Un pomeriggio di gala per dimenticare “le giornate buie” che hanno contraddistinto gli ultimi mesi dell’anno che va, ed inaugurare la rinnovata Aula Magna della scuola media Paolo di Tarso: riapre uno spazio dedicato alla socializzazione ed al confronto.
Ha finalmente sortito i primi risultati positivi l’attività di pressing messa in campo da anni dal mondo dell’associazionismo bacolese, ed in particolar modo delle numerose realtà teatrali, che è riuscito nell’intento di riportare almeno per un giorno l’attenzione politico-istituzionale sui bisogni della collettività e sull’urgente necessità di uno spazio di ritrovo per tutti coloro che da tempo cercano, spesso attraverso mero volontariato, di risollevare le sorti di una città allo sfascio.
Forze sane e partecipi la cui “spinta motrice” era stata manifestata soltanto qualche mese fa attraverso un apposito video amatoriale girato a due passi dai cancelli d’ingresso del complesso abbandonato riconosciuto con il nominativo di “Cinque Lenze”. Lì, giovani d’età e di spirito, utilizzando un semplice microfono avevano deciso di raccontare le proprie esperienze, invogliando l’amministrazione comunale ad impegnarsi verso la creazione di una vera e propria cittadella della cultura in un paese le cui fondamenta (spesso trascurate nell’incuria) sono indubbiamente intrise sin al midollo di Storia, “Otium” ed Arte.
L’Aula Magna della Paolo di Tarso: Un Primo Passo in Avanti
Una scommessa, ad oggi non ancora vinta, che ieri pomeriggio ha partorito il primo tiepido raggio di luce attraverso l’inaugurazione ufficiale della storica Aula Magna della Paolo di Tarso, tra i plessi scolastici più noti, frequentati ed antichi dell’intero territorio flegreo. ![]()
Nulla a che vedere con un teatro o con alcun tipo di sala teatrale. Uno spazio al chiuso, sito in un’area carente di parcheggi e non facilmente raggiungibile, munito di duecento sedie di plastica e di un esiguo palco in parquet ricoperto da una struttura movibile, peraltro poco visibile da chi è seduto nelle retrovie. Un inizio stentato, niente più. Ma ciononostante un primo passo in avanti.
E, si badi bene, l’esile tentativo di cambiamento non è in alcun modo da individuarsi nell’evento mondano di fine anno. Lo stentato ottimismo, che rasserena gli animi di chi ha intrapreso la battaglia verso il recupero di una “coscienza civica” collettiva, non scaturisce dalle battute del buon Vincenzo Salemme, dalle dichiarazioni istituzionali, dalla massiccia presenza popolare (peraltro limitata da una non condivisibile procedura “ad inviti” che include “gli amici” e dimentica i reali proprietari del bene pubblico locale) o dalla benedizione ecclesiastica accompagnata da canti e balli in allegria.
La Voglia di Nominare la Parola “Teatro”
Tutto ciò non ha fatto altro che da contorno alla vera novità della giornata: la voglia di ricominciare a frequentare un teatro. La spassionata volontà di citarlo, nominarlo, viverlo intensamente. Il brivido che si prova quantomeno nell’immaginarlo.
E lì, tutta lì, la novità. E’ puramente in quel processo mentale di riavvicinamento ad uno spazio di socializzazione e confronto che è da ritrovare il successo dello sconfinato mondo del volontariato, dell’attivismo. Di quello libero da catene e vincoli e di quell’altro che, meno fiducioso nel domani, ha tirato i remi in barca affidandosi alle benevolenze di qualche Mecenate amministrativo.
La Nostra Proposta: Le “Cinque Lenze” Come Cittadella della Cultura
Per questo, ora più che mai, è necessario non allentare la presa ma anzi incrementare forze ed entusiasmo per vincere la battaglia che caratterizza la stessa storia del Comune flegreo: riconquistare le Cinque Lenze, riappropriarsi del Centro Ittico Campano, vivere intensamente la propria terra.
Farlo nel minor tempo possibile e, restando confinati all’aspetto socio-culturale, avere il coraggio politico di stracciare i vincoli della soffocante clientela, sfuggendo così alla logica di branco, destinando almeno uno solo dei sei capannoni abbandonati siti presso la pista ciclabile del lago Miseno per farne un teatro, un cineforum, uno spazio dove consolidare il presente e progettare il futuro.
Si abbia perciò la voglia, così come promesso (e mai mantenuto) venti mesi fa in Consiglio Comunale dalla maggioranza e dallo stesso sindaco Ermanno Schiano, di portare in assise il tema “Cinque Lenze” per votare un atto d’indirizzo che sancisca così la definitiva vittoria di chi da mezzo secolo resta ancorato alla propria terra natia con la velata speranza di uno slancio di rinnovamento.
Bacoli, se è la gente a muoversi, può ancora risorgere.
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it




Lina Maresca
RispondiEliminabisogna risparmiare x investire sulle scuole perchè il futuro sicombatte con il sapere ela conoscenza"claudio scamardella"
Claudio Scamardella e Vincenzo, nelle conclusioni hanno fatto gli interventi più interessanti di tutto l'evento.
RispondiEliminaal termine del breve pistolotto di claudio scamardella, ermanno il venditore di scuole livido in volto è rimasto impietrito...geppino e la sua costola assessore monica carannante, invece hanno applaudito...non hanno capito l'antifona !!!
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