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Maltempo, A Bacoli "Saltano" i Tombini: Il Pericolo Corre sulla Strada - FOTO

Freebacoli: Maltempo, A Bacoli "Saltano" i Tombini: Il Pericolo Corre sulla Strada - FOTO

sabato 27 ottobre 2012

Maltempo, A Bacoli "Saltano" i Tombini: Il Pericolo Corre sulla Strada - FOTO

Sono bastate solo un paio d'ore di pioggia battente per trasformare l' intera Bacoli in un alternarsi di fiumi e piscine di melma nauseante. Ieri notte abbiamo assistito a quella che forse è stata la vera inaugurazione della stagione "Grandi Piogge" in territorio nostrano. Gli enti meteo questa volta avevano ragione ed hanno giustamente previsto quello che anche in queste ore continua a caratterizzare l'area flegrea: nuvole minacciose, forti raffiche di vento e temporali diffusi in tutta la Campania.

Ma questa volta non vogliamo soffermarci su un fattore che oramai è divenuto caratteristica peculiare della nostra cittadina. A Bacoli e dintorni, oramai, sono più che palesi gli effetti che eventi temporaleschi simili ( seppur minimi ) sono capaci di apportare alle strade locali. Come più volte documentato dai nostri articoli infatti, la manutenzione di graticole e caditoie, condutture fognarie, tombini, canali di raccolta delle acque piovane è pressocchè inesistente ( fatta eccezione per qualche singolo episodio sporadico ) e questo comporta, ovviamente, le conseguenze che tutti conosciamo e che si ripresentano ogni qual volta si verifica un temporale.

Fogne in Strada: I Tombini Diventano Geyser


Fattori ancor più sconcertanti se si pensa che in una località balneare e ricca di laghi come la nostra, dovrebbe risultare leggermente più semplice, per l' amministrazione locale, riuscire a gestire il fenomeno senza che questo crei puntualmente notevoli disagi per la popolazione, quali ad esempio, il blocco temporaneo di alcune arterie stradali che rappresentano sia collegamenti fondamentali tra le varie frazioni cittadine che punti di accesso per gli eventuali mezzi di soccorso. E invece sembra che la politica faccia orecchio da mercante, preferendo non affrontare la difficile problematica in questione e quanto "immortalato" in foto, ne è la prova inconfutabile.

Questa volta però, vogliamo raccontarvi, di un gruppo di giovani cittadini di Bacoli, che oltre ad aver realizzato le riprese video che potete ammirare in serata, hanno deciso di compiere una buona - seppur imprudente - azione di volontariato. Nel bel mezzo di un "tour" alla riscoperta di fonti zampillanti di acqua sorgiva e cristallina, i ragazzi in questione hanno avuto modo di notare che in via Giulio Cesare, e precisamente nella curva vicino alla Stazione Cumana del Fusaro, vi era un tombino rovinosamente spalancato che, oltre a vomitare litri e litri di "voigiàsapetecosa", rappresentava un grave pericolo per gli automobilisti passanti, i quali, considerata la scarsa illuminazione stradale e la poca visibilità causata dalla pioggia battente, avrebbero potuto finirci dentro.

Il Pericolo è Dietro l'Angolo
: Politica Umiliata dal Maltempo


Il "buon senso comune" avrebbe loro suggerito, forse, di contattare le Forze dell' Ordine, ma sia la tarda ora ( erano le 23 passate ) e vista la lunga tempistica che gli agenti avrebbero impiegato nell' arrivare sul posto ( semmai i giovani fossero stati così fortunati di ricevere risposta da qualcuno ) i ragazzi, hanno deciso di spostare una transenna metallica inutilizzata e posizionata su un marciapiedi di viale Vanvitelli, trasportandola letteralmente "a mano" con le braccia fuori dai finestrini dell' auto. Una volta tornati sul posto, con qualche energica manovra ed uno spiacevole "bagno di mezzanotte" i giovani cittadini, hanno posizionato la transenna davanti al tombino, ben in vista cosicchè da scongiurare ogni possibile incidente, o quantomeno segnalare ai passanti la presenza di tale pericolo.

In definitiva, satira a parte, ogni anno e puntualmente in inverno, capita di assistere a questi fatiscenti fenomeni che si commentano da soli. E' mai possibile - ci chiediamo - che l' amministrazione Comunale non riesca a fare nulla di concreto - piccoli rattoppi a parte - per risolvere una buona volta ( e per tutte ) la problematica degli allagamenti? E' mai possibile che a Bacoli, ogni qual volta piova anche solo per 2 ore, il paese debba trasformarsi così squallidamente in una cloaca a cielo aperto? 

Negli ultimi tempi si parla molto di bradisismo, fenomeni vulcanici, geologia e "quant'altro", ma se lo Staff di Governo non è in grado neppure di affrontare un simile problema, che rientra, tra l'altro, tra gli interventi di ordinaria amministrazione comunale cosa dovremmo aspettarci, malauguratamente ci capitasse qualcosa di più serio?

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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14 Commenti:

Alle 27 ottobre 2012 13:38 , Anonymous Anonimo ha detto...

Michele Carannante
e il comune???che fa??..dorme??

 
Alle 27 ottobre 2012 14:26 , Anonymous Anonimo ha detto...

Rosa Coppola Lichtsteiner
Fuori da noi,difronte la villa comunale,è sempre tutto allagato.l'acqua supera i marciapiedi ed entra nei portoni.
siamo stati 2 volte vittime della pioggia e di allagamenti e il comune non ha ancora preso provvedimenti

 
Alle 27 ottobre 2012 14:26 , Anonymous Anonimo ha detto...

Michele Carannante
e nn li prendera mai..

 
Alle 27 ottobre 2012 14:33 , Anonymous Anonimo ha detto...

Gennaro Cefaliello
“Bacoli” Devi attraversare il fiume prima di dire al coccodrillo che ha un cattivo alito. La pazienza è la virtù del somaro.

 
Alle 27 ottobre 2012 15:15 , Anonymous Anonimo ha detto...

Anna Infantino
e u comun rorm

 
Alle 27 ottobre 2012 15:49 , Anonymous Anonimo ha detto...

basta un pò di preventiva manutenzione. solo questo. pulire e liberare da detriti e fogliame serrette e chiusini. tra comune, flegrea lavoro e lsu quanti dirigenti e i lavoratori ci sono? nessuno può farlo?

 
Alle 27 ottobre 2012 16:01 , Anonymous Michael Amirans ha detto...

Niente di nuovo ...

 
Alle 27 ottobre 2012 16:05 , Anonymous Antonio Carannante ha detto...

E al Comune continuano a dire che " l'acq è poc e a paper nù gallegg "

 
Alle 27 ottobre 2012 18:30 , Anonymous Anonimo ha detto...

Chist' e o' paese do soleeeeeee!!!!

 
Alle 27 ottobre 2012 20:06 , Anonymous Anonimo ha detto...

I "vecchi" dicevano che Bacoli era u' ventr ra' vacca! Se questo e' il paradiso l'inferno cos'è??

 
Alle 28 ottobre 2012 08:34 , Anonymous Anonimo ha detto...

mio padre racconta molto spesso che un tempo abbastanza lontano al comune c'erano solo due persone che riuscivano atenere puliti tutti i tombini di bacoli,e il paese non si allagava mai.
ora ci sono molti operai che (dovrebbero) lavorare alle dipendenze del comune , cioe'di tutti i cittadini ma per volonta' mancante loro o dei dirigenti non fanno un c...o.
I.F.

 
Alle 28 ottobre 2012 13:07 , Anonymous domenico julius ha detto...

il problema è che loro puliscono i tombini,ma no I TUBI! quindi non si risolve niente visto che i tubi sono in gran parte otturati

 
Alle 28 ottobre 2012 19:13 , Anonymous Anonimo ha detto...

il sindaco con tutti quelli che gli stanno intorno..............aspettano CHE TORNI IL BEL TEMPO hihihihihi.

 
Alle 31 ottobre 2012 10:09 , Anonymous Anonimo ha detto...

questo articolo potreste girarlo al Sindaco del Comune di Bacoli dove ci sono troppi generali e pochi soldati che puliscono i tombini...

Articolo del Corriere della sera

Enzo, il primo licenziato del pubblico: “Geometra, non servi più”
di Claudio Del Frate
In 34 anni di onesto lavoro il geometra Enzo Cirrincione a tutto pensava fuorché stabilire un record e diventare famoso suo malgrado: è infatti il primo dipendente pubblico in Italia a essere licenziato perché in esubero. Come un metalmeccanico, come un dipendente di una azienda privata.
Il comune di Carnago (provincia di Varese, 6.400 abitanti, famoso ai più perché ospita il centro sportivo di Milanello), ha deciso di congedare Cirrincione, geometra del suo ufficio tecnico, approfittando di quanto prevede la recente legge di stabilità.
Il provvedimento da un lato farà esultare quanti ritengono che il «posto fisso» nella pubblica amministrazione sia ormai un privilegio insostenibile, dall’altro apre una battaglia giudiziaria perché i sindacati confederali (Cgil e Cisl nella fattispecie) hanno già annunciato il ricorso al giudice.
Sposato, 52 anni, al municipio di Carnago dal 2001, Cirrincione dal punto di vista strettamente giuridico è stato messo in mobilità: per 24 mesi prenderà comunque l’80% del suo stipendio ma se entro due anni non avrà trovato posto nella pubblica amministrazione decadrà dal suo posto di lavoro.
«Dunque per noi è una cosa ben diversa da un licenziamento in tronco»: così il sindaco di Carnago, Maurizio Andreoli, alla guida di un’amministrazione di centrosinistra, difende la sua scelta. Che però ha bisogno di qualche spiegazione in più: «La nuova legge di stabilità — ecco le parole del primo cittadino — consente ai comuni di fare una ricognizione sulla pianta organica e verificare se c’è del personale di troppo. Così è stato nel caso del geometra, nei confronti del quale non abbiamo nulla di personale».
Dati alla mano, tuttavia, nel municipio di Carnago lavorano 13 persone in meno rispetto al previsto. «E’ vero, ma il nostro è come un esercito composto da troppi generali e pochi soldati: ad esempio, abbiamo quattro geometri ma solo due stradini e due vigili. Un ufficio pubblico vive ancora di rigidità assolutamente incompatibili con la qualità del servizio e invece dovrebbe assomigliare sempre di più a un’azienda privata, nei criteri di gestione del personale.
E poi l’inamovibilità del pubblico dipendente mentre ovunque ci sono licenziamenti è vissuta come un privilegio. Siamo certi della nostra correttezza, ci siamo anche consultati con la prefettura. Di sicuro si tratta di una decisione epocale, solo pochi anni fa l’ipotesi di allontanare un dipendente pubblico avrebbe provocato il finimondo».
Stavolta il finimondo non ci sarà, ma i sindacati hanno già indetto per oggi una manifestazione davanti al palazzo comunale di Carnago. Il cui vicesindaco, sia detto per inciso, è il segretario provinciale del Pd, Fabrizio Taricco: «Sono state violate tutte le norme in materia — dichiarano Gianna Moretto (Cgil) e Mauro Catella (Cisl) — e ci chiediamo a cosa serva rinunciare a un tecnico per poi pagargli comunque l’80% dello stipendio. Ma la nostra battaglia non è sul caso singolo ma perché sia garantito un trattamento corretto a tutti i lavoratori. Qui è stata presa una decisione ancora prima che siano state emanate le norme per calcolare gli esuberi della pubblica amministrazione».

 

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