immersione a largo della costa bacolese infatti, il privato cittadino ha notato l'ordigno bellico sul fondale dello specchio d'acqua ed ha subito contattato la Capitaneria di Porto di Baia la quale ha successivamente provveduto ad inoltrare la notifica al sopracitato corpo militare, già intervenuto in diverse occasioni, proprio a Bacoli, per operazioni simili.

L' Intervento degli artificieri 

L' esplosione portata positivamente a termine intorno alle 12, è avvenuta in acqua ed è stata perennemente controllata dagli artificieri a bordo delle imbarcazioni militari accorse, che hanno presidiato lo specchio d'acqua di Miseno al fine di garantire la pubblica sicurezza di eventuali natanti nelle vicinanze.

Da ulteriori supposizioni tecniche inoltre, sembra emergere che l'ordigno sia stato sganciato, durante il conflitto mondiale, da un aereo militare americano, i cui soldati l'avrebbero armato appositamente per scoppiare a contatto con la superficie marina sottostante, ma che per un malfunzionamento ancora sconosciuto, non sia esploso, depositandosi inattivo sui fondali di Miseno per tutti questi anni.

Immagine di REPERTORIO


- SEGUIRANNO FOTO - 
M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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lunedì 19 novembre 2012

"Gabbie di Lamiere" in Spiaggia, I Lidi Si Chiudono in Trincea: Che Squallore a Miliscola - FOTO

Diversamente da quanto si possa pensare, Bacoli rimane una cittadina dalla forte attrattiva turistica anche d' inverno e questo, seppur la realtà dei fatti dimostrerebbe il contrario, ci è dimostrato dalla particolarità che certi scenari naturalistici locali continuano ad avere ( anzi forse rafforzano ancor di più ) durante la stagione fredda. Bisogna sfatare il mito secondo il quale - essendo una località balneare - il nostro paese meriti le "attenzioni" dei suoi cittadini solo ed esclusivamente nella bella stagione, periodo durante il quale vediamo i nostri litorali magicamente trasformarsi in ambienti appariscenti, fastosi e preparati "a festa" per accogliere intere famiglie di bagnanti e comitive di visitarori .

Palme, fiori colorati, esterni ben curati, tavolini e gazebo con salottini ed arredi moderni, musiche di sottofondo... insomma d'estate sembra che i titolari degli stabilimenti balneari non si facciano mancare proprio nulla per apparire quanto più efficenti e competitivi possibili, per "assicurarsi" sulle loro concessioni demaniali, le notevoli ondate di clienti che arrivano con il caldo a passare qualche ora di relax.

Per non parlare di quello che succede al "calar del sole" in queste aree marittime, grazie alle innumerevoli feste, serate a tema e raduni che ogni anno attraggono i componenti della meglio definita "movida notturna"; se ancora non si è capito, parliamo ovviamente di Miliscola e di come ci si presenta oggi, dopo che tutto quanto descritto in premessa ha lasciato spazio al degrado più totale.

Lamiere metalliche & spazzatura 

Passando per la strada che percorre il Lago Miseno infatti, noterete che pur avendo gli stabilimenti elioterapici smantellato la maggior parte delle strutture ( bagni, cabine, box doccia etc... ) vi sarà ( quasi ) impossibile godervi la suggestione offerta dal paesaggio, mentre rimanete ancora su di essa. Dalla strada infatti, che siate a piedi o in macchina, ciò che vi si presenta davanti è l'avanzo di un' estate di sfruttamenti del bene comune, ad opera di chi, titolare di una concessione demaniale, mentre nei "mesi caldi" se ne occupava amorevolmente, preoccupandosi che tutto sembrasse "perfetto", adesso lo abbandona a se stesso dopo aver accuratamente sgomberato quanto in sua proprietà.


Ed è così che un ambiente originariamente preposto ad ospitare turisti e visitatori, si trasforma nella sede per gli sgradevoli blocchi "squadrati" di lamiere metalliche che potete ammirare in foto la cui funzione protettiva è tesa a risparmiare le strutture e gli immobili conservati al loro interno, dalla rovina causata da intemperie e vandali. Senza contare, che non essendovi più alcun personale ad occuparsi delle spiagge, queste si trasformano nelle distese di detriti, pezzi di legno, piccoli rifiuti e materiali non biodegradabili che in parte vengono trasportati dal vento e dalle correnti marine, ed in parte vengono incivilmente rigettati dai balordi che sono soliti trattare gli spazi pubblici come immondezzai.

Proroga della concessione 

Insomma un caso evidente di utilizzo del bene comune che si limita ai periodici interessi lucrativi del singolo senza pensare a come poterlo valorizzare e manutenere, in modo continuativo, per l'intera comunità. Ciò che fa riflettere però, non è tanto la presenza delle lamiere o lo stato in cui versa la spiaggia, quello che realmente stranisce, è la motivazione che spinge questi commercianti a "barricarsi" al chiuso, quando la Regione, con la Legge n° 10 approvata lo scorso Maggio, permetterebbe loro di restare aperti ( previa richiesta all' Amministrazione Comunale ) per tutti e docici i mesi fino al 2013.

"...Per incentivare le attività turistico-balneari del litorale della Regione Campania e di ncrementarne i livelli occupazionali - recita il decreto - nelle more dell'approvazione del Piano di utilizzo delle aree demaniali ( PUAD ) e comunque fino al 31 dicembre 2013, è consentito ai titolari di concessioni demaniali marittime, l'uso degli stabilimenti balneari ed elioterapici oggetto della concessione e delle relative strutture per l'intero anno solare. I soggetti interessati, entro il 31 dicembre di ogni anno, previo nulla-osta dell’autoritàcompetente in materia, producono istanza all’amministrazione competente che harilasciato il titolo concessorio..."

La nostra Proposta 


Ci ( e vi ) chiediamo quindi: ma se invece di chiudere gli stabilimenti d'inverno, i titolari di questi ultimi continuassero a mantenerli aperti "riconvertendo" gli esercizi sin' ora svolti con attività polifunzionali - anche ludiche - da svolgere al chiuso? Non potrebbero, ad esempio, i titolari di questi stabilimenti, cambiare le finalità originarie delle strutture e modificarle a favore di iniziative socio culturali che - purtroppo - nel nostro paese sembrano mancare? Troppo spesso sentiamo numerosi concittadini lamentarsi esclamando " Questo paese d'inverno diventa un cimitero "...bene! Questa potrebbe essere la giusta occasione per ridar vita ad un litorale che effettivamente, già intorno alle 19:00 diventa deserto nemmeno ci fosse il coprifuoco.

Si potrebbero infatti realizzare, in collaborazione con le numerose associazioni presenti a Bacoli, centri di aggregazione ( tanti quanti sono i lidi attualmente chiusi ) nei quali svolgere attività quali CineForum, Salotti letterari di Studio, circoli d'insegnamento per corsi di artigianato e pittura, locali per presentazioni di libri, incontri associativi, eventi musicali, serate a tema, esercizi teatrali, lezioni di ballo e canto, mostre cinofile, allenamenti sportivi e via discorrendo, il tutto mentre gli stessi titolari continuerebbero a svolgere le consuete attività di fornitura pasti/bevande, garantendo sia un occupazione giovanile - seppur limitata rispetto all' estate - più duratura, che la manutenzione della spiaggia.

In definitiva, crediamo che la gestione di un valido bene comune come la spiaggia non possa ( e non debba ) ridursi esclusivamente all' attività balneare di quei sei mesi all' anno di sole e bel tempo. La bellezza di Miliscola persiste tutto l'anno e siamo sicuri possa diventare un punto di riferimento per i giovani anche quando fuori "alle 17:00 è già buio". Basta volerlo

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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venerdì 9 novembre 2012

Blitz della Guardia Costiera di Baia: Sequestrati oltre 2 quintali di Pesce al Mercato di Monteruscello

Controlli in area flegrea per la vendita illecita di pesci e mitili: sequestrati oltre due quintali di prodotti ittici a Monteruscello, durante il mercato rionale del mercoledì mattino.

E' stato un nuovo intervento di monitoraggio a fermare il commercio di quintali di prodotti ittici rinvenuti, a seguito di segnalazioni cittadine, presso il noto mercato rionale di Monteruscello. 

Controlli a tappeto
Lì la Guardia Costiera di Baia, affiancata dal corpo navale dell'Arma dei Carabinieri di Napoli, ha provveduto a denuncare un rivenditore abusivo, mettendo in fuga altri due uomini intenti a vendere del pescato privo di apposita certificazione di qualtà e di tracciabilità.

Per l'uomo colto in flagranza di reato è scattata anche una denuncia penale. A coordinare l'operazione è stata la Capitaneria di Porto di Pozzuoli, attraverso il comandante Pellegrino, mentre a sviluppare il blitz è stata la sezione di stanza presso il porto di Baia, guidata dal maresciallo Visone.

Vigilanza continua
Ad essere stati sottratti dal commercio illecito sono stati circa due quintali di prodotti ittici, dando così seguito ad operazione di controllo reiterate anche nel corso dei periodi autunnali ed invernali. Intervento tempestivo che ha impedito al pesce non certificato di giungere sulle tavole delle centinaia di cittadini presenti al mercato rionale che avrebbero potuto acquistare prodotti sui quali non erano stati fatti i dovuti controlli di routine dalle autorità sanitarie.

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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martedì 6 novembre 2012

FOTO - Acquamorta, Basta una Mareggiata per "Affondare" il Porto di Mdp

Il Maltempo che ha interessato il litorale flegreo negli ultimi giorni sarà anche passato, ma alle sue spalle ha lasciato non pochi danni, sommergendo diversi natanti e creando disagi anche nel vicino porto di Acquamorta. Proprio in questi giorni infatti, residenti e pescatori si trovano a dover fare la conta dei disagi provocati dalla violenza delle onde, in particolar modo alle imbarcazioni ed alle strutture di arredo urbanistico presenti nel caratteristico golfo montese. 

Alcuni ormeggiatori hanno cercato di limitare gli effetti negativi della tempesta appena trascorsa, dandosi da fare con cime e gommoni per raggiungere le barche più a rischio ( poste lontano dalla scogliera ) e rinforzarne gli ormeggi. Tuttavia ciò non è bastato per coloro i quali, sfortunatamente, non sono intervenuti celermente per evitare il peggio ed hanno visto inabissarsi i propri battelli di media grandezza, subendo un danno economico non indifferente. E nonostante madre natura sia stata l' artefice principale delle "sventure" immortalate in foto, occorre a nostro avviso, riflettere anche sulle condizioni di sicurezza dell' area portuale e quelle in cui si trovavano i natanti "colati a picco".

Quattro imbarcazioni affondate dal mare agitato

Sono quattro infatti, le piccole imbarcazioni per le quali si è dovuto intervenire per il recupero, tre delle quali erano state ancorate abusivamente ed "alla meno peggio" sia nei pressi dell' arenile che alla scogliera della marina di Acquamorta ( lì dove proprio non dovevano esserci ). E non a caso tra i residenti in zona già sono scattate le prime lamentele riguardanti il mancato rispetto delle norme relative alla diportistica sul posto, per il quale, come al solito, l'unico e solo a subirne le conseguenze negative è il nostro mare che con la complicità delle perturbazioni della scorsa settimana, ha riversato sulla battigia di Acquamorta un quantitativo spropositato di materiali inquinanti non biodegradabili. 

Rifiuti che ovemai a qualcuno venisse voglia di raccogliere civilmente per depositare negli appositi contenitori di raccolta differenziata, non potrebbero nemmeno essere smaltiti correttamente vista la totale assenza dei cestini in questione, rimossi recentemente dal comune di monte di procida nel mese di ottobre e mai più ripristinati, pur trattandosi di una zona a forte vocazione turistica. 

Il triste spettacolo offerto agli occhi attoniti dei montesi accorsi sul porto, dunque, è stato quello ampiamente documentato in foto: sacchetti di rifiuti indifferenziati, bottiglie di plastica, vetro, materiale edile, relitti di barche, pneumatici, batterie, resti di boe, ferri vecchi dispesi a destra e a manca, su di un lungomare già largamente martoriato tra una riqualificazione mancata e mille promesse fatte in periodo elettorale.

E' bastata una sola mareggiata

E tra gli altri aspetti, emerge come al solito, anche quello relativo allo sperpero di fondi pubblici investiti per interventi non idonei al contesto nel quale sono stati effettuati.

La tanto decantata opera di "decoro e arredo urbano" voluta fortemente dal primo cittadino Franco Iannuzzi, si trova in condizioni a dir poco pietose; nel dettaglio, la nostra attenzione si è posta alle feritoie per il deflusso delle acque presenti sul livello più basso della passeggiata di Acquamorta, divenute puntualmente mini-discariche a celo aperto data la particolare conformazione che permette a detriti e rifiuti di rimanervi bloccati all' interno in caso di mareggiate e pioggia battente, mentre le acque accumulate in questa porzione di banchina ( che per ovvi motivi non riescono a tornare al mare ) la allagano inesorabilmente trasformandola in una vera e propria piscina impercorribile, alimentata anche dal fiume di fango proveniente da via Giovanni da Procida. Senza dimenticare le cinque palme piazzate lungo il molo centrale che, essendo state maldestramente sistemate e prive della benchè minima recinzione, sono destinate ad appassire da qui a pochi giorni nel caso in cui ancora si dovesse rimetterle a posto con ritardo.

La corrosione della salsedine

Una prepotenza nell' estetica che forse Acquamorta non era ancora in grado di accogliere e che non ha tenuto conto nemmeno dell' azione corrosiva della salsedine sul metallo che riveste i lampioni posizionati in Largo VII Luglio, già notevolmente arrugginiti e malridotti dalle intemperie. 

Ed un ultima osservazione va fatta per l'ennesimo scempio che si può facilmente ammirare proprio nello spiazzale appena citato, ovverosia, le panchine posizionate proprio sotto ai lampioni in questione, anch'esse consumate dalla salsedine dell' acqua salata che è solita inondare lo spazio pubblico in caso di forti mareggiate. Questo dunque, per sommi capi, è lo stato in cui versa Acquamorta dopo la tempesta "Cassandra"....quasi non ci si crede, ma basta recarvisi per constatare con i propri occhi della veriditicità di quanto sin'ora affermato. Ci auguriamo che qualcuno, dai piani alti del Municipio di via Panoramica, accolga la segnazione ed agisca di conseguenza

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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mercoledì 31 ottobre 2012

FOTO - Vernici nel Lago Miseno, E' Allarme per gli Scarichi Illeciti: Sul Posto la PM

Allarme ambientale al lago Miseno: scaricati nei giorni scorsi, approfittando del maltempo, una grossa quantità di vernici.

Sono stati gruppi di cittadini indignati, quotidianamente a passeggio lungo ciò che resta della pista ciclabile del Maremorto, a sollecitare l'attenzione di vigili urbani ed Ufficio Tecnico di Bacoli circa lo sversamento all'interno del bacino lacustre flegreo di vernici provenienti da uno scarico per le acque pluviali.

Fonte d'inquinamento che riporta nuovamente l'attenzione sulle sorti di un lago in cui, sino ad un decennio fa, venivano scaricati quitidianamente tonnellate di liquidi fognari, senza alcun tipo di prefiltraggio.

Cittadini Fotografano gli Scarichi

Le vernici, immortalate dalle foto di Antonio Sabatano e che si ripropongono di seguito, sono state riscontrate anche dal comando di Polizia Municipale che, contattato telefonicamente, è riuscito poi ad individuare il canale (presente all'altezza della rotonda di via Lungolago) da cui, pochi minuti prima, erano state scaricate delle vernici.

Problematica ancor più grave se si pensa che le acque del bacino lacustre confluiscono, attraverso un canale, lungo la nota costa balneare di Miseno e Miliscola

I fatti, avvenuti intorno alle 16:30 di lunedì, sono stati poi segnalati all'autorità giudiziaria ed al Nucleo Ecologico dell'Arma dei Carabinieri affinchè venga fatta chiarezza sulla provenienza degli scarti di rifiuto pericoloso sversati, in modo scellerato, all'interno del lago Miseno.

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it




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martedì 30 ottobre 2012

INTERVISTA a S.Garofalo: "Ecco la vera Storia dei Cantieri B.Postiglione di Baia"

Questo articolo nasce da un intervista rilasciataci dal Sig. Salvatore Garofalo, ex direttore tecnico dello storico Cantiere Navale "B. Postiglione" sul porto di Baia di cui vi abbiamo più volte parlato con alcuni recenti articoli, riguardanti la protesta - tutt' ora in corso - che sta continuando ai cancelli dello stabilimento appena citato, da parte degli operai licenziati. 

Con esso intendiamo sia ricostruire la cronistoria dell' azienda, fornendo dettagli forse sconosciuti e sia coinvolgere i lettori nello stato d' animo di chi purtroppo è costretto ad assistere immobile alle disastrose conseguenze di un dissesto che risale, in termini di tempo, all'ingresso di nuove fisionomie sociali e gestorie e che è stato provocato dal loro subdolo ingresso in azienda ad oggi. 

Permettendovi di avere un quadro generale più chiaro a riguardo, vogliamo altresì illustrare, attraverso le memorie di uno dei componenti dell' originaria famiglia fondatrice, la posizione di chi, tra l'altro, vede perdersi come cenere al vento, il sangue ed il sudore di anni di duro lavoro, mentre Forze dell' Ordine ed Istituzioni politiche restano a guardare il fallimento di una società che un tempo contava più di 30 dipendenti.


Dal 1889 ad oggi...
La storia ha inizio nel lontano 1889, a Posillipo, e precisamente tra Palazzo Donn' Anna e Piazza S.Luigi, in alcune grotte naturali dove il figlio di un pescatore, tra mille sacrifici, riesce a conseguire il titolo di Costruttore Navale e la Laurea "ad Honorem" di Ingegneria Navale nel dopo guerra. Stiamo parlando di Basilio Postiglione, costruttore e restauratore di barche a vela del calibro della SAN DOMENICO, definita nel 1939 come la barca più bella del Mediterraneo e vincitrice della Coppa di Francia,della ASTRA un veliero Shamrock J- Class ( 36mt costr. Camper-Nicholson England ) con il quale ha raggiunto il record per la realizzazione dell' albero in legno più alto del mediterraneo ( ben 43,80 mt ), costruttore di Dinghi e Monotipo, di barche che hanno partecipato e vinto le Olimpiadi del 60, dei motor-yacht classe Baglietto di 20 e 18 mt restaurati, responsabile dei lavori svolti per conto degli enti militari ( GdF, Capitaneria, Carabinieri, Marina Militare Italiana ed Americana ) ed altri impegni che hanno dato lavoro e notorietà all'Azienda ed a Bacoli nella quale essa era insediata. 


Cantiere di Fama Internazionale
Per chi non è appassionato della materia bisognerebbe elencare tutti i riconoscimenti ed i premi internazionali, conseguiti dalle barche ivi realizzate, per far comprendere - almeno in piccola parte - il prestigio del nome "Postiglione".O forse bisognerebbe raccontarvi di quando il compianto Basilio, lavorò per la Regia Marina e quindi peril governo di Benito Mussolini ante e durante l’ultimo conflitto mondiale e per questo gli furono addirittura requisiti gli stabilimenti ( Castellammare e Napoli ) dagli alleati nel 1943-45 Tuttavia, egli, insieme ai figli Luigi e Giuseppe intorno al 1967 si trasferiscono sull' attuale molo di Baia, ricevendo in concessione dal Demanio circa 18 mila mt quadri di superfice portuale ( appartenente all' ex silurificio ) tramite la presentazione di un piano di investimento economico occupazionale che dava lavoro a più di 30 famiglie tra Bacoli e Monte di Procida. 


Efficienza e Professionalità
Nonostante le innumerevoli difficoltà, questi imprenditori riescono lentamente non solo ad aumentare le commesse - e di riflesso anche l' occupazione - ma anche a "costruire" intorno al nome dei Cantieri, la fama internazionale che li contraddistingue. E a dimostrazione del profondo rispetto che i Postiglione hanno sempre avuto nei confronti del territorio che li ospitava, basti pensare all' accordo stipulato con la prefettura, intorno agli anni 70 ( periodo del bradisismo ) con il quale parte dei capannoni ricadenti nella loro concessione demaniale, furono temporaneamente prestati al Comune affinchè vi realizzasse una scuola(20 anni) . 

Agli inizi degli anni 80, il sig. Garofalo viene assunto in azienda in qualità di responsabile tecnico, e cerca sin da subito di portare una nuova linfa alla già fiorente attività inoltrando domanda allo Stato di utilizzare la Legge 219/81 sul terremoto per trasformare le vecchie e danneggiate strutture in nuovi capannoni atti ad ospitare grandi yacht con l'intento di portare a Bacoli un maggior lavoro e quindi prestigio per il paese e per l' intera società. Sogno avveratosi nel 2001, quando l' Assessorato Regionale all' Industria, rilascia un finanziamento di circa 3 miliardi e 800 milioni di vecchie lire ( di cui il 75 % a fondo perduto ). Ma è proprio allora che le il futuro dei cantieri inizia ad "incrinarsi".


La Caduta di un Cantiere
Due dei quattro fratelli che ereditarono la società decidono di venderne le azioni al Sig. Alfredo Amato il quale, successivamente, riuscì ad appropriarsi anche sulla terza quota azionaria "familiare" del 13% circa ( lo "strappo" delle quote e delle cariche è oggetto di sindacato giudiziario ), per la discutibile cifra di 700 mila euro.

 Da allora inizia la debacle dell' azienda in quanto le politiche adottate dagli ultimi arrivati in casa Postiglione aprono le porte ad una serie di problematiche ( alcune delle quali già denunciate nel passato articolo ) che hanno ridotto l'azienda a come si presenta oggi. Ed ovviamente essendo il maggior azionista societario, il sig. Amato ha gradualmente allontanato tutte quelle persone - come il Sig. Garofalo - che continuavano a rappresentare la filosofia della famiglia Postiglione e che cercavano, nonostante tutto, di tutelare l'integrità lavorativa del cantiere, la sua storia e soprattutto i suoi lavoratori.


Immobili a guardare
Non è difficile immaginare dunque, il coinvolgimento emotivo di chi si è visto strappare, seppur "legalmente", ( attività giudiziarie penali e civili in corso) parti della propria vita senza che ne la Magistratura ne gli Enti preposti al rilascio e rinnovo delle concessioni demaniali marittime, abbiano vigilato sull' effettivo utilizzo del bene pubblico affidato in gestione ( e nella dicitura Enti sono inclusi Agenzia del Demanio, Regione Campania, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco, Soprintendenza dei Beni Archeologici, Soprintendenza dei Beni Ambientali, Dogana, COMUNE, Prefettura, Genio Civile della Regione Campania e Genio Civile per le Opere Marittime ) 

Di questi neppure uno, ad oggi, sembra essersi attivato concretamente per risolvere la drammatica vicenda in questione, che vede lo sfruttamento improprio di uno spazio demaniale, che fondamentalmente dovrebbe essere utilizzato per la crescita dell' intera società ( e non per l'arricchimento di un singolo imprenditore ) e per garantire un salario dignitoso ai lavoratori che permetta loro di sostenere le proprie famiglie, di mandare i propri figli a scuola e di condurre la propria vita in maniera onesta.
A voi le conclusioni




M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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lunedì 29 ottobre 2012

Neanche la Pioggia Ferma la Cittadinanza Attiva: Raccolti più di 90 litri d'Olio Esausto - VIDEO


Domenica 28 aprile 2012 in tanti hanno partecipato alla raccolta dell’olio esausto organizzato da Freebacoli e Legambiente dove si è riusciti a raccogliere in una mattinata più di 90 litri d’olio esausto. 

Che è già un successo di per se, considerando poi le pessime condizioni climatiche ed il fatto che questo è stato il primo evento simile rendono il risultato ancora più importante. 

Come in molti già sanno la giornata era organizzata così: le persone venivano a portare il proprio olio, che è stato raccolta da un operatore della Proteg Spa, ed ognuno veniva lasciato poi un biglietto per ogni litro d’olio e alla fine della mattinata si è fatta poi l’estrazione dal sito internet www.random.org , per vincere poi una bici per bambini.


I vantaggi della raccolta dell'olio esausto

La giornata è stata positiva per tanti aspetti non solo per i litri raccolti i che ci hanno permesso di salvare una superficie d’acqua pari a 90mila metri quadri, evitato la creazione di 320 tonnellate di anidride carbonica , ma il fatto che l’affluenza di persone è stata davvero notevole e molti venivano a portare il loro olio anche se non raggiungevano il litro e a molti non interessava neanche competere per la bici.

Quindi i ringraziamenti per il successo della giornata ecologica va a tutti voi, voi lettori che ci seguite e siete subito pronti a partecipare alle nostre iniziative, a Legambiente co-organizzatore dell’evento, alla ditta che si occupa del riciclo dell’olio la Proteg Spa ed infine ai proprietari del bar Purple Haze che ci hanno ospitato e offerto un luogo al riparo dalle intemperie climatiche.

Cosa fare in futuro

Infine non possiamo che invitare tutti voi lettori a continuare la raccolta dell’olio per i tanti buoni motivi illustrati negli articoli passati e di portare il vostro olio, per i cittadini bacolesi, presso la cooperativa Avino in via Giulio Cesare n° 107, vicino la Selenia, per i montesi presso l’isola ecologica in via torrione.

Per il resto ci auguriamo di poter ripetere eventi simili in futuro per sensibilizzare insieme ai cittadini sempre di più le istituzioni e di avere una raccolta differenziata sempre più di qualità.



PS: Il vincitore della bici è stata la famiglia Finizio con il n° 38 


Antonio Carannante 
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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lunedì 22 ottobre 2012

Vigili Urbani a Marina Grande: Vandalizzata la Sbarra Metallica del Pontile - FOTO

Operazione conclusa positivamente dagli agenti del Comando di Polizia Municipale di Bacoli: proprio ieri mattina infatti, intorno alle 9:30, in seguito ad alcuni solleciti di privati cittadini, e per garantire la pubblica sicurezza sul pontile di Marina Grande, i Vigili Urbani hanno effettuato un sopralluogo al termine del quale la sbarra metallica di accesso alla banchina che porta alla scogliera, è stata finalmente chiusa con un grosso catenaccio di ferro.

In diverse occasioni infatti, i residenti del posto hanno avuto modo di denunciare la presenza di autovetture e motocicli su un pontile che, invece di essere fruito dai cittadini per passeggiate all' aria aperta, veniva rovinosamente sfruttato come parcheggio abusivo e pista per competizioni clandestine tra scooter ( quasi sempre svolte a tarda notte ).

Pontile umiliato

Una situazione che dunque, si protraeva da diverso tempo e che vedeva protagoniste non solo le problematiche appena descritte, ma anche il degrado che ne scaturiva, visto che molto spesso i conducenti delle autovetture e dei motocicli in questione, unitamente a "qualche pescatore" non troppo corretto, lasciavano tra il pontile e la scogliera, gli avanzi delle proprie consumazioni.

Cartoni per la pizza, bottiglie di birra, lattine, confezioni di plastica e talvolta anche materiale organico, venivano puntualmente abbandonati per terra senza alcun briciolo di educazione e civiltà, aggravando ulteriormente la problematica "rifiuti" già presente nella piazza e sulla spiaggia di Marina Grande ( più volte documentata anche dai nostri articoli )

Vigili in azione

Ieri mattina intanto, mentre Bacoli si godeva la soleggiata Domenica appena trascorsa, un gruppo di agenti della stazione locale di PM, si è recato sul posto, ed oltre ad apporre il catenaggio visibile in foto, ha sanzionato diversi cittadini che, nonostante l'apposita segnaletica verticale presente vicino alla sbarra, sono stati trovati con le proprie autovetture in sosta non autorizzata proprio sul tratto di banchina in esame.

E solo pochi minuti fa, giunge presso la nostra Redazione, la notizia secondo la quale il catenaccio installato nella giornata di ieri è stato già vandalizzato proprio questa mattina, presumibilmente tra le 12:30 e le 15:30. Un nuovo lucchetto quindi, è stato repentinamente sostituito dai Vigili Urbani che in questo momento stanno presidiando l'area per cercare di risalire, insieme alla testimonianza di alcuni passanti, al potenziale colpevole che ha compiuto il vile gesto.

In seguito, due delle quattro copie della chiave necessaria per aprire il lucchetto, sono state consegnate ad alcuni pescatori che lavorano ed ormeggiano in zona con i propri pescherecci, ai quali è stata affidata la responsabilità di custodia della stessa, affinchè la sbarra resti chiusa salvo emergenze.

Gli uomini infatti, hanno ricevuto precise disposizioni dai Vigili intervenuti, non solo per rendere le chiavi disponibili agli eventuali organi di soccorso che necessitano di accedere al pontile ( autoambulanze, carabinieri etc... ) ma anche per vietarne l'ingresso ai mezzi non autorizzati.

Intervento di Pubblica Sicurezza

Un importante risultato positivo, che permetterà a residenti e visitatori di godere del pontile senza temere per la propria ed altrui incolumità. L' area infatti, pur essendo demaniale, necessitava di un simile intervento, poichè da alcune settimane a questa parte, a detta di alcuni abitanti del piccolo porto bacolese, la circolazione illecita di autovetture e motocicli sul pontile in oggetto, era aumentata a dismisura ed avrebbe potuto causare gravi incidenti.

Ed è sempre di ieri, la notizia del ritrovamento, da parte degli stessi vigili urbani che hanno concluso l'operazione appena descritta, di una parte di albero caduto in mare probabilmente in seguito allo sgretolamento del costone sottostante a Cento Camerelle ( strapiombo ove sono presenti altri alberi simili a quello visibile in foto )

L' albero pare sia stato "trainato" nelle vicinanze del pontile da un privato cittadino, il quale , dopo aver notato i segni della frana appena avvenuta ( fogliame, rami, terriccio e pietre riversatesi in acqua ) ha ben pensato di spostare l'arbusto legandolo alla sua piccola imbarcazione con una corda, affinchè non costituisse un pericolo per gli eventuali battelli che avrebbero potuto finirci sopra.

Adesso l'uomo attende solo l'arrivo in zona di un adeguato mezzo di sollevamento in grado di rimuovere definitivamente l'albero dal fondale vicino al pontile. Episodio che si spera possa essere preso in considerazione dall' amministrazione comunale per effettuare i dovuti accertamenti per la messa in sicurezza del promontorio in questione, che sembra abbia già dato in passato, segni di erosione e cedimento.

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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sabato 13 ottobre 2012

Porte Distrutte ed Abusivismo, SOS dal Campo di Calcio di Pennata - FOTO

Paesaggi incredibili e terreni pubblici dalle mille potenzialità che vengono totalmente lasciati marcire nella loro stessa muffa, invece di essere custoditi e curati con il massimo dello zelo.

Aumentando così non solo il fattore turismo ma anche la vivibilità della città e,di conseguenza, quel legame ( oramai morente e sulla via del non ritorno) che lega un cittadino alla sua terra, che sia la sua terra d'origine o il luogo in cui vive: questa,come già avrete capito, è la storia "trita e ritrita" della nostra Bacoli.

Uno di questi luoghi è il campetto abbandonato di Pennata (e notate come l'aggettivo "abbandonato " sia diventato effettivamente  un aggettivo di riconoscimento del luogo in questione).

Tra Barche in Parcheggio e Abusivismo

Un terreno pubblico caratterizzato da un evidente stato di degrado e abbandono a causa della scarsa  tutela e dell' inesistente manutenzione che hanno  fatto in modo che questo posto diventasse una rimessa per barche abbandonate, un covo di rifiuti e, cosa peggiore di tutte, una "vittima" di abuso edilizio.

Assoluto degrado e cumuli di sporcizia in uno spazio che potrebbe essere un luogo ideale per famiglie, bambini e per praticare sport, come  la presenza delle due reti (oramai arrugginite ed inutilizzabili) dimostra che, in un tempo indefinito, furono certamente utilizzate dai ragazzini del posto e che  testimonia, in un certo senso, "un'epoca d'oro" di questo spazio pubblico.

Oggi Praticamente Inaccessibile

Un'altra controversia che come una maledizione aleggia su questo posto ( ma oserei dire sull'intera Pennata) è che mentre il terreno è pubblico, tutte le strade d'accesso al campetto sono private.

Le soluzioni a questo punto sarebbero o giugervi via mare oppure chiedere il permesso per accedere ad uno spazio pubblico.

Strano ma vero gente! 

Proprio per questo motivo la denuncia, che sfocia in proposta, non riguarderebbe solo questioni di manutenzione, ma si baserebbe anche sulla vera e propria necessità di ricostruire e RIORGANIZZARE questi spazi per la Comunità.

Ricostruire un patrimonio pubblico che il Comune non è più in grado di tutelare poichè troppo impegnato a parlare di grandi progetti futuri e che,pertanto, ignora il presente infischiandosene del fatto che LO SPAZIO PUBBLICO E' LO SPECCHIO DI UNA CITTA'.

Mery Ariete
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it
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venerdì 12 ottobre 2012

Pesca a Baia, Sequestrata "Rete da Posta": Nuovo Stop alla Vendita Abusiva di Prodotti Ittici

Pesca illecita al porto di Baia: Guardia Costiera sequeste rete da 150 metri.

La LocaMare Baia, durante le attività ordinarie di controllo in mare, ha individuato e sanzionato un pescatore professionista che, in mattinata, utilizzava una rete da posta a soli pochi metri dalla banchina e quindi in un'area non adibita alla pesca.

L'attrezzo ritrovato in acqua, e successivamente sequestrato, è costituito da una rete disposta verticalmente e spesso molto lunga che viene lasciata in mare lasciando che siano le prede a raggiungerla ed a rimanervi impigliate.

Oltre al sequestro è scattata anche una sanzione pecuniaria per il proprietario.

Giro di Vite sul Commercio Abusivo di Prodotti Ittici

Sempre sul fronte dell'attività della polizia marittima, la Capitaneria cittadina ha concluso nel corso della scorsa settimana una nuova operazione di repressione di commercio abusivo di prodotti ittici privi di autorizzazioni, controlli e tracciabilità.

In questo caso, nuovamente a Bacoli, è stato denunciato un cittadino che, in modo abusivo, rivendeva una grossa quantità di merce non controllata.

Il sequestro ha quindi riguardato circa 35 kg di prodotto ittico.

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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domenica 7 ottobre 2012

Spiagge di Bacoli, Lezione di Civiltà dal Liceo "Seneca" e Scuola Media "Paolo di Tarso"

Anche quest’anno è tornata l’iniziativa di volontariato ambientale “PULIAMO IL MONDO” , organizzata da Legambiente, che nella regione Campania e in tutta Italia ha visto l’impegno di molti giovani.

 ”Puliamo il mondo vuole ripartire dalle scuole” spiega Vanessa Pallucchi, responsabile del settore scuola Legambiente; è importante infatti sensibilizzare i ragazzi sul tema dei rifiuti e sull’importanza della raccolta differenziata. 

Lo scorso 29 settembre, i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Paolo di Tarso, quelli del Liceo scientifico Lucio Anneo Seneca ed altri giovani volontari, insieme ai loro Docenti e alla SpA Flegrea Lavoro, sono stati impegnati nella pulizia della spiaggia di Marina Grande di Bacoli.

I Giovani per Tutelare l'Ambiente

La prima impressione di chi ha visto i volontari all’opera è che i giovani sono consapevoli del fatto che bisogna salvaguardare l’ambiente che ci circonda, curarlo e rispettarlo e sono pure esperti, tranne qualcuno più giovane o maldestro, nel differenziare i rifiuti. 

Premesso che sono i piccoli gesti che contano e che ognuno nel suo piccolo può contribuire alla realizzazione di qualcosa di più grande, è opportuno pure essere coinvolgenti educatori, promotori in prima persona, affinché la raccolta dei rifiuti diventi da cittadinanza attiva, rispetto quotidiano dell'ambiente, gesto culturale, non eccezione, ma regola.

Spiaggia Fatta di Rifiuti

Raccolti i pezzi grossi di plastica vetro e quant’altro, ciò che ha lasciato più preoccupati è l’immane groviglio di sabbia e piccoli rifiuti sminuzzati, molto difficili da raccogliere e per di più non riciclabili e che, pur avendo riempito due camioncini di rifiuti, gli ingombranti, le cicche, i retine per cozze e molto altro ancora, “regnavano” (e chi lo sa ancora per quanto) sulla spiaggia. 

C’è da dire che la disinformazione e l’ignoranza rispetto ai danni che i rifiuti arrecano all’ambiente non mancano: sarà solo questa la causa del degrado ambientale?

Alessia Chiocca
Attivista Legambiente

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sabato 6 ottobre 2012

Parco Sommerso di Baia, Il Tour è Domani: Scopri il "Turismo Sportivo"

L' Unione Italiana Sport per Tutti è una fondazione nazionale, presente in diverse regioni tra cui la Campania, che ha l'obbiettivo di estendere il diritto all' attività fisica a tutti i cittadini, promuovendola non soltanto come beneficio salutare ma anche come opportunità di miglioramento della vita stessa attraverso l'aggregazione sociale.

La mission del coordinamento dunque, è quella di incentivare la diffusione di una nuova filosofia dello Sport "alternativo", con particolare attenzione al mondo amatoriale e dilettantistico.

Attraverso le sue attività, la UISP si propone di valorizzare non solo l'aspetto competitivo della pratica sportiva ma anche quello coreografico-spettacolare, collettivo e strumentale, organizzando anche iniziative a favore della tutela ambientale.

Una delle sedi più vicine al nostro Comune è sita a Pozzuoli in via Pasquale Lubrano I ed è proprio da essa che parte il progetto "Giovani Protagonisti" di cui vogliamo parlarvi.

Un Tour in Due Giornate

In linea con la valorizzazione del territorio flegreo e la promozione del turismo sportivo, la sede UISP di Pozzuoli, sensibile alle tematiche socio ambientali lancia un idea innovativa che coinvolge anche il nostro Comune ed una delle frazioni marittime bacolesi più belle ossia Baia. Il progetto prevede due giornate di "full immersion" nell' affascinante mondo sottomarino ed archeologico dell' antico porto romano.

Grazie alla Legge 383 ( Finanziamento per le Associazioni che svolgono attività di Promozione Sociale ) la UISP di Pozzuoli mette a disposizione del pubblico la possibilità di partecipare ad un evento che, secondo alcune proiezioni di marketing, tra qualche anno rappresenterà la maggiore richiesta del settore, vale a dire il Turismo Sportivo . E questo ovviamente costituisce non solo un fenomeno in ascesa, ma anche una nuova risorsa di arricchimento collettivo.

 Alla Scoperta del Parco Sommerso di Baia

Le due giornate in programma saranno suddivise tra nozioni di subacquea ed archeologia sottomarina, pertanto quale migliore location poteva essere scelta per ospitare un simile evento se non il Parco Archeologico sommerso di Baia, fondale particolarmente suggestivo ma che turisticamente ancora non è sfruttato come dovrebbe.

Il corso sarà disponibile esclusivamente per i soci e le Associazioni affiliate, per cui se il gruppo sportivo al quale siete iscritti è partner UISP potrete partecipare all' iniziativa gratuitamente.

Si inizierà domani alle ore 9:30 presso il Centro Subaqueo Ulisse di Baia con una lezione teorica, grazie all'ausilio di Samuele Carannante, per poi proseguire Sabato 13 con la pratica. Il primo appuntamento di studio affronterà diversi argomenti quali la tutela ambientale ed archeologica dei fondali, Punta Epitaffio ed i suoi percorsi sottomarini, la tipologia dei Monumenti presenti al Portus Julius nonchè qualche cenno sul mito, storia e topografia dei Campi Flegrei.

Evento da non perdere dunque, per imparare qualcosa in più sulla meravigliosa terra che ci ospita e soprattutto per renderci conto di quanto potrebbe realmente fruttarci ( non solo in termini economici ) se solo venisse adeguatamente riqualificata.

Presenza di Istruttori Specializzati in Immersioni

Ed è sempre da Pozzuoli che giunge un altra notizia "marina" che vogliamo segnalarvi ovvero il seminario che si terrà dal 1 al 4 Novembre organizzato dal REITIA ( International Training Partner of the Nautical Archaeological Society ) in collaborazione con il Diving Centro Sub Campi Flegrei che darà la possibilità a 10 persone ( studenti laureandi e/o già laureati in archeologia e conservazione dei beni culturali nonchè semplici sommozzatori in possesso di brevetto di immersione ARA ) di partecipare a sessioni teoriche e pratiche presiedute da istruttori specializzati.

Gran parte delle lezioni pratiche saranno effettuate proprio nella Riserva Marina di Baia nella quale si sperimenteranno nuove tecniche ed attrezzature per la ricerca subaquea; al termine del seminario ( riconosciuto sia dall' Unesco che come credito formativo internazionale ) sarà rilasciato un attestato di partecipazione nonchè un brevetto di Archeologia Subaquea.

Per info ed iscrizioni scrivete a  info@reitia.it.

Buona fortuna a tutti!

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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venerdì 21 settembre 2012

Abusi Edilizi per "Villa Mirabilis", Oltre 200 Mq di Strutture Senza Permessi

Abusi edilizi per una nota attività ricettiva del centro di Bacoli: numerose irregolarità edilizie per "Villa Mirabilis", al centro dell'attenzione quest'estate a causa della pedana in legno posta, a mo di proprietà privata, su un costone bagnato dal mare ed abitualmente utilizzato da centinaia di cittadini.

Problemi seri per "l'impero" turistico/ricreativo presente da qualche anno in via Pennata, sulla costa dello "Schiacchietiello", interessato tra la fine di luglio e l'inizio di agosto da una serie di proteste popolari e sopralluoghi amministrativi.

Si sono concretizzati lo scorso primo agosto gli ultimi controlli effettuati dalla Polizia Municipale di Bacoli e dall'Ufficio Tecnico Comunale all'interno della struttura dove, così come riportato da apposito verbale caricato online all'Albo Pretorio, sono stati rivenute diverse opere realizzate senza le necessarie autorizzazioni.

La Lista delle Opere Abusive

Non di poco conto il resoconto sottoscritto dai responsabili di settore ad inizio settembre: "due wc - una tramezzatura di 2 metri lineari - una pensilina in legno di 16 mq - l'istallazione di una cabina in legno di 3 mq - una pergola in alluminio di 196 mq con un'altezza di 4 metri".

E le opere, al momento del sopralluogo municipale, erano già terminate ed attive, senza che nessun organo deputato al controllo ne avesse contestato la regolarità al momento della costruzione.

A cui va aggiunta anche la difformità al progetto presentato (ed approvato dal Comune) per l'allestimento della pedana sulla costa su cui erano stati inseriti dei paletti in legno, inesistenti "su carta".



Controllo amministrativo effettuato soltanto a seguito della manifestazione pubblica inscenata il 24 luglio da un nutrito gruppo di cittadini che, dopo aver ripulito la stradina pubblica che da via Pennata porta sin giu lo Schiacchietiello, si sistemò simbolicamente al di sopra della pedana "privata" impiantata (con tanto di telecamera di sorveglianza) proprio in un tratto di costone bagnanto dalle onde marine.

I Controlli di PM ed Ufficio Tecnico Soltanto Dopo le Proteste Popolari

Mobilitazione (CLICCA QUI) capace di far scaturire un controllo generale dell'intera "Villa Mirabilis", i cui risultati sono stati resi pubblici soltanto qualche giorno fa.

Tornando alla protesta dei bagnanti, spesso cacciati dalla pedana poichè ritenuta dai proprietari (così come l'intero tratto di costa adiacente) alla stregua di una bene privato, non s'arresta l'acquisizione della documentazione idonea per dare giustizia ad un fatto assolutamente incontrovertibile.

Se una porzione di terraferma, anche privata, viene palesemente inghiottita dal mare, essa è da ritenersi di proprietà del Demanio e quindi, di riflesso, in possesso dell'intera comunità.

La lotta per la tutela del bene pubblico, così come (a quanto pare) la costruzione di opere abusive finalizzate ad attività di guadagno, non conosce tregua.

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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Proteste al Depuratore, il "Caso Cuma" è in Parlamento: "Sperperati Milioni di Euro"


Dopo la protesta delle associazioni ambientaliste, il cattivo funzionamento del depuratore di Cuma diventa un "caso nazionale": a portare la questione in Parlamento è il deputato Francesco Barbato.

Arriva con un'interrogazione a risposta scritta, protocollata il 5 settembre, posta all'attenzione del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e del Ministro della Giustizia, la prima risposta della politica italiana alle manifestazioni messe in campo dalla cittadinanza attiva flegrea e napoletana.

Mobilitazione promossa nel corso dell'ultima stagione balneare a causa dei timori e delle preoccupazioni determinate in special modo per la situazione delle acque lungo la costiera amalfitana e da Cuma a Castellammare di Stabia.

Problematica riportata alla ribalta delle cronache regionali attraverso un articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno, lo scorso 7 agosto, a firma del giornalista Fabrizio Geremicca e che punta l'attenzione sull' "insufficiente depurazione delle acque campane che insieme all'eccessivo apporto di nutrienti scaricati dall'uomo a mare favorisce i banchi di mucillagine che stanno rovinando nuotate e gite in barca".

L'Articolo del Corriere del Mezzogiorno


L'articolo informava che: "Il punto è che nessuno dei più importanti depuratori in funzione in Campania è a norma, rispetta i parametri imposti dalle leggi europee. Da nord a sud, ecco la mappa di impianti che, nel migliore dei casi, funzionano a scartamento ridotto. Acerra, Marcianise, Napoli Nord, Orta di Atella (sfociano tutti nei Regi Lagni) e Cuma (immette le acque trattate nel mare di Licola), i depuratori che furono realizzati dalla Cassa per il Mezzogiorno e che furono affidati nel 2006 alla Hydrogest affinché li potenziasse, non hanno la linea deputata all'abbattimento dei fosfati". 

"Delle sostanze, vale a dire, che giocano un ruolo fondamentale nei processi di eutrofizzazione delle acque e quindi di generazione delle mucillagini. Sono, inoltre, carenti anche in molte altre fasi del processo depurativo, nonostante alcuni interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati da un paio di anni ad oggi. Più a sud, ecco il depuratore di Napoli est, in via de Roberto. Proprietà della Regione, fu affidato tempo addietro a Termomeccanica. Riceve liquami di quasi un milione di abitanti. Ha una linea chimico fisica ed una di trattamento dei liquami attraverso i batteri, ma entrambe avrebbero bisogno di consistenti interventi di potenziamento. Del tutto assente il sistema di abbattimento dei fosfati". 


"Nel 2000 una delibera regionale avviò il bando per affidare ad un privato, con la finanza di progetto, le opere indispensabili. Dodici anni più tardi la gara è stata annullata e neppure uno degli interventi previsti è stato effettuato. Neppure l'attivazione delle condotte sottomarine esistenti, che porterebbero almeno le acque in uscita dal depuratore al largo, anziché scaricarle in battigia. Resta inattuato, da parte della Regione, anche il collegamento tra il depuratore di Napoli est e quello di San Giovanni";

La Mobilitazione Popolare


Dall'articolo si è poi passati al testo sottoscritto dal deputato di opposizione.

A ciò si aggiunge che cinque associazioni ambientaliste, si sono mobilitate per protestare contro il mare sporco in costiera amalfitana, promuovendo una petizione popolare per chiedere la depurazione totale delle acque reflue e proponendo una task force nell'ambito della Conferenza dei sindaci incaricata di fare una analisi della situazione e di seguire gli sviluppi dei lavori di realizzazione dei suddetti sistemi di depurazione.

"La costruzione dei cosiddetti «depuratori» è costata milioni di euro alle casse italiane indi ai cittadini oggi vessati da sacrifici e tasse - scrive Barbato - l'inquinamento marino e costiero comporta un duro colpo economico al comparto turistico. A parere dell'interrogante i fatti esposti sono gravi e tali da richiedere un intervento immediato di analisi delle acque antistanti le coste citate per valutare la gravità dell'inquinamento prodotto, procedere alla quantificazione esatta dei fondi stanziati nel corso degli ultimi venti anni per la costruzione delle opere depurative campane, e individuare responsabilità di costruttori e amministratori passati".

Ed è per questo che Barbato chiede ai Ministri "di assumere iniziative normative volte a inasprire le pene per i reati in materia ambientale per tutelare la salute umana e dell'ecosistema oggi fortemente compromessi dall'incuria e dalla disonestà dell'uomo".

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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lunedì 17 settembre 2012

"Acquamorta è un Trampolino verso il Turismo", Iannuzzi Esalta la Mdp Che Non C'è

L'estate è ( quasi ) passata, e con la fine della bella stagione, si sa, è tempo di fare i conti anche per il sindaco Iannuzzi il quale ha di recente richiesto agli uffici comunali preposti, di stilare una relazione dettagliata diretta ad analizzare il decorso del piano ormeggi istituito al porto di Acquamorta .

E dopo aver studiato tale relazione sembra che sia emerso che nella gestione della concessione demaniale della marina di Monte di Procida, l'Amministrazione locale abbia raggiunto un bilancio positivo ossia gli ormeggiatori hanno versato regolarmente tutti i canoni che dovevano all' Ente il quale, resoconto alla mano, quest'anno ha assegnato 186 posti barca ai Pontili Galleggianti, 140 al Campo Boe, 164 nella Darsena dei Pescatori e 24 per il noleggio natanti.

Dalla prossima settimana si avvierà la progettazione per realizzare l' ampliamento in programma e tra gli interventi preposti sembrano esserci nuovi riflettori e "sistemi tecnologici" all' avanguardia collocati in punti strategici di Acquamorta, permettendo così un maggiore controllo degli ingressi e delle uscite dal porto nonchè dei movimenti di natanti e diportisti.

Le Parole di Iannuzzi: La Mdp Che Non C'è

Ambizioso come progetto...non vi pare? !?

<<...siamo molto soddisfatti per i risultati ottenuti - dichiara il sindaco montese - stiamo lavorando affinchè vengano implementati nuovi sistemi di sicurezza a sostegno dell' attuale impianto di vigilanza presenti 24 ore su 24. Acquamorta sarà sempre di più il nostro fiore all' occhiello, il nostro trampolino di lancio verso un offerta turistica di alto livello capace di competere con altre e più rinomate località...>>

Fiore all' occhiello? Trampolino di lancio? OFFERTA TURISTICA DI ALTO LIVELLO? Ma siamo sicuri che il dott. Iannuzzi stia parlando proprio della nostra Acquamorta?

A quanto pare ( e non sarebbe la prima volta ) al primo cittadino montese, servirebbe una bella rinfrescata di memoria affinchè ricordi tutti gli inconvenienti avvenuti proprio da quelle parti. Primi fra tutti, le ripetute e continue razzie di carburante verificatesi specie ai motori delle imbarcazioni posizionate al campo boe.

Episodi spiacevoli che, trasformatisi successivamente in vere e proprie abitudini, hanno costretto i noleggiatori della piazza marittima a prendere seri provvedimenti. Mentre in passato i clienti potevano fittare un gommone con i serbatoi di servizio e di riserva ben pieni di carburante, nelle ultime settimane, è toccato ai diportisti di provvedere al rifornimento. E questo ( lo ribadiamo ) mentre il Sindaco Iannuzzi si vanta di questa famigerata vigilanza perenne. Ma andiamo avanti!

La Realtà è Ben Diversa

Nella notte tra Martedì e Mercoledì scorso, si è verificato il furto di ben 2 gommoni presso una nota ditta di charter e noleggio del posto. Lo spiacevole episodio ovviamente, è avvenuto senza che nessuno si accorgesse di nulla e difatti, gli sfortunati titolari dell' attività, hanno appreso la notizia solo la mattina seguente al furto.

E come avrete poruto apprendere da qualche nostro articolo passato, i ladri ad Acquamorta non costituiscono di certo l'unico e solo problema di questo angolo di paradiso terrestre.

Ricordate di quando denunciammo quella montagna di rifiuti non meglio identificati e interrati nel sottosuolo? O di quando scrivemmo della discarica a cielo aperto che si crea puntualmente sulla spiaggetta di Torrefumo? Vogliamo invece parlare della squallida passeggiata ivi presente e trasformatasi in una foresta di canneti e rovi spinati? O magari preferite il rimessaggio abusivo che documentammo sempre sulla spiaggetta di Torrefumo?

Ci fermiamo, non c'è bisogno di andare avanti. La realtà basta e avanza per dimostrare che un paio di telecamere in più e qualche faro notturno non bastano di certo per "competere con altre e più rinomate località balneari".

Ma aspettate un secondo, forse abbiamo capito...il turismo di alto livello di cui parlava Iannuzzi forse si riferiva alla visita sporadica di qualche pesce grosso del PDL. Anzi no rettifichiamo, di pescecane ce ne è uno solo ( e non vive nemmeno nell' acqua )

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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domenica 2 settembre 2012

FOTO SCONTRINO - Anche il "Lido Esercito" Fa Pagare la Discesa in Spiaggia

Tormento illegalità sul litorale flegreo, a Miseno anche l'Esercito impone il pagamento della discesa in spiaggia: lo Stato, rappresentato in questo caso dalle forze armate, viola una propria norma.

A documentare la palese infrazione al Regolamento del Demanio Marittimo è addirittura uno scontrino fiscale da cui si evince con chiarezza il pagamento di una somma di denaro per la discesa dall'entrata d'accesso verso il mare.

E' un bagnante locale, infastidito per la fastidiosa gabella marinara, ad aver immortalato la ricevuta consegnatagli nel giorno di Ferragosto dalla Flegrea Beach Service, cooperativa a cui è stata affidata dall'Esercito la gestione del noto stabilimento balneare presente in Miseno.

Area Militare Senza Senso

Lì dove le forze armate hanno la possibilità di utilizzare la spiaggia per mere esercitazioni miliatare, alla stregua quindi di un'area logistica serenamente sistemata in battigia ed al confine con altre decine di lidi privati dediti, come tra l'altro anche lo stesso Esercito e altri lidi militari della zona, al'erogazione di servizi per finalità di guadagno economico.

In una delle poche aree belliche presenti al mondo in cui, dietro pagamento, anziché consegnarti mine, proiettili e fucili, ti preparano un comodo lettino con tanto di ombrellone. Dove al posto della divisa mimetica è possibile scendere in guerra con pantofole, costume ed asciugamano in spalla con tanto di crema abbronzante.

La Legge

Una situazione tanto paradosale, già praticata anche dal limitrofo lido militare CRDD, per cui non resta che citare la Finanziaria 2007 che all’art. 1 comma 251 stabilisce: "E’ fatto obbligo per il titolare delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione".

Ora, con tanto di prove alla mano, urge un'azione di chiarezza da parte dele autorità di controllo e del Comune di Bacoli (attraverso l'assessore al Demanio Giuseppe Carannante, il presidente della commissione Demanio Antonio Carannante ed il responsabile di settore Umberto Pini).

L'obiettivo è quello che si metta quantoprima la parola "fine" ad una situazione paradossale innescata proprio da una struttura (in questo caso l'Esercito) che dovrebbe improntare, più di ogni altro, ogni propria azione a principi di giustizia, trasparenza e legalità.


Redazione Freebacoli
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giovedì 23 agosto 2012

Addio Metrò del Mare, Il Vicesindaco Promise Attracchi a Baia e Marina Grande

C’è un famoso detto che recita: “chi ben comincia è a metà dell’opera”.

Con un sospiro di rassegnazione ci accorgiamo che i vecchi detti popolari difficilmente sbagliano e mai come in questo caso il motteggiante invito ad apprestarsi a compiere bene il primo passo sembra coincidere perfettamente con quella che è la realtà. Ma i detti, si sa, non vanno mai presi alla lettera né a metà, perché alle volte capita che cominciare non basta perché, se l’opera non è portata a compimento, d’un tratto il detto famoso diventa fumoso.

Si parla di una delle più belle località balneari di Bacoli, Marina Grande e la sua acqua che, vuoi per geografia, vuoi per clemenza divina, possiede una delle poche acque che è riuscita a conservare la sua parvenza di splendore cristallino, non più regola ma eccezione.

Anni di Lavoro Senza Risultati

Il lavoro, come si diceva, è stato iniziato ben 5 anni or sono: una ristrutturazione completa dell’area che comprende il piccolo molo, a voler giocare con le parole c’è anche qualcuno che la chiama riqualificazione.

Una piccola piazza è stata realizzata al posto del nulla, con panchine, alberi, affacci sul mare e lampioni accesi tutta la notte ad illuminare la grande opera compiuta; una scogliera, vera delizia per la vista e piccola discarica mai vista, è stata collocata dinnanzi al molo, rendendolo sempre meno molo di attracco e sempre più piattaforma di lancio per piccoli coraggiosi fans di Tania Cagnotto.

Tecnicamente parlando, proprio quest’ultima scelta è quella che fa più discutere. Il nuovo molo infatti, come una donna dall’equilibrio precario su un paio di tacchi, può mirarsi e rimirarsi quanto vuole nella sua pittoresca e perfetta staticità, ma deve costringersi a voltarsi dall’altra parte quando c’è da camminare.

Grandi barche, come il “Metrò del mare”, sono costrette a guardare solo da lontano quello che era il solo punto d’attracco per la zona bacolese, non potendo più attraccare causa impossibilità di manovra: troppo bella la cartolina per poter avvicinarsi senza macchiarla.

Ad onor del vero va detto che quel sistema di collegamento fra Bacoli, Pozzuoli e Napoli non aveva riscosso un grande successo in terra nostrana, il caro vecchio Bacolese d’altronde è un sentimentale e non riesce proprio a staccarsi dalla sua cara vecchia Cumana!

Metrò del Mare, le Bugie di Ermanno Schiano e Michele Massa

Eppure l'unica via di salvezza per un paese che si appresta a trasformarsi sempre più in un'isola impercorribile, erano proprio le "strade del mare". Proprio per questo fu predisposto, ed esiste tutt'ora, un pullmino che avrebbe dovuto trasportare i turisti da Marina Grande sino alle spiagge di Miseno.

Nell'agosto del 2010 il vicesindaco Michele Massa, in pompa magna ed in qualità di assessore alla Portualità, sottoscrisse un protocollo d'intesa per l'attracco del Metrò del Mare nell'approdo turistico di Marina Grande con la Regione Campania e la Guardia Costiera di Baia. Il tutto dopo un sopralluogo sul posto con rappresentanti dell'amministrazione comunale, il responsabile del Metrò del Mare, la  Locamare Baia ed il rappresentante settore “Trasporti e Collegamenti Marittimi” della Regione Campania, 

Dal comunicato stampa del periodo il sindaco, Ermanno Schiano, e il suo vice, Michele Massa, affermarono: “Questo tipo di trasporto è fondamentale al fine di favorire la fruizione turistica del territorio e  diminuire il flusso veicolare. Per la prossima estate le vie del mare saranno potenziate con altri attracchi, tra cui Baia. Si discuterà anche di questo nell'ambito di un tavolo tecnico da convocare a settembre con enti e categorie per migliorare la viabilità”.

Era il 2010 e per l'anno successivo si annunciavano, come attracchi, Marina Grande e Baia. La verità è che, giunti al 2012, del "Metrò del Mare" a Bacoli non esiste più neanche la cartellonistica.

L'Europa Finanzia, Bacoli Spreca

Ma, tecnicismi a parte, c’è qualcosa di poco tecnico e molto illogico che il Bacolese medio non riesce a vedere, non può, e non è certo colpa sua. L’assuefazione a volte gioca brutti scherzi e, volendo fare dei test a campione, sono ben pochi quelli che interrogati si accorgono che qualcosa non va.

Il lavoro non fu mai finito e ancora oggi parte della piccola piazza realizzata giace ancora sterrata e senza mattonelle, senza contare la ringhiera che è sì un’elemento decorativo, ma solo dopo aver assunto alla sua primaria funzione di garante di sicurezza.

Per di più ancora soldi vengono spesi (l’ultima determina risale al giugno di quest’anno: oltre 5000 euro in tutto) per la messa in sicurezza di zone in cui è compresa anche Marina Grande, spreco su spreco! Non sono pochi in effetti gli episodi in cui anziani signori, piccoli bambini (e diciamo la verità anche qualche adulto!) “sono caduti nella trappola del dislivello creato da un lavoro non finito”.

Detta così può sembrare una cosa artistica lo so ma, proprio come il molo “evirato” dalla bella scogliera, anche qui è solo la forma a nascondere la sostanza: sono in molti ad essere cascati con la faccia per terra!

Eppure fior fior di quattrini furono spesi all’epoca per la ristrutturazione/”riqualificazione” della zona, bastava un piccolo sforzo in più.

Ma noi, inebriati dalla bellezza del luogo e pieni di quella fiducia che solo l’estate sa dare, siamo solidali e ben consapevoli che in tali momenti di crisi ce ne sono troppi, troppo impegnati a spremere la nostra terra resa luccicante dal sole estivo come chi spreme un limone e si accontenta degli ossi, per badare a vezzi come questo.

D’altronde bisogna “battere il ferro finchè è cal…”, chi non la capirà è sin troppo avvezzo alle opere incompiute!

Domenico Mazzella
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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martedì 21 agosto 2012

"Spiaggetta Verde", A Pulirla Sono i Cittadini: Riempite 15 Buste di Spazzatura - FOTO

Da bagnanti ad operatori ecologici, i cittadini decidono di salvaguardare la "Spiaggetta Verde": raccolte una quindicina di buste di spazzatura lasciata in mare ed in spiaggia da orde di incivili privi di alcun senso civico.

Si è svolta stamattina, alla presenza di decine di bagnanti che abitualmente usufruiscono dell'incantevole insenatura pubblica di Bacoli, presso Miseno, la pulizia straordinaria della "Spiaggetta Verde". 

Sito d'inestimabile bellezza, raggiungibile  prevalentemente "via mare", frequentato quotidianamente da un notevole numero di persone giunte da ogni angolo della Provincia.

La Cittadinanza Attiva Difende il Territorio

Diversi quintali di "monezza", che da qualche giorno imbrattavano il litorale, rimossi dopo qualche ora di puro volontariato svolto prevalentamente da residenti di Bacoli.

Le buste riempite da spazzatura, oltre una quindicina, sono state poi trasportate verso l'area di Casevecchie, per poiconfluire all'interno dei capannoni dell'Avino al Fusaro, tutt'oggi utilizzati per il servizio di raccolta differenziata gestito dalla Flegrea Lavoro.

Ennesimo esempio di "cittadinanza attiva" (assolutamente lodevoli), ripetuosi anche in altre aree quest'estate in paese, che lega ulteriormente i cittadini alla propria terra, soprattutto attraverso azioni concrete promosse unicamente per la salvaguardia dell'ambiente e dell'intero territorio.

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it
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