Franano gli intonaci del colombario di Miliscola a seguito di una mattinata di pioggia: i loculi cimiteriali d’epoca romana si trasformano in cisterne tra acqua putrida e fanghiglia.
Cittadini residenti inviperiti si scagliano contro l’amministrazione comunale e la Soprintendenza di Napoli e Pompei: “Salvate ciò che resta della nostra storia”.
Continuano a venire giù i resti del colombario presente nella periferia di Monte di Procida, tra la frazione di Miliscola e quella di Cappella vecchia. Un bene d’inestimabile valore, recuperato nel tempo attraverso investimenti della Comunità Europea, lasciato marcire tra sterpaglie, acqua piovana ed un grosso strato di fango che, nel corso degli ultimi anni, si è andato ad accumulare proprio lì dove dovrebbe essere presente un canale per lo scorrimento delle acque piovane.
Una sorta di strettoia posta ai margini di via Lungolago, strada divisa a metà tra il comune montese e quello di Bacoli, all’interno della quale anziché scorrere acqua piovana risulta essere impantanata un’ingente quantità di terriccio sceso lì proprio dopo aver attraversato in più punti il reperto archeologico, privo di manutenzione straordinaria ed ordinaria e carente di qualsiasi tipo di accessorio funzionale quale, ad esempio, un’apposita cartellonistica che ne indichi la storia.
Comune e Soprintendenza Distruggono la Storia ed il Turismo
Struttura sporgente ed ancora visibile, che risulta essere soltanto una misera sezione dell’intero complesso funerario in gran parte non visitabile ed in alcuni punti addirittura coperto da cemento ed asfalto, contraddistinta dalla presenza di tipiche arcate e volte le quali, senza alcun ombra di dubbio, la collegano ad altri tipi di colombari presenti in terra flegrea.
Come quello presente al Fusaro, sottratto alla custodia di Legambiente, o in alcuni tratti alla più grande necropoli riportata alla luce pochi anni fa e posta immediatamente sotto la piazza di Cappella vecchia.
Ma questo di via Lungolago è, al momento, quello maggiormente deteriorato dall’incuria amministrativa e degli organi preposti alla tutela ed alla salvaguardia del patrimonio archeologico italiano.
Bisogna Ripulire il canale e Dare Dignità Ad un Bene Archeologico d’Inestimabile Valore
Posto a soli pochi passi dalle rive del lago Miseno e dalle pompe di sollevamento di Miliscola, manifesta un evidente stato d’abbandono figlio di quel degrado in cui verte l’intero patrimonio archeologico dell’area flegrea. E l’incuria si palesa soprattutto durante le giornate di maltempo: quando, dopo pochi minuti di pioggia, le incavature della struttura si trasformano in vere e proprie piscine di fango in cui galleggiano sterpaglie e spazzatura, alimentando in tal modo la presenza di crepe e di distaccamenti di intonaci d’inestimabile valore.
“Questa zona da decenni verte in tali condizioni. Dagli uffici preposti ci dicono che non vi sono fondi per la manutenzione ordinaria ma io allora mi chiedo – asserisce un passante - come potremmo mai sfruttare tali reperti archeologici in vista di una economia locale da focalizzare solo attorno al turismo? Purtroppo, come segnalato anche da svariate trasmissioni televisive ed organi di stampa, questa città è ricca di episodi del genere”.
E intanto mentre i cittadini ripuliscono l’area, ricordando gli allagamenti già verificatesi nel mese di aprile (Clicca Qui), l’amministrazione Iannuzzi continua a dimenticare i beni archeologici del proprio territorio.
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it


Servizio ineccepibile in ogni suo contenuto spero otterrete quello che anche noi sosteniamo da anni una maggiore attenzione da parte dell'amministrazione comunale e da parte della sovrintendenza e soprtattutto anke nel caso venga ripristinato il vecchio canale una maggiore cura da parte degli enti presupposti a tenere pulita il piu possibile il sito.
RispondiEliminaGiusy Monica
RispondiEliminai comuni non hanno soldi x fare questi tipi di manutenzioni(poveri)...quelli servono x abbattere le case di prima necessità!!!VERGOGNA!!!
Mario Capuano
RispondiEliminapeccato!
un colombario con ancora stucchi intatti nonostante l'incuria di
sempre!! io l'avevo segnalato agli organi competenti gia' un anno fa, in
occasione della COSTRUZIONE DI UN CANCELLO propio in mezzo al
colombario in questione: NULLA! ma la sopraintendenza, lasciando stare i
nostri amm.ri ormai la sopraintendenza dicevo
poc'anzi sopra, DOVE STA? come mai NN INTERVIENE?La salvaguardia dei
nostri siti archeologici E' DI LORO PERTINENZA!!In quanto al comune di
monte di procida, probabilmente nn sanno nemmeno dell'esistenza di
questo sito; e quindi lasciano correre....quello di bacoli poi, nn ne
parliamo proprio!!!