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Il Depuratore di Cuma Non Funziona: I Cittadini Devono Essere Rimborsati!

Freebacoli: Il Depuratore di Cuma Non Funziona: I Cittadini Devono Essere Rimborsati!

martedì 10 gennaio 2012

Il Depuratore di Cuma Non Funziona: I Cittadini Devono Essere Rimborsati!

“Invito il Comune di Bacoli a restituire tutte le somme illegittimamente richieste ed incassate, a far data dall’anno 2002 ad oggi, a titolo di corrispettivo per il servizio di depurazione delle acque reflue, mai reso;”

E’ questa la sintesi del pensiero dell’Avv. Giacomo Perreca che traspare dal documento con il quale ha deciso di mettere in mora il Comune di Bacoli, contestando l’indebita richiesta ai cittadini da parte dell’ente di somme relative al servizio di depurazione delle acque reflue, servizio in realtà mai reso visto l’ ormai ultra decennale  mal funzionamento del depuratore di Cuma.

L’analisi della bolletta dell’acqua: i cittadini pagano per la depurazione delle acque

 Il contratto per il servizio idrico integrato prevede, a fronte del pagamento di tre distinte quote di tariffa poste a carico dell’utente e versate al Comune di Bacoli, quale unico legittimato alla riscossione, tre distinte prestazioni a carico della controparte, ossia quella relativa alla fornitura idrica, alla canalizzazione ed al trasporto dei reflui urbani al recapito finale (fognatura) ed alla depurazione dei medesimi reflui a mezzo dell’impianto esistente in località Cuma;”
Non si tratta dunque di una tassa ( di natura legale) che i cittadini sono obbligati a pagare ( come ad esempio l’Ici,  la tassa scolastica, la tassa per l'occupazione di spazi pubblici ecc..) ma di un tariffa ( di natura contrattuale) versata dall'utente per la fruizione di determinato servizio pubblico ( altri esempi sono il trasporto ferroviario, il servizio postale e telefonico, le forniture dei gas ecc..)
Insomma i cittadini pagano e il Comune dovrebbe di conseguenza fornire un servizio.

Il depuratore di Cuma non funziona : non c’è depurazione

 Conseguenza logica del fatto che i cittadini pagano per un servizio è che se tale servizio non è reso si ha diritto al rimborso. Immaginate cosa accade se una volta pagato il biglietto del treno questo non parte? Cosa fate? Chiedete ovviamente il rimborso del biglietto.
Più volte dalle pagine di questo blog abbiamo denunciato come l’impianto di Cuma non abbia mai espletato completamente la funzione per la quale negli anni ’70 è stato costruito. A testimoniare questo mancato funzionamento ( e di conseguenza la mancata depurazione delle acque reflue) ci sono molti atti giudiziari ( si veda la sentenza del Tribunale penale di Napoli del 19.3.2009, o l’attività di indagine aperta dalla Procura della Repubblica  che ha portato nel gennaio 2011 a numerosi illustri arresti, tra cui il Responsabile della gestione acque per i depuratori della Regione Campania e dirigente della Protezione civile., ma anche atti ufficiali della regione ( come ad esempio la diffida ad adempiere del 13.9.2010 alla Hydrogest affinché apportasse i lavori necessari a rendere adeguato il sito , lavori mai eseguiti) o dichiarazioni ufficiali dei vertici regionali (come il  Presidente della Commissione Regionale sulle bonifiche, On. le Antonio Amato il quale, dopo aver eseguito, un sopralluogo presso l’impianto di depurazione, e verificato le analisi eseguite nel corso dell’anno 2011 sulle acque di scarico dell’impianto, in un comunicato stampa del 10.10.11 così dichiarava: “Acqua contaminata da escherichia coli fino a 150 volte oltre i limiti previsti, sforamenti di azoto ammoniacale, di COD e di BOD. Esaminando i dati delle analisi del 2011 del depuratore di Cuma si ha una fotografia allarmante….”
Per i cittadini quindi oltre al danno anche la beffa.

L’azione collettiva: circa 800 euro a famiglia 

Già nel 2000 l’avvocato Perreca aveva portato avanti circa mille cause nei confronti del Comune di Bacoli poiché l’ente comunale chiedeva ai cittadini somme per il trasporto e la depurazione delle acque reflue che però venivano poi sversate nel lago Miseno. Allora i magistrati accertarono non dovute le somme richieste dall'ente comunale, cosi i cittadini non pagarono i canoni delle acque reflue dal 1988 al 2000.
La nuova azione promossa dall’ Avv. Perreca mira a chiedere dunque non solo che i cittadini non paghino più per un servizio mai reso , ma che inoltre vengano rimborsati per le somme introitate in modo illecito dal comune negli ultimi dieci anni con relativa rivalutazione e interessi.
A supportare la sua tesi l’avvocato cita una  sentenza della Corte Costituzionale (n. 335 del 2008) nella quale la Corte aveva dichiarato l’illegittimità della norma che prevedeva che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Secondo la Corte infatti “la tariffa del servizio idrico integrato si configuri in tutte le sue componenti, come corrispettivo di una prestazione commerciale complessa, il quale, trova fonte, non in un atto autoritativo direttamente incidente sul patrimonio dell’utente, bensì nel contratto di utenza. E la connessione di tali componenti è evidenziata, in particolare dal fatto che, a fronte del pagamento della tariffa, l’utente riceve un complesso di prestazioni consistenti, sia nella somministrazione della risorsa idrica, sia nella fornitura dei servizi di fognatura e depurazione.”

Chi non riceve un servizio non è tenuto a pagare.

Marco di Meo
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it


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2 Commenti:

Alle 11 gennaio 2012 13:14 , Anonymous Ospite ha detto...

Ciro Ceneri ‎....questa
potrebbe essere una svolta per fare "GIUSTIZIA" per tutti gli "ABUSI
COMMESSI DALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI".....e sarebbe pure ora di
punire i diretti responsabili radiandoli a vita dall'amministrazione
pubblica.....è tempo di usare la meritocrazia per le cariche pubbliche.

 
Alle 11 gennaio 2012 19:20 , Anonymous Vincenzo Pugliese ha detto...

Interessante, come si procede per la class Action?
chiunque risiede nell'area flegrea puo inviare la domanda o solo i cittadini bacolesi?

 

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