
Adesso che siamo tecnici esperti in materia di depurazione ( http://freebacoli.blogspot.com/2009/07/alla-scoperta-del-depuratore-montese.html ) possiamo meglio raccontare un colloquio avuto il 16 luglio 2009 con l'ing. Marasco, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Monte di procida, e con l'ing. Morlando (responsabile della G.d.M.).
Potremmo addirittura accarezzare l'idea di cimentarci in un'analisi lucida e chirurgica della vasca Imhoff (usata normalmente solo per i piccoli centri e case isolate) spacciata per decenni come depuratore; vasca che lo stesso Marasco diceva poter essere "non a norma, ma mai fuori legge".
Il trattamento primario oggi, sotto stessa ammissione con annessa alzata di spalle dei responsabilili, sembra essere l'unico ad essere portato a termine. Ripetiamo. Oggi.
Fidandoci infatti delle dichiarazioni degli ingegneri, secondo le quali la crisi che ha fatto scoppiare la rabbia e l'indignazione dei montesi del primo luglio, sarebbe rientrata completamente, sottolineremmo anche come per un lasso di tempo pari a otto mesi i compiti elementari della vasca siano stati assolutamente disattesi.
In quel frangente infatti, le acque nelle vasche di disinfezione erano di un chiaro e trasparente color grigio sasso e i fanghi raggiungevano una mole tale per cui oggi si è costretti a richiedere svariati viaggi su gomma per poterli selezionare e smaltire secondo norma.
Questo perchè "i numerosi acquazzoni del periodo invernale hanno sovraccaricato e ostruito il macchinario principale, causando l'accumulo di fanghi. Questi potevano essere sversati tal quali durante una mareggiata, come normalmente accade - dice l'ing. Morlando sottolineando il suo inattaccabile codice etico - ma il nostro senso civico ci ha fatto propendere verso un accumulo dei prodotti del trattamento di prima fase, i fanghi sedimentati appunto, pur sapendo di andare incontro ad aspre critiche e contestazioni popolari"
(Si è sempre nell'ambito del "può essere non a norma ma mai fuori legge" quando si aspettano 8 mesi per risolvere una situazione di emergenza, ricordiamocelo.)
Ma andiamo avanti.
Nonostante la situazione di crisi sia oramai alle spalle, i risultati delle analisi effettuate sulle vasche di disinfezione (dove dovrebbero esserci le acque depurate e quindi limpide) "ovviamente non rispettano i parametri europei - dice Morlando - riuscendo a raggiungere solo i valori massimali che una vasca Imhoff può ottenere", mentre al solo nominarlo il trattamento secondario suscita una vivace ilarità (non ci sarebbe materialmente spazio per effettuarlo).
Sul fiore all'occhiello del depuratore poi, il condotto esterno, che portererebbe lontano dalla costa le acque reflue trattate rappresentando "la nostra unica salvezza" (cit. ing. Andrea Marasco), ci sono opinioni discordanti.
Il sindaco Francesco Paolo Iannuzzi (dichiarazioni dell'ultima conferenza dei capigruppo) afferma che "il condotto presenta delle falle a 20 metri dalla costa", Marasco invece sottolinea che non solo è tutto integro ma che il condotto arriva a 1100 mt dalla costa e 20 di profondità, mentre la G.D.M. non lo sa e "non ha modo di verificarlo, dato che servirebbero dei coloranti ma con questi anche delle autorizzazioni da parte del comune"
(ma al di là del vergognoso scarica barile qualsiasi pescatore della zona sa che in questo caso il sindaco ha maledettamente ragione..)
Diamo infine un po' di numeri.
La capienza della vasca, come ci dice un responsabile della G.D.M. è di 10L/sec; per cui può supportare le acque reflue di 4-5000 abitanti
L'ing. Marasco ci dice che Cappella e Torregaveta scaricano a Cuma (5/6000 abitanti), gli altri 7-8000 in via Giovanni da Procida. Ammette quindi un sovraccarico di 3-4000 abitanti.
Per ovviare a questa problematica spiega che dal 2002 le soluzioni prese in considerazione sono:
costruire un depuratore interrato ex novo
ammoderanare la vasca
scaricare a Cuma e usare l'attuale impianto solo per il troppo pieno, cioè in caso di emergenza.
Verrebbero create in quest'ultimo caso diverse pompe di sollevamento, una in via Giovanni da Procida, una in piazza XXVII Gennaio, l'ultima a Torregaveta, che permetterebbero di ricollegarsi a Cuma e per le quali servirebbe un finanziamento di quasi 11 milioni di euro (non ancora stanziato).
Il progetto di riserva nel caso in cui questo non venisse mai portato a termine, vedrebbe invece l'ammodernamento della vasca Imhoff.
Ma intanto Marasco minimizza e non si preoccupa, poichè sa che la colpa dell'inquinamento attuale è "a monte" (stavolta inteso in senso lato) giurando, come se si trattasse di un'invasione aliena, di aver visto con i propri occhi una macchia marrone arrivare da Cuma..
Alessandra Sagliocchi
A&J

Grazie Marasco. Ti ringrazio per la tua immensa competenza!
RispondiEliminaLe competenze dell'Ing.Marasco e di quelle dell'Ing.Morlando si sommano a quelle degli Ing.ri di Cuma.
RispondiEliminaGrazie a queste straordinarie competenze di gente abituata solo a scaldare sedie e poltrone che ci ritroviamo con la merda al collo.
saranno tutto , fuorche' ingegneri. Farabutti e mangioni. Ma non si vergognano . Fossi io camminerei con la testa bassa , invece loro manco per l'anima.
RispondiEliminaDico agli ingegneri che sarebbe l'ora di fare i bagagli dal comune. L'avete gia' spennato abbastanza. Penso che non c'e' piu trippa x gatti
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