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Freebacoli

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lunedì 13 giugno 2011

REFERENDUM 2011, STRACCIAQUORUM – L’Italia Supera il Quorum. Bacoli al 57,3%, Monte di Procida al 51,8%

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ORE 16:40 – LA PERCENTUALE DEI VONTANTI IN ITALIA è DEL 57% – Il 94% ha votato per il Sì

ORE 15:50 – DATI UFFICIALI – BACOLI ARRIVA AL 57,3% – Straordinario a Bacoli. Non solo si è superato il quorum a Bacoli ma addirittura lo si è stracciato. Uno Straccia-Quorum sensazionale in terra flegrea. A Bacoli si è superato addirittura il 57%. Il dato è del 57,3% che al momento rispecchia a pieno il dato nazionale.  

ORE 15:40 - DATI UFFICIALI – MONTE DI PROCIDA ARRIVA AL 51,82% – Incredibile scalata a Monte di Procida. La percentuale ufficiale dell’elettorato andato alle urne è del 51,82%. Superato il quorum anche a Monte di Procida! (Dati Ufficiali del Ministero)

ORE15:28 – 1820 COMUNI SU 8000 IN ITALIA. PERCENTUALE AL 56%

ORE 15:17 – 600 COMUNI SU 8000 IN ITALIA. PERCENTUALE AL 55% – Le percentuali aumentano di minuto in minuto

ORE 15:10 – 100 COMUNI SU 8000 IN ITALIA. PERCENTUALE AL 52%

ORE 15:07 – PRIME PERCENTUALI NAZIONALI. SI SUPERA IL 57% – Sono dati irrisori ma rappresentano le prime indicazioni. Su 10 Comuni italiani visionati, sul totale di più di 8000, si è sopra il 57%.

ORE 15:01 – INDISCREZIONI DA BACOLI. UNA SEZIONE SOPRA IL 60% – A Bacoli, presso il plesso della Marconi, una sezione sarebbe riuscita a superare addirittura il 60%. Altissime le percentuali anche in via Guardascione in cui il 60% è stato sfiorato.

ORE 15:00 – CHIUSI I SEGGI – Adesso si attendono i risultati definitivi delle affluenze.

ORE 14:40 – MONTE DI PROCIDA CENTRO AD UN PASSO DAL QUORUM – Presso le sezioni del centro di Monte di Procida c’è stata e c’è una buona affluenza. alla sezione 2 si è ampiamente superato il 50%, mentre alla sezione 6 mancano soltanto 30 voti per superare il quorum. Mancano pochi minuti alla chiusura delle urne.

ORE 14:30 – BELLAVISTA VOLA. UNA SEZIONE AL 62% – Boom di preferenze alla scuola elementare di via Bellavista. Alla sezione 20 si è al 53%, alla 22 si è giunti 55% e alla 3 addirittura si supera il 62%. I dati sono aggiornati a mezz’ora dalla chiusura.

ORE 14:15 – CAPPELLA VECCHIA AL 40% – La frazione montese di Cappella, secondo una rilevazione delle 14:00, avrebbe portato alle urne il 40% di elettori. Manca ancora un po' alla chiusura delle urne e dalla periferia di Monte di Procida i dati potrebbero aumentare.

ORE 13:50 – A BACOLI CENTRO SI SFIORA IL 59% – Strabilianti le cifre che giungono, ad un’ora dalla chiusura dei seggi, dal plesso di via Guardascione nel cuore di Bacoli. Alla sezione 25 c’è il 58,5%, alla 5 il 56% alla 15 il 57% mentre alla 23 si arriva al 58%. I seggi si chiuderanno alle 15:00.

ORE 13:27 – LE PERCETUALI DA BAIA SANNO DI STRACCIA-QUORUM – Baia alle 13:25 è già al 53% e non ferma la sua inarrestabile ascesa. Un boom di votanti soprattutto quest’oggi. Alle due sezioni nella frazione baiese il quorum è stato largamente superato e la percentuale è del 53%. Manca ancora più di un’ora alla chiusura dei seggi.  

ORE 13:15 – CUMA OLTRE IL 53%. SOLO ALLA SEZIONE 10 MANCA IL QUORUM – Anche a Cuma si è quasi allo StracciaQuorum. I quattro seggi presenti superano quasi tutti la soglia referendaria. All’ultimo rilevamento delle 13:00 i dati sono più che positivi. Al seggio 26 si è al 54%, al 14 si giunge sino al 55%, al 6 si supera il 51% mentre al 10 si arriva al 44%. Solo qui manca la soglia tanto agognata. Per la cronaca il seggio n.10 (che raggruppa i cittadini dello Scalandrone) è battezzato alle cronache elettorali come il “Seggio di Geppino”. E’ qui infatti che il re della preferenza bacolese (mister 680 voti) ha ottenuto nel corso delle ultime elezioni il maggior numero di voti, monopolizzando quasi l’intero scrutinio con percentuali bulgare a suo favore. Manca ancora un’ora e mezza per battere anche qui il quorum. La soglia non è troppo lontana.

ORE 13:00 – LA GALOPPATA INFINITA. IN VIA GUARDASCIONE UN ALTRO STRACCIA-QUORUM – Dopo le 5 sezioni della Marconi anche alle materne di via Guardascione le 4 sezioni presenti superano e stracciano il limite del quorum. Alla 15, 2, 23 e 25 gli elettori sono stati più del 50%. In una tra queste sezioni si sente area da 60%. A Bacoli centro quindi su 9 sezioni, tutte hanno superato il limite. Mancano poco meno di due ore e il flusso non si arresta.

ORE 12:52 – EN PLEIN AL CENTRO DI BACOLI – Alla scuola Guglielmo Marconi il quorum è stato superato in 5 sezioni su 5. Mancano ancora due ore e il 50% è cosa fatta. Situazione similare anche alla materna di via Guardascione. In alcune sezioni di bacoli si vira addirittura verso il 60%. Semplicemente straordinario.

ORE 12:30 – DALLA “MARCONI” SFONDATO IL QUORUM. ALLA SEZIONE 4 MANCANO ALTRI 9 VOTI -  Dal plesso Marconi sfondato il limite del quorum. Alle ore 12:00 alla Sezione 1 aveva votato il 53 %, alla  sezione 18 si è sopra il 57 %, alla sezione 24 si raggiunge il 54 % . Ultimo sforzo invece per la sezione 4: mancano soltanto 9 voti per superare la soglia del Quorum.

ORE 12:20 – STRACCIA-QUORUM. FILE AI SEGGI DI CAPPELLA – File di persone ai seggi di Cappella su viale Olimpico. Aumenta ancora la percentuale di votanti che va oltre il 50%. Mancano ancora più di due ore e non si arresta l’ondata di elettori.

ORE 11:55 – TORREGAVETA E CAPPELLA VERSO E OLTRE IL 50% – Ai rilievi delle ore 11:00 è stato ampiamente superato il quorum sia a Torregaveta che a Cappella. Alla 13 (Torregaveta) ed alla 17 (Cappella) si è sopra il 50%, mentre la 16 e la 19 sono sul 55 % . La Periferia tira.

ORE 11:45 – BATTIQUORUM A BACOLI. UNA SEZIONE è AL 56%. TANTE SOPRA IL 50%. Altre cinque sezioni sopra il quorum a Bacoli centro. Al plesso di piazza Marconi, nel centro nevralgico della città, è straordinario il dato che alle 11:40 si registra in più di qualche seggio. Alla n. 4 si è al 49%, alla 18 si supera il 56%, alla 24 il dato è del 52%, alla sezione n. 7 il 51% e alla 1 si raggiunge il 53%. mancano ancora tre ore alla chiusura dei seggi.

ORE 11:25 – A BACOLI CENTRO MOLTE SEZIONI SOPRA IL 50% – Sono almeno tre le sezioni in cui si supera ampiamente il 50% a Bacoli. Sono la 15, la 2 e la 23 di via Guardiascione ed iun cui votano i cittadini del centro di Bacoli. I dati sono aggiornati intorno alle 11:20. Alla sezione 25 il dato è al 47% e manca poco per superare quindi la quota del quorum. Dati confortanti arrivano anche da altre sezioni

ORE 11:00 – MIGLIORANO I DATI DA MONTE DI PROCIDA – Un lunedì di voto per i cittadini di Monte di Procida. L’affluenza alle urne migliora nel centro in cui, considerando le tre sezioni di Corso Garibaldi, i votanti sfiorano il 40%. Alle ore 11:00 alla sezione 1 aveva votato il 44%, alla 9 si raggiungeva il 38% mentre alla 10 ci si aggirava intorno al 36%. Un lieve miglioramento supportato anche dalla presenza di persone in fila per votare.

ORE 10:37 – CUMA, CONTINUA IL TREND POSITIVO. Arrivano i primi dati alle ore 10:00 dalle sezioni di Cuma e il dato è veramente confortante. Alla sezione 26 ha votato il 45%, alla 14 il dato ha superato il 50%, alla 6 si è al 42%, mentre alla 10 si supera il 37%. Una tra le sezioni più popolose dell’intero territorio di Bacoli in cui quindi la percentuali di votanti, a cinque ore dalla chiusura dei seggi, si assesta verso il 45%.

ORE 10:25 – CONTINUA IL DIVARIO NORD-SUD – E’ un dato storico ma va comunque rilevato. Al Sud non si vota molto. Se alle 22:00 in Emilia Romagna già ieri sera si era praticamente superato il 50%, diverso è il dato nel meridione. La Regione dove si è votato di meno, in percentuale, è la Calabria dove ci si ferma al 33%. Non sorride la Campania che non arriva al 35%.

ORE 10:20 – I NUMERI FANNO BEN SPERARE - Nel 2006 al Referendum Costituzionale alle 22 c'era il 35%: a urne chiuse il 52,5%. Ieri alle 22:00 il dato era al 41%. Dal 1974, il quorum alle 15 del lunedì è scattato solo quando l’affluenza dei votanti aveva superato il 10% alle 12 della domenica (con tre eccezioni nell’87, nel ’91 e nel ’93) e aveva scavallato la soglia di sicurezza del 45% la domenica sera. Il quorum dunque è possibile, almeno stando ai calcoli degli esperti di statistica.

ORE 10:05 – FILE AI SEGGI DI BACOLI. SUPERATO IL 42% NEL CENTRO – Sale il numero d votanti a Bacoli. Nelle periferie del centro del paese iniziano ad intravedersi anche delle file di persone in attesa di votare. Alle sezioni di via Guardascione si è superato il 42% e la cifra è destinata a salire. Bacoli alle 22:00 era giunta al 37%.

ORE 9:45 – IL CENTRO MONTESE TRA I PEGGIORI D’ITALIA – Se le periferie reggono, anche Torregaveta alle 22:00 era al 34%, male, anzi malissimo, il centro del paese che fa registrare picchi negativi tra i peggiori dell’intera penisola. A Corso Garibaldi, nel cuori pulsante del paese, alle 22:00, una sezione non superava il 25%.

ORE 9:00 – BOOM DI ELETTORI A CAPPELLA – Sorprendete dato giunge da Cappella, lato Monte di Procida. Se il centro montese non raggiunge neanche il 32%, la periferia si stabilizza su parametri non troppo dissimili da quelli nazionali. A Cappella una sezione ha raggiunto addirittura, alle 22:00, il 39% e straccia di gran lunga diverse sezioni di Corso Garibaldi ferme al 28% di preferenze.

ORE 8:50 - MONTE DI PROCIDA PORTA 3500 PERSONE ALLE URNE - Alle urne, stando ai dati delle ore 12:00, si è recato poco più del 31% dei montesi. In numeri la soglia supera le 3500 unità su circa 11mila aventi diritto. Le percentuali più basse nel centro del paese.

ORE  8:30 - DATI UFFICIALI DAL COMUNE DI BACOLI - Con circa il 37% di votanti il Comune di Bacoli ha portato alle urne 7.986 persone. Gli aventi diritto sono 21.883. I dati sono aggiornati alle 22:00.

ORE 7:00 - RIAPERTI I SEGGI - Le urne resteranno aperte sino alle ore 15:00. Per raggiungere il quorum mancano, su scala nazionale, poco poù di cinque milioni di elettori. Ieri, in percentuale, il dato ha superato il 41%.

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ORE 23:25 - CAMPANIA AL 35%. AVELLINO LA PROVINCIA IN CUI SI è VOTATO DI PIù - Tra le Province campane è Avellino quella in cui si è votato di più. Con il 37% stacca Caserta, Benevento e Napoli al 33,5%. Salerno è giunta, alle 22:00, al 35%.

ORE 23:10 - BACOLI RESTA CAPOFILA DEI COMUNI FLEGREI - Con il 37,4% Bacoli resta alla testa dei Comuni flegrei per la percentuale di votanti. Monte di Procida è fanalino di coda al 31% mentre Pozzuoli e Quarto si asestano sul 34%.

ORE 22:43 - MONTE DI PROCIDA AL 31,45%. FLOP ELETTORALE - Il più piccolo dei paesi flegrei alle 22:00 si stabilizza al 31,45%, Ben dieci punti percentuali al di sotto della media nazionale e sotto anche a quella provinciale che si stabilizza al 35%. Anche la media regionale è del 35%.

ORE 22:40 - IN ITALIA MANCANO 1000 COMUNI ALL'APPELLO. SI RAGGIUNGE IL 41% - L'Italia galoppa verso il quorum e supera ampiamente il 40% alle 22:00. Manca ancora poco al dato definitivo e la penisola tricolore si stabilizza al 41%.

ORE 22:34 - IL DATO UFFICIALE DA BACOLI - Il Comune di Bacoli raggiunge alla ore 22:00 una percentuale di voto superiore al 37,4%. La media provinciale si stabilizza al di sotto del 35%.

ORE 22:15 - STRAORDINARIO. A CUMA UN SEGGIO SUPERA IL 50% - Straordinario a Bacoli. Incredibili i dati che giungono dalle sezioni di Cuma presso la scuola elementaredi via Cuma. Alla chiusura dei seggi ben due seggi raggiungono il 40%, un seggio al 36%, un altro si assesta sul 40% e addirittura una sezione si assesta sul 50%. Boom di elettori nella frazione di Bacoli.

ORE 22:00 - I PRIMI DATI DA BACOLI E DALL'ITALIA - E' cominciato il conto alla rovescia per contare il numero degli elettori che alle 22:00 sono giunti alle urne. In Italia, presi in considerazione soltanto 100 Comuni su 8000, si è al 38%. Dati certi invece giungono da alcuni seggi di Bacoli. Nel entro le percentuali sono positive. In via Guardascione i seggi fanno registrare cifre discrete ed ottime. La 2 con il 33%, la 15 è giunta al 37%, alla 25 è giunto il 35,4% mentre alla 23 è addirittura stato superato il 38%.

ORE 20:30 - ANCORA VUOTI I SEGGI DI MONTE DI PROCIDA - Nonostante machi poco alla chiusura domenicale delle urne, non aumenta l'affluenza alle urne presso il piccolo Comune di Monte di Procida. Deserti i seggi nel centro della città.

ORE 21:16 - A BACOLI ALLE 19:00 HANNO VOTATO 5239 PERSONE - Per raggiungere il quorum, su scala nazionale, saranno necessari più di 25milioni di persone? Bacoli, alle 19:00, consegna alle sacche dell'elettorato attivo più di 5000 cittadini che hanno deciso di esprimere la propria opinione. E le file ai seggi aumentano di minuo in minuto

ORE 21:06 - AFFOLLATI I SEGGI DI BACOLI - Arrivano i primi dat alle ore 21:00. Presso la scuola di via Guardascione i seffio 15, 25 e 2 sono tutti arrivati oltre il 31%. Boom per il seggio 24 in cui si raggiunge il 34%. I seggi sono affollati e manca ancora un'ora alla chiusura delle urne prima della riapertura di domani dalle 7:00 alle 15:00.

ORE 21:00 - CON LA SERA AUMENTA ANCORA LA PERCENTUALE A BACOLI - Straordinaria galoppata verso il Quorum anche a Bacoli. Nel centro del paese, alla sezione 25 in via Guardascione, si è superato alle ore 21:00 il 31% degli elettori. Buone percentuali giungono anche da altre sezioni del paese.

ORE 20:23 - IL NORD TRASCINA IL SUD ITALIA - E' abbastanza indicativo notare le differenze esistenti tra Nord e Sud Italia in tema di affluenza alle urne. Se la Campania è al 22%, la Calabria al 22%, la Basilicata al 23%, la Sicilia al 24% e la Puglia al 21%, diversa invece è la situazione al Nord dove di aggiungono cifre da capogiro. Ad esempio il trentino è al 36%, la Valle d'Aosta al 35%, la Toscana al 37%, la Liguria al 35% e l'Emilia al 39%. Numerose le città già sopra il 40%. A Reggio Emilia si è già quasi superato il quorum.

ORE 20:15 - MONTE DI PROCIDA, LA PERIFERIA VOTA PIù DEL CENTRO - Alle ore 19:00 a Cappella, lato Monte, si registrava un'affluenza superiore al 21,5%. Scarse invece le affluenze al centro con pivvhi negativi anche del 14% (tra i peggiori d'Italia).

ORE 20:10 - MONTE DI PROCIDA REGISTRA 2165 VOTANTI - Le scarse percentuali di voto in paese sono determinate dal basso numero di elettori accorsi alle urne. Poco più di 2000 persone su gli oltre 11mila aventi diritto

ORE 20:00 - BACOLI TRA LE MIGLIORI AFFLUENZE PROVINCIALI. La Provincia di Napoli fa registrare una percentuale di affluenza superiore al 22%. Tra i Comuni dell'hinterland partenopeo spicca il 33% di Portici. Tra i primi Comuni con il maggior numero di affluenza c'è anche il Comune di Bacoli che supera 24,5% e quindi si assesta due punti percentuali sopra la media provinciale. Tonfo per Monte di procida che è tra i Comuni con il più basso tasso della provincia.

ORE 19:50 - L'ITALIA VOLA ALLE URNE - L'Italia s'è desta e supera alle 19:00 la metà dei voti utili per superare il quorum. La penisola tricolore fa registrare un ottimo 30,4% di affluenza. e si avvicina al 50%+1.

ORE 19.40 - Secondo i dati diramati dal Ministero dell'Interno Bacoli alle ore 19:00 ha raggiunto un'affluenza del  24.54%, Pozzuoli 23.51%, Quarto 21.82%. Monte di Procida è invece l'ultimo dei paesi flegrei in termini di affluenza. La percentuale si ferma al 19.39%.

ORE 19.20 - Scrutinati 3928 comuni su 8092: Cresce la percentuale sull'affluenza alle urne per i quattro quesiti del referendum. Ora è al 29,3%.

ORE 19:00 - Si mantiene alta l'affluenza ai quattro referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. I primissimi dati del Viminale danno percentuali che oscillano tra il 26,9 e il 27,1%.

ORE 18:40 BACOLI CENTRO Buoni segnali anche dai due seggi del centro storico di Bacoli con un'affluenza del 20% e 26%

ORE 18:3O BACOLI- CUMA Buona affluenza per i seggi  n.5, 6, 14, e 26 che registrano rispettivamente 210 , 230, 180, 195 e 190 persone per una percentuale del 20%

Ore 18:00 BACOLI- 20 % per i seggi 25-15 e 2

Ore 17:40 BACOLI - BAIA Dati incoraggianti per i 2 seggi di Baia (8-9) con circa 220 persone al voto per una percentuale di circa il 20%

Ore 17:20 BACOLI - VIA VIRGILIO alle 17:20 si è potuto vedere un via vai di persone nei pressi dei 3 seggi del fusaro (11-12-21) che hanno partato al voto circa 420 persone e si è arrivati ad una percentuale di circa il 17%

ORE 17:15 MONTE DI PROCIDA- TORREGAVETA- Poco più di 100 persone al  seggio Montese di Torregaveta con una percentuale del 14%

ORE 17:00- MONTE DI PROCIDA VIA TORRIONE- Flop pauroso anche nei due seggi in via Torrione dove sono andati a votare circa 330 persone con un affluenza del 16% al seggio n. 2 e circa 12% al seggio n. 6

ORE 16:40-MONTE DI PROCIDA CENTRO SEGGI DESERTI - Triste record per Monte di Procida i 3 seggi del centro storico registrano poco più di 400 elettori con un'affluenza dell'11% tra le più basse dell'intera aera flegrea. Seggio n. 11 ha avuto solo 150 votanti percentuale sempre dell'11%.

ORE 16:15- CAPPELLA (BACOLI)- circa 480 votanti per la quattro sezioni bacolesi di Cappella 13 16 17 e 19, dove sono andati a votare poco più del 19% degli elettori.

ORE 16:00- CAPPELLA (MONTE DI PROCIDA) - In aumento la percentuale dei votatnti a Monte di Procida, con circa 300 persone al voto nei due seggi di Capella con un 13% per il seggio 7 e 17% per il seggio 8.

ORE 14:40 - AREA FLEGREA INTORNO AL 9% - Dei quattro Comuni flegrei, con Bacoli capofila al 10,3% e Monte di Procida fanalino di coda al 7,8%, si assestano sotto la doppia cifra, alle ore 12:00, anche le altre realtà: Pozzuoli è al 9,4%, mentre Quarto all'8,5%

ORE 14:20 - BACOLI PORTA 2200 PERSONE ALLE URNE. Oltre alle cifre in percentuale arrivano anche i numeri. Si sono recati ai seggi circa 2200 cittadini di Bacoli. Gli aventi diritto sono 21833. I dati sono quelli dell 12:00 e la percentuale supera il 10%.

ORE 14:00 - IN CAMPANIA L'AFFLUENZA è ALL'8,4%. Non troppo alta l'affluenza regionale in Campania. Tra le province campane si va dal 7,42% di Caserta al 9,40% di Napoli con le restanti ferme intorno all8%.

ORE 13:35 - 870 votanti a Monte di Procida. Arrivano i dati in numeri anche dal piccolo comune flegreo. I votanti alle 12:00 sono stati 870  su circa 11.100 persone aventi diritto (7,80%).

ORE 13:30 - Tanti votanti anche in periferia. In 500 a Cuma - Tanta gente alle urne presso le scuole elementari di via Cuma a Bacoli. Ecco i dati alle 13:30. Al seggio 5 erano 80 votanti, al 6 ne erano 150 votanti, al 10 si toccavano i 120 votanti, al 14 ne erano in 105 votanti, e al 26 ci si stabiliva a 90 votanti.

ORE 13:22 - IN ITALIA 11,6 AL VOTO ALLE ORE 12:00 - Concluso il resoconto di tutti i Comuni italiani. Le percentuali, ottime, sono nel totale dell'11,6% alle ore 12:00. Punte del 18% al Nord Italia, mentre al Sud ci sono Provincia che si aggirano sul 6%. Napoli al 10,45%, Milano al 10,14%, Roma al 13,43%

ORE 13:10 - BACOLI DA RECORD IN PROVINCIA DI NAPOLI - In Provincia di Napoli la percentuale di elettori alle 12:00 è del 9,29%. Tra i Comuni della provincia partenopea il Comune di Bacoli è tra quelli che ha fatto registrare il  maggior numero di votanti. Alle 12:00 si stazionava al 10:30% con punte del 12% nel centro del paese. In Provincia Castellamare di Stabia è al 13%, mentre come fanalino di cosa c'è Visciano con il 4,65% (Clicca Qui).

ORE 13:06 - Sale la percentuale di elettori in Italia. Per conoscere la percentuale di votanti alle 12:00 manca ancora poco. All'appello si attende ancora il responso di 200 comuni circa ma al momento la percentuale sul totale è dell' 11,6%.

ORE 12:57 - Percentuali rassicuranti in Italia. Per comprendere la portata della percentuale di voto alle 12:00 basta fare un raffronto con le ultime elezioni comunali. Alle 12:00, su scala nazionale, erano accorsi alle urne (tenuto presente che non si votava in tutti i Comuni e che si era al ballotaggio) il 12,34% degli aventi diritto e, alla fine, si raggiunse il 60,12%. Per referendum al momento la percentuale di elettori supera il 11,5%.

ORE 12:50 - Netto stacco di percentuali tra Nord e Sud dell penisola. Come spesso accade durante le elezioni anche questa volta la differenza di vontanti (in percentuale) tra Nord e Sud è netta. Se al Nord difatti hanno votato, alle 12%, circa il 14,5% di elettori, al Sud la percentuale si ferma al 9,5% andando quindi a determinare, su scala nazionale, una percentuale che, al momento, è del 11,4%.

ORE 12:40 - Monte di Procida al 7,79% - In Provincia di Napoli la percentuale, sul totale e stando a rilevazioni non ancora definitive, non supera l'8%. Il Comune di Monte di Procida si stabilizza alle ore 12:00 ad una percentuale del 7,79. Un dato positivo se si pensa che alle ultime consultazioni referendarie il paese flegreo non superò, come percentuale di votanti totali, il 10%.

ORE 12:35 - Superato l'11,4% in Italia - Alle rilevazioni delle ore 12:00 adesso il dato è sempre più vicino a quello definitivo. Su circa 6000 comuni rilevati su 8100 in Italia la percentuale supera l'11,4%. Mancano ancora 2000 comuni all'appello.

Ore 12:30 - OTTIME PERCENTUALI A BACOLI. Alle ore 12 Bacoli rispetta appieno la media nazionale è si stabilisce al 10,30%. Un risultato più che buono se si pensa che, al momento, su base provinciale la percentuale di affluenza nel naoletano è del 7,7%.

Ore 12:20 - La percentuale Nazionale sale al 10%. Su una rilevazione più ampia che comprende 3500 Comuni su 8100, il dato delle affluenze è superiore al 10% su scala nazionale. Ma la percentuale è sempre più in aumento.

Ore 12:05 - Diverse le percentuali per i diversi quesiti. 8,1% per il primo sull'acqua, 8,5% per il secondo, 8,3% per il nucleare, 8,4% per il legittimo impedimento.

Ore 12:00 - Percentuale nazionale è all' 8,3%. Arrivano i primi dati dal Ministero dell'Interno. Sul totale si è raggiunto alle ore 12:00 l' 8,3%. Diverse le affluenze per i quattro quesiti del Referendum (Clicca Qui). I Comuni presi in considerazione da questa rilevazione su scala nazionale non sono molti.

Ore 11.03 - Buone percentuali da Monte di Procida. Cominciano a giungere anche i primi dati da Monte di Procida. Una buona affluenza dai seggi del plesso scolastico di Corso Garibaldi. Alla Sezione 1 alle ore 11:00 si era raggiunta un'affluenza del 9%.

Ore 11:00 - Discreta affluenza anche a Cuma. Buone cifre giungono anche dai plessi scolastici di periferia. Alle scuole elementari di via Cuma, ospitanti cinque seggi, hanno votato in tutto, alle ore 11:00, circa 250 elettori aventi diritto. Al seggio 26 ne sono accorsi in 55, al n.5 hanno espresso la propria preferenza 38 elettori, al seggio 6 ne sono stati 60, al n. 10 ne sono accorsi 61, mentre alla sezione n.14 hanno deciso di votare 45 persone. I seggi sono costituiti, all'incirca, da 700/1000 aventi diritti al voto.

Ore 10:00 - Buona Affluenza nel cuore di Bacoli. Presso il seggio n.25 (Scuole Materne via Guardascione) alle ore 9:40 erano giunti alle urne 63 elettori su 1063 aventi diritto al voto in quella specifica sezione. Le percentuali sono positive anche nelle altre scuole del centro di Bacoli.

Ore 9:30 - I primi dati in numeri da Bacoli. Alla sezione 15, stante persso la scuola materna di via Guardascione nel centro di Bacoli, alle ore 9:30 erano giunti a votare già 50 persone.

Ore 8:00 - Comincia la corsa verso il Quorum per il Referendum 2011 su Acqua, Legittimo Impedimento e Nucleare. In Italia la soglia da raggiungere è 25 milioni 209 mila 345 elettori. Ovverosia il 50% + 1 degli aventi diritto.

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venerdì 10 giugno 2011

L’importanza del Quorum,Domenica e Lunedì SI Vota: Ecco i Rischi di una Catastrofe Italiana

image Dopo aver visto nei precedenti articoli che il nucleare è estremamente rischioso, che non costa di meno e che anzi ha dei costi occulti, quelli dello smantellamento delle centrali e del confinamento delle scorie radioattive, la domanda che sorge spontanea è: Perché allora il nostro Governo, come quello di alcuni altri Paesi, punta al nucleare?”

La risposta ovvia è: Perché una centrale nucleare è un enorme centro di potere. Solo le grosse aziende possono investire capitali e gestire una tecnologia così complessa e rischiosa.”

Abbiamo anche visto che l’Italia avrebbe dovuto acquistare tecnologia dalla Francia. Ricordiamo che la Francia voleva imporsi anche come Grande Potenza Nucleare a Fini Bellici e che, tra il 1966 al 1996, realizzò nei suoi territori polinesiani ben 179 esperimenti nucleari e che quindi il discorso del Nucleare per la Produzione di Energia Elettrica in Francia si interseca con quello militare.

Fortunatamente l’Italia non ha potuto avere e non ha avuto la stessa evoluzione.

Inoltre, come faceva notare Padre Alex Zanotelli in un recente convegno, il discorso nucleare e quello della privatizzazione dell’acqua si intersecano. Sono le grosse multinazionali dell’acqua francesi, Veolia e Suez, quelle più interessate alla privatizzazione dell’acqua in Italia. Questo proprio quando città come Parigi hanno deciso invece di tornare al Servizio Pubblico dell’acqua.

E, guarda caso, come si può facilmente controllare nella “Governance” delle due Società, il Presidente della EDF, Electricitè de France, Henri Proglio, (http://about-us.edf.com/governance/board-of-directors-43708.html ) è anche amministratore di Veolia (http://www.veolia.com/fr/groupe/gouvernance/conseil-administration/ ). Strane coincidenze della vita!!!

Le energie alternative ed il risparmio energetico, pur se più convenienti in termini economici, e pur se assicurano maggior lavoro, sono invece energie diffuse sul territorio e non danno a chi le detiene lo stesso potere.

Esistono inoltre rischi che sono specifici italiani ed in particolare campani. Tutti abbiamo purtroppo dovuto constatare, con il crollo della Casa dello Studente a L’Aquila, che la corruzione che dilaga nel nostro Paese aveva consentito che si costruisse con cemento depotenziato e forse con sabbia di mare. Questo è un problema tipicamente italiano, di cui non si ha riscontro in altri Paesi. In Campania, e lo verifichiamo tutti i giorni, abbiamo l’enorme problema, finora irrisolto del ciclo dei rifiuti urbani e ancora di più di quelli industriali. Questo non è sicuramente dovuto a carenze di tipo tecnico ma, come sappiamo tutti, all’interesse di forze criminali, frequentemente colluse con la politica, che agiscono sul nostro territorio.

Non è un caso che la SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari per Azioni), con Azionista Unico il Ministero dell’ Economia e Finanza, abbia sottoscritto con le Prefetture di Alessandria, Caserta, Latina, Matera, Piacenza, Roma e Vercelli, dove ci sono impianti o scorie nucleari, un “Protocollo di Legalità in Materia di Appalti”.

Con questo non si vuole assolutamente dire che il rischio infiltrazioni criminali debba fungere da deterrente per iniziative industriali in Italia, ma soltanto che questo è un ulteriore rischio che deve essere tenuto in debito conto, specialmente quando si parla di impianti così pericolosi.

Non vorremmo che nascesse una nuova “Cricca” anche sul nucleare.

Dal sito Wikipedia vediamo come era la situazione delle centrali elettronucleari in Italia prima del referendum del 1987.

Centrali elettronucleari in Italia

Nome del reattore

Località

Tipo

Potenza elettrica netta (MW)

Inizio costruzione

Prima accensione del reattore

Connessione alla rete elettrica

Effettiva operatività commerciale

Arresto definitivo

Costruttore

Latina

Latina (frazione Borgo Sabotino)

GCR magnox

153

01/11/1958

27/12/1962

12/05/1963

01/01/1964

01/12/1987

Società Italiana Meridionale per l'Energia Atomica

Garigliano*

Sessa Aurunca (CE)

BWR

150

01/11/1959

05/01/1963

01/01/1964

01/06/1964

01/03/1982

Società Elettronucleare Nazionale

Enrico Fermi**

Trino (VC)

PWR

260

01/07/1961

21/06/1964

22/10/1964

01/01/1965

01/07/1990

Società Elettronucleare Italiana

Caorso

Caorso (PC)

BWR

860

01/01/1970

31/01/1977

23/05/1978

01/12/1981

01/07/1990

Ansaldo Meccanico Nucleare

*Non ha prodotto elettricità dal 1979 a causa di problemi sul primario; **Non ha prodotto elettricità tra la fine del 1979 ed il 1983 a causa di lavori di revamping.

Si noti che, considerata la durata media di tali impianti (circa 30 anni dal momento dell'accensione del reattore), alla data dei referendum italiani (1987), la centrale di Garigliano era già stata chiusa per l'antieconomicità di significative riparazioni da eseguirsi su componenti del circuito primario, mentre quelle di Latina e Trino, su cui erano appena terminati lunghi e costosi interventi di revamping, avevano ottenuto dall'Autorità di Controllo (all'epoca ENEA - DISP) il rinnovo per un ulteriore decennio della Licenza di esercizio. L'unica centrale davvero chiusa prematuramente (in quanto fermata dopo appena 6 anni di esercizio) fu quella di Caorso in provincia di Piacenza, ma è doveroso ricordare anche la chiusura del prototipo CIRENE (Latina), giunto al 99% della costruzione, e la centrale di Montalto di Castro (due reattori BWR), che si trovava al 70% delle opere civili

Ci sono poi dei siti di ricerca e quelli di deposito dei materiali radioattivi. Come già precedentemente detto un problema grave e non risolto è quello di individuare un sito definitivo idoneo per il “Confinamento delle Scorie Radioattive”

Uno dei siti provvisori in Italia è quello di Saluggia, in provincia di Vercelli, a cui si è recentemente interessato anche “Anno Zero” a causa di problemi che rischiano di inquinare le falde acquifere.

Infatti le centrali nucleari, richiedendo enormi quantitativi di acqua, sono frequentemente situate in prossimità di fiumi.

clip_image002

Leggiamo sul sito dell’ARPA Piemonte: Il comprensorio è delimitato ad est dal canale Farini, a sud dal canale Cavour, ad ovest dalla Dora Baltea….
Può essere suddiviso in due aree separate: nella prima è insediato l'impianto Eurex-SO.G.I.N. all'interno del Centro ricerche dell'ENEA, mentre nella seconda sono insediati il Complesso Sorin e il Deposito Avogadro.
Eurex-SO.G.I.N. è un impianto per il ritrattamento di elementi di combustibile irraggiato ad alto arricchimento in Uranio 235 (U-235) di tipo M.T.R. (Material Testing Reactor).
L'impianto attualmente non è più in esercizio ma nel corso della sua attività ha prodotto un grosso quantitativo di rifiuti radioattivi sia solidi che liquidi attualmente stoccati all'interno dell'area.

Chi volesse approfondire il discorso Saluggia e le scorie nucleari in Italia può trovare informazioni nella suddetta puntata di Anno Zero del 28/4/2011 in cui, a partire dal minuto: 1ora.31minuti.12secondi, si può vedere in diretta come sia estremamente rischiosa la situazione in quel sito, dopo che fu oggetto di un allagamento nel corso del 2000.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1c0b8fb0-d39e-4315-b225-33156064975b-annozero.html

sempre nel corso di tale trasmissione, Maurizio Lupi, Vicepresidente della Camera dei Deputati e nuclearista convinto, indicava in ben 138 MILIONI DI EURO la cifra per cementificare e rendere così meno pericolose le sole scorie liquide di Saluggia (al punto 1ora.45minuti.30 secondi).

 

La domanda, ovvia e spontanea è: ”ma perché mai dovremmo avventurarci per un cammino infido e pericoloso quando non sono stati neanche risolti i danni provocati dalla prima esperienza italiana di nucleare?

Riguardo all’individuazione di un sito in Italia per il confinamento delle scorie radioattive, va evidenziato che non c’è alcuna sospensiva di legge.

Il decreto, convertito poi nella legge che tentava di bloccare il referendum sul nucleare, recita infatti d testualmente così: la sospensione dell'efficacia

clip_image003

non si applica alle disposizioni individuate nel medesimo comma nelle parti in cui si riferiscono alla localizzazione,costruzione ed esercizio d

 

el Parco tecnologico e del deposito nazionale.

Come denunciato da Legambiente e dai Verdi uno dei candidati principali come sito di stoccaggio è la Centrale del Garigliano, distante soltanto circa 50 kilometri dal Nostro Territorio.

 

Ritornando al discorso della sicurezza e della faciloneria con cui purtroppo vengono a volte affrontati i discorsi in Italia, benché, ringraziando Iddio, non abbiamo subito alcun evento catastrofico, si può vedere come in data 17 marzo di questo anno la Centrale del Garigliano fosse sommersa dall’acqua dovuta alla piena del fiume.

 

È all’utilizzo massiccio delle tecnologie di fonti alternative e di risparmio energetico che dobbiamo puntare, così come ha deciso di fare recentemente la Germania.

Alessandro Parisi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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mercoledì 8 giugno 2011

Il Nucleare Condanna il Futuro, I Costi Occulti dell’Atomo: Il Decommissioning

I costi occulti del nucleare: il Decommissioning e l’eredità che lasceremo alle future generazioni

image Nei costi dell’energia nucleare spesso non si tiene conto o si sottovalutano quelli dello smantellamento (decommissioning) degli impianti.

Le fasi di smantellamento di una centrale nucleare sono sostanzialmente 4:

1. Cessazione della produzione di elettricità

2. Rimozione del combustibile nucleare, svuotamento e dell’impianto

3. Decommissioning vero e proprio: invio materiali radioattivi ai depositi e demolizione edifici non contenenti materiali radioattivi.

4. Ripristino del sito

Queste operazioni richiedono decine e talvolta centinaia di anni e costi elevatissimi. La maggior parte delle stime attualmente ci dice che il costo del decommissioning é pari o superiore a quello di costruzione della stessa centrale nucleare, per cui il costo del kilowattora da nucleare andrebbe rivisto in forte aumento.

Un caso limite è probabilmente quello della centrale nucleare di Sellafield in Gran Bretagna dove, come leggiamo sul sito “Città Nuove” [ma la stessa informazione è riportata su decine e decine di siti]: “Benché chiusa già dal “2003,  i lavori, benché le sue quattro torri di raffreddamento siano state già fatte  saltare il 29 settembre 2007 con cariche di esplosivo,non potranno terminare prima del 2115, cioè 160 anni dopo  la sua l'entrata in funzione. Secondo l'ufficio stampa di Sellafield i lavori di smantellamento non dureranno meno di cinquant'anni.” Ciò è dovuto sia alla complessità del sito (è anche un impianto di trattamento) sia alla contaminazione del terreno circostante. Anche i costi sono enormi, si parla di circa 24 miliardi di euro.

Riportiamo di seguito le dichiarazioni del Ministro Giulio Tremonti come da articolo apparso su “Il Sole 24 ore del 20 marzo 2011, a firma di Isabella Bufacchi intitolato: «L'Italia non ha il debito nucleare»

“CERNOBBIO. Dal nostro inviato
C'è un debito pubblico, un debito privato ma c'è anche «un debito atomico» che va calcolato nella valutazione del Pil [n.d.r.: Prodotto Interno Lordo]di un paese e della sua bilancia commerciale perché i costi della chiusura di una centrale nucleare, il cosiddetto "decommissioning", non sono un rischio assicurativo ma «una certezza». Senza tener conto del fattore nucleare, l'Italia risulterebbe con una crescita più elevata di altri paesi: e scontando i costi del decommissioning, il Pil di molti stati ora più alto di quello italiano «andrebbe indietro». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha introdotto così ieri, intervenendo al 12° Forum della Confcommercio a Cernobbio, il concetto del «debito nucleare», come spunto di riflessione su quanto sta accadendo in Giappone.”
In effetti non è completamente vero che l’Italia non ha un debito nucleare, ma sicuramente lo ha in misura inferiore a quello dei paesi che producono energia elettrica da nucleare.

Infatti, avendo avuto in passato delle centrali nucleari ed avendo tuttora delle scorie radioattive, l’Italia ha dei costi che, come vedremo in seguito, tutti noi paghiamo sulle bollette dell’elettricità.

Secondo un conteggio recentemente pubblicato, il costo per il decommissioning, pur non avendo in Italia produzione di energia elettrica da nucleare, ci costa già 4 miliardi di euro. Uno studio del 2008 della “Fondazione Einaudi”, intitolato: “Il Decommissioning degli impianti nucleari e la sistemazione dei materiali radioattivi” parla invece di 4,3 miliardi di euro in 20 anni. [ [http://www.opef.it/userfiles/decommissioning_e_sistemazione_materiali.pdf]

Ma chi sta sostenendo questi costi?

Per comprenderlo andiamo sul “Sito Autorità per L’Energia Elettrica e il Gas” e vediamo come è composta la bolletta dell’elettricità :

COMPOSIZIONE PERCENTUALE DELLA BOLLETTA ELETTRICA NEL II TRIMESTRE 2011

Componente energia (58,68% della spesa totale lorda). E’ il costo di approvvigionamento per l’energia elettrica prodotta e importata. E’ la voce più direttamente influenzata dalle quotazioni internazionali degli idrocarburi e dall’efficienza del mercato all’ingrosso.

Costi di rete e di misura (15,36% della spesa totale). Sono i costi dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia. La componente tiene conto della remunerazione degli investimenti per lo sviluppo e la sicurezza delle infrastrutture di rete.

Imposte (14,21% della spesa totale). Le imposte comprendono l’IVA (circa 9,09% del totale) e le imposte erariali (o accise) e locali, pari a circa 5,12% del totale.

Oneri generali di sistema (11,75% della spesa totale). Sono oneri fissati per legge a copertura di voci diverse e che incidono sulla bolletta con queste percentuali:

· incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate (componente A3, pari a circa il 85,31% degli oneri di sistema);

· regimi tariffari speciali per la società Ferrovie dello Stato (componente A4, pari a circa il 3,11% degli oneri di sistema);

· oneri per il decommissioning nucleare e compensazioni territoriali (componente A2 e MCT, pari a circa il 6,62% degli oneri di sistema);

· compensazioni per le imprese elettriche minori (componente UC4, pari a 1,67% degli oneri di sistema);

· sostegno alla ricerca di sistema (A5 pari a circa l’1,24% degli oneri di sistema);

· componente As a copertura del bonus elettrico (pari al 1,52% degli oneri di sistema );

· promozione dell’efficienza energetica (componente UC7 pari a circa lo 0,53% degli oneri di sistema).”

[per la corretta informazione, anche se non è un tema legato al nucleare, la componente A3, incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate, viene devoluta per la maggior parte non alle forme di energia alternative ma a quella prodotta dagli inceneritori dei rifiuti, i cosiddetti “termovalorizzatori”].

Quindi noi già paghiamo per un nucleare che non abbiamo ma, come abbiamo visto, il costo che con la scelta nucleare si ribalta sulle future generazioni è di gran lunga superiore.

Poiché il costo del decommissioning delle centrali è estremamente elevato, almeno fino al disastro di Fukushima molti gestori di impianti nucleari, la cui vita era stata progettata in 30 anni, hanno chiesto ed ottenuto l’estensione a 40 ed erano pronti a richiederla a 60.

È ovvio che, come tutte le cose, più un impianto invecchia, più i rischi di incidenti aumentano e pertanto ritengo che dovremmo seriamente riflettere se questo nostro atteggiamento, di usufruire del “Buono” (buono ovviamente tra virgolette) dell’energia nucleare, lasciando ai posteri i maggiori rischi ed i maggiori oneri non sia di un egoismo davvero mostruoso.

Ed infine a chi ci dice: “Ma perché l’Italia dovrebbe rinunciare al nucleare quando altri Paesi hanno impianti vicini al nostro confine?”, dovremmo rispondere con due motivazioni:

- È vero che i danni del nucleare non sono circoscritti ai luoghi molto prossimi agli impianti, ma è pur vero che le zone vicine sono quelle che li subiscono, sia in termini di danni alla salute che economici, in misura molto maggiore, come ci testimoniano Chernobyl e Fukushima.

- È diffusa da decenni e sta crescendo dappertutto una forte corrente di pensiero antinucleare, basata su solide fondamenta scientifiche. Non è pertanto l’Italia che deve installare nuove centrali nucleari, ma piuttosto sono i Paesi che ne usufruiscono a dover smantellare le loro, seguendo l’esempio della Germania che il 30 maggio 2011 ha deciso di non riattivare più 8 dei 17 impianti chiusi dopo l’incidente di Fukushima e di spegnere l’ultimo reattore entro il 2022. Il piano del governo tedesco è di arrivare tra il 2020 ed il 2030 ad almeno il 70-80% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Questo è l’esempio che l’Italia deve seguire.

Alessandro Parisi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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mercoledì 1 giugno 2011

Nucleare, la Cassazione dice Sì al Referendum: I Costi dell’Energia e delle Centrali

La Corte di Cassazione ha deciso: all’interno della tornata referendaria del 12 e 13 giugno ci sarà anche il quesito che chiede di bloccare per sempre i piani nucleari del governo. Nonostante la fiducia posta al decreto Omnibus, con cui il governo ha fatto marcia indietro rispetto alla decisione di costruire nuove centrali, il collegio – composto da 17 giudici e presieduto da Antonino Elefante - ha accolto l’istanza presentata dall’Idv. L’opposizione chiedeva di votare le nuove norme appena inserite nel decreto. Insomma, al posto del vecchio quesito, agli italiani sarà chiesto di esprimersi sulle leggi appena varate dal Parlamento che congelano per 12 mesi il programma governativo per tornare all’energia prodotta dall’atomo (Il Fatto Quotidiano)

Costi dell’energia elettrica da nucleare e occupazione indotta dalle centrali nucleari

image Abbiamo visto nei precedenti articoli, seppur sommariamente, che cosa è la radioattività, cosa sono le centrali nucleari e quali sono i rischi connessi.

La domanda che molti si saranno posti è: d’accordo, il nucleare è una forma di energia estremamente pericolosa, ma sicuramente offrirà enormi vantaggi economici, altrimenti perché la si dovrebbe scegliere?

In un articolo di Marco Di Meo pubblicato su Freebacoli (Clicca Qui) qualche giorno fa, si può vedere la seguente tabella comparativa dei costi dell’energia elettrica da varie fonti:

Costi attuali del kWh (chilowattora): Nucleare 6 €c/kwh; Carbone 3,5 €c/kWh (+2,5 €c/kWh di tassa sulla CO2), Gas 4,6 €c/kWh (+1,1 €c/kWh di tassa sulla CO2) ,Eolico 6-7 €c/kWh ,Fotovoltaico11-17 €c/kWh.

Come si vede già oggi non c’è alcun risparmio reale ad usare il nucleare.

Di seguito un’altra tabella ci illustra le previsioni dei costi per il prossimo futuro:

Costi attuali dell'elettricità da varie fonti al 2020 (nuovi impianti) centesimi di dollaro del 2008 per kWh

Revisione stime dell’Energy Information Administration- US DOE (2010)

Fonti

Capitale

O&M

Combustibile

Trasmiss.

Totale

Gas CC

2,16

0,16

5,37

0,36

8,05

Eolico

9,87

0,89

0,00

0,56

11,32

Carbone

9,64

0,53

1,96

0,36

12,49

Nucleare

11,91

1,17

0,99

0,30

14,37

Capitale: costi di costruzione; O&M: costi di funzionamento e manutenzione; Trasmiss.: quota costi incrementali di trasmissione alla rete. Il costo del kWh da gas rispecchia un minor costo di questa fonte negli USA, ma non considera l’effetto sul mercato dello “shale gas” (estrazione di gas da rocce di scisti) che recentemente ha modificato il mercato in quel Paese.

Dunque, secondo le ultime stime del Dipartimento USA per l’energia, il costo industriale del kilowattora da nucleare costerà al 2020 il 27 per cento in più dell’eolico, e il 75% in più del gas. Ad ogni modo, in tutti gli studi più autorevoli sui costi futuri dell’elettricità, come ad esempio l’aggiornamento dello studio del MIT di Boston, quella da nucleare risulta la più costosa rispetto alle fonti convenzionali.

Quando si fanno stime dei costi bisogna inoltre tenere presente che questi possono variare di molto anche per il valore che assume la materia prima, dettata dalla legge della domanda e dell’offerta. Man mano che le scorte di uranio diminuiranno e più reattori si costruiranno, maggiore sarà il suo prezzo, esattamente come sta accadendo per il petrolio.

Quando si parla di percentuali di energia da nucleare bisogna inoltre tener presente che spesso, maliziosamente, si omette la parola “elettrica”. Infatti i nostri consumi di energia sono molteplici, si pensi ad esempio a quelli delle auto.

La produzione di energia elettrica dal nucleare è scesa in termini percentuali in 10 anni, dal 1999 al 2008 a livello mondiale dal 17,2% al 13,5% (secondo altri il 16%) ed in miliardi di kilowattora è passata da 2.538 a 2.731, meno di quella idroelettrica che è circa 3.288. Sull’energia totale, a seconda di come si effettuano i calcoli considerando o no il recupero di calore di scarto, che probabilmente non verrà recuperato nelle nuove centrali, copre tra il 2 ed il 6% degli usi finali di energia a livello mondiale

Produrre energia elettrica da nucleare non significa in assoluto diminuire i consumi di energia da altre fonti.

La Francia, che genera circa il 78% della propria energia elettrica dal nucleare, ha un consumo procapite di petrolio più alto di quello italiano e dunque una dipendenza dal petrolio maggiore, non inferiore

Nel 2008 La Fracia risultava infatti al 18mo posto con un consumo di 0.0310 barili al giorno mentre l’Italia era al 20mo con un consumo di 0,0294

Un’altra domanda a cui dovremmo darci risposta è: “chi sono i principali produttori di energia elettrica da nucleare nel mondo?”

Ci sono circa 438 i reattori nucleari attivi nel mondo. I paesi con maggiore presenza di reattori nucleari sono:

104 negli USA

59 in Francia

53 in Giappone

Altri sono in costruzione soprattutto nei paese emergenti.

Complessivamente, le centrali nucleari nel mondo producono 352 gigawatt, pari al 16% della fornitura globale d'energia. Un dato consistente ma ben lontano dai 1000 gigawatt stimato negli anni '70 per i nostri anni. L'incidente di Chernobyl negli anni '80 frenò l'ottimismo verso l'energia nucleare per la consapevolezza delle gravi conseguenze in caso di incidente.

I paesi che soddisfano il proprio fabbisogno di energia elettrica interna tramite il nucleare sono i seguenti:

Francia: 76% fabbisogno energia elettrica interno

Paesi dell'Europa dell'Est: 40-50%

USA: 20%

Bisogna inoltre sfatare la convinzione che il nucleare sia una fonte di energia abbondante e che l’introduzione del nucleare in Italia potrà affrancarla dalla sua dipendenza energetica dall’estero.

image Il principale “combustibile” nucleare è rappresentato dall’Uranio 235. L’Uranio 235 si trova in natura in giacimenti, insieme all’Uranio 238, che non è fissile e quindi non può generare energia nucleare, in proporzione di circa lo 0,7%. Le fonti di Uranio sono limitate e, a seconda delle stime, tra trentacinque e ottanta anni, al ritmo di impiego odierno, finiranno.

Si stima (World Nuclear Association) che dai giacimenti di tutto il mondo si possano estrarre in totale circa 4,2 milioni di tonnellate di ossido di Uranio. Allo stato attuale (Cameco, stime 2005), la produzione mondiale annua di Uranio metallico si aggira intorno alle 41.600 tonnellate. L'uranio è distribuito sul pianeta in maniera poco uniforme; anche se giacimenti di dimensioni minori possono essere trovati praticamente ovunque, tre soli paesi, l'Australia, il Canada e il Kazakhstan contengono circa il 58% delle riserve note. Questi tre paesi sono anche i principali produttori di Uranio (dati 2006).

L'Australia possiede ampi giacimenti (formati soprattutto da carnotite), che rappresentano circa il 28% delle riserve del pianeta.

Il Kazakhstan ha aumentato del 55% l'estrazione di Uranio negli ultimi 4 anni, passando dal quinto al terzo posto nei produttori dal 2002 al 2006. Si stima che il territorio del Kazakhstan contenga riserve note di ossido di Uranio per 750.000 tonnellate, il 18% del totale, e che altrettante siano ancora da scoprire nel sottosuolo di questo paese.

Il Canada possiede ricchi giacimenti (formati soprattutto da pechblenda) che rappresentano il 12% delle riserve mondiali dove si estrae circa il 28% della produzione mondiale.

Gli altri principali paesi estrattori (dati 2005) sono la Russia (4% delle riserve mondiali ), la Namibia ( 6% ), il Niger (2% riserve), l'Uzbekistan (4% riserve) e gli Stati Uniti (3% riserve).

Giacimenti importanti e poco sfruttati si trovano in Sudafrica (che ha l'8% delle riserve mondiali), in Brasile (4% delle riserve) e in Mongolia (2% delle riserve).

Ovviamente, se aumenta il numero dei reattori, questo tempo diminuisce. Tra pochi decenni pertanto l’Uranio 235 sarà in declino, come oggi lo è il petrolio.

L’Italia ha pochissimi giacimenti di Uranio, sulle Alpi, e non sfruttabili economicamente, pertanto dovremo importare Uranio. La miscela di Uranio 235 e 238, per poter essere adoperata come combustibile, deve essere arricchita in Uranio 235. La tecnologia di arricchimento è in mano a pochi paesi, tra cui la Francia, a cui ci dovremo rivolgere e da cui peraltro acquisteremo la tecnologia dei reattori EPR.

La dipendenza italiana dall’estero con il nucleare quindi aumenterà, non diminuirà.

L’impatto occupazionale del nucleare in Italia è valutato in 10 mila posti di lavoro, per la maggior parte nella fase di costruzione (8-10 anni).

Per centrare gli obiettivi europei obbligatori al 2020 per le fonti rinnovabili secondo uno studio della Bocconi, l’impatto occupazionale può generare in Italia fino a 250 mila posti di lavoro.

Secondo il Piano 2010-2020 sull’efficienza energetica promosso da Confindustria, con le misure identificate nel rapporto è possibile generare 160 mila posti di lavoro ogni anno per 10 anni, per un totale di 1 milione e seicentomila. E si taglierebbero i consumi energetici nel periodo per oltre 50 milioni di tonnellate di petrolio.

Abbiamo portato avanti questa nostra analisi sui costi ed i presunti benefici del nucleare senza considerare quelli che sono i COSTI NASCOSTI DEL NUCLEARE, in particolare dello SMANTELLAMENTO DELLE CENTRALI, noto come DECOMMISSIONING, che tratteremo in un prossimo articolo insieme alla BOLLETTA ENEL.

Alessandro Parisi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

Il Dramma Irrisolto delle Scorie Radioattive: le Centrali dei Tumori
I Maggiori Incidenti Determinati dalle Centrali Nucleari: Ricordare il Passato per Salvare il Futuro

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venerdì 27 maggio 2011

Il Dramma Irrisolto delle Scorie Radioattive: le Centrali dei Tumori

clip_image001[4]Il decadimento dà origine a radiazioni, essenzialmente Alfa, Beta e Gamma. Queste radiazioni sono ionizzanti cioè dotate di sufficiente energia da poter ionizzare gli atomi o le molecole con i quali vengono a contatto.

L'effetto biologico è dovuto in massima parte alle suddette proprietà ionizzanti: distruggendo i legami fra molecole, le radiazioni danneggiano le cellule generando radicali liberi. Ma soprattutto alterano le grandi macromolecole del DNA e dell'RNA, causando danni somatici e genetici; tale effetto è prodotto principalmente dalle radiazioni gamma, più delle particelle alfa e beta, perché sono più penetranti..

 

clip_image001

Le radiazioni sono pertanto cancerogene, teratogene cioè (provocano malformazioni del feto) e mutagene (provocano mutazioni genetiche)

L’attività dei radionuclidi si misura in becquerel (simbolo Bq) che indica 1 disintegrazione al secondo.Il Curie (CI) è l'unità standard più vecchia, e corrisponde a 37 miliardi di disintegrazioni nucleari per secondo.

Il sievert (simbolo Sv) è invece l’ unità di misura della dose equivalente di radiazione ed è cioè una misura degli effetti e del danno provocato dalla radiazione su un organismo.

clip_image004Radioattività naturale: Per poter comprendere meglio gli effetti della radioattività sull'uomo, é necessario anzitutto prendere in considerazione l'esposizione alle radiazioni naturali a cui l'uomo é immerso fin dalla sua origine, con il conseguente adattamento. La dose annualmente assorbita da ogni individuo della popolazione per effetto della radioattività naturale é mediamente di 2,4 mSv/anno (millisievert/anno).

Effetti a breve : 1 sievert assorbito in un'ora può causare lievi alterazioni temporanee dell'emoglobina. 2 ~ 5 sievert causano nausea, perdita dei capelli, emorragie. 4 sievert assorbiti nel giro di una settimana su tutto il corpo portano alla morte nel 50% dei casi se non si interviene terapeuticamente. Oltre 6 sievert, la sopravvivenza è improbabile. La malattia correlata è anche detta avvelenamento da radiazione.

Effetti a lungo termine.
Una dose di radiazioni pari a 100 millisievert all'anno è il livello in cui è chiaramente evidente un aumento del rischio di cancro; al di sopra, la probabilità di cancro aumenta con l'aumentare delle dosi.

I livelli di radiazione nell'aria, in Giappone, dopo i danni subiti dall'impianto nucleare di Fukushima hanno raggiunto livelli allarmanti e nocivi per la salute. A Fukushima sono state accertate radiazioni fino a 400 millisievert presso l'impianto n.3 del reattore (20 volte l'esposizione annuale per i dipendenti dell'industria nucleare e degli operai nelle miniere d'uranio, secondo la World Nuclear Association).
Una dose notevole di radiazioni distrugge il sistema nervoso centrale, i globuli rossi e bianchi e compromette il sistema immunitario. Una dose cumulativa di 1.000 millisievert provoca un cancro maligno molti anni più tardi al 5 per cento della popolazione che ha subito l'esposizione. Per confronto una radiografia al petto irradia circa 0,1 millisievert.


Tutti gli impianti nucleari, anche quando funzionano «normalmente», rilasciano una certa quantità di radioattività nell'acqua e nell'aria, ma l’eventuale danno è considerato accettabile rispetto all’interesse economico.

Inoltre, i rischi sono generalmente sottovalutati, dato che i calcoli trascurano due fatti:

  • gli elementi radioattivi rilasciati, anche in quantità minima, possono ritrovarsi nella catena alimentare;
  • quando si ingerisce un cibo contaminato, le particelle radioattive agiscono diversamente, dato che si trovano all'interno del corpo.

La radioattività provocata dai reattori nucleari è la triste eredità che lasceremo alle future generazioni. Per comprenderla meglio è necessario parlare del”TEMPO DI DIMEZZAMENTO”.

Il “tempo di dimezzamento” è il tempo necessario per ridurre a metà la radioattività di un elemento. Maggiore è il tempo di dimezzamento, per maggior tempo ovviamente le “scorie nucleari” rimarranno pericolose.
I principali elementi radioattivi presenti in un reattore nucleare, come combustibile o come scorie, sono:

§ Uranio 235, tempo di dimezzamento 704 milioni di anni (10.000 disintegrazioni al secondo in 1 grammo di uranio (10 000 Bq/g)

§ Iodio 131, tempo dimezzamento circa 8 giorni.

§ Cesio 134, tempo dimezzamento, circa 2 anni

§ Cesio 137 circa 30 anni. (3200 miliardi di disintegrazioni al secondo in 1 grammo (3,2 Tbq/g)

§ Stronzio 90, circa ventotto anni.

§ Plutonio 239 circa 24.200 anni (2 miliardi di disintegrazioni al secondo in 1 grammo di plutonio (2Gbq/g)

Il SITO “neutrale” “ZONA NUCLEARE” riporta testualmente, per un reattore tipo EPR:

“… dopo 3 anni di permanenza all’interno del reattore il combustibile passa alle piscine di raffreddamento; si sono formati in totale circa 350 nuclidi differenti, 200 dei quali radioattivi.
Si ha, in media, la seguente composizione:
- 94% uranio 238
- 1% uranio 235
- 1% plutonio
- 0.1% attinidi minori (Np, Am, Cm)
- 3÷4% prodotti di fissione

…………………la radiotossicità del combustibile esausto decresce nel tempo e pareggia quella dell’uranio inizialmente caricato nel reattore solo dopo 250.000 anni;
- il contributo maggiore alla pericolosità delle scorie è dato dal plutonio: l’80% dopo 300 anni, il 90 % dopo 500 anni;
- dopo il plutonio i maggiori contributori sono gli attinidi minori (nettunio, americio e curio), ………..- gli attinidi rappresentano dunque il maggiore pericolo potenziale delle scorie nucleari; tuttavia bisogna tener conto anche di alcuni prodotti di fissione, quali alcuni isotopi dello iodio, del tecnezio e del cesio, data la loro maggiore mobilità nella biosfera e la loro maggiore affinità biologica (vie di ritorno per l’uomo). Dato che le scorie radioattive, al contrario dei rifiuti convenzionali, decadono nel tempo, si osserva che i prodotti di fissione sono pericolosi per circa 300 anni, gli attinidi minori per circa 10.000, il plutonio per circa 250.000.

Il combustibile esausto deve essere periodicamente allontanato dal reattore e le scorie devono essere “CONFINATE” (o più raramente “riprocessate”) da centinaia a centinaia di migliaia di anni, a seconda la loro composizione.

Il pericolo radiazioni riguarda perciò sia il reattore stesso, sia gli impianti per arricchimento del combustibile nucleare, sia il confinamento delle “scorie radioattive”.

In nessun paese al mondo è stato ancora individuato un sito con caratteristiche tali da poter costituire quello definitivo per il confinamento delle scorie. Si continua pertanto a confinarle in siti provvisori, rimandando forzatamente la soluzione del problema ad un non meglio quantificato futuro.

Alessandro Parisi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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I Maggiori Incidenti Determinati dalle Centrali Nucleari: Ricordare il Passato per Salvare il Futuro

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giovedì 26 maggio 2011

I Maggiori Incidenti Determinati dalle Centrali Nucleari: Ricordare il Passato per Salvare il Futuro

CENTRALI NUCLEARI E RISCHI COLLEGATI -  I MAGGIORI INCIDENTI

Che cos’è una centrale nucleare?

Una centrale nucleare è sostanzialmente un reattore (o più reattori) che sfrutta il calore prodotto dalla fissione atomica per alimentare una turbina e quindi per generare elettricità.

Il nocciolo di un reattore è essenzialmente costituito da: combustibile, moderatore e barre di controllo.

Il nocciolo è generalmente costituito da elementi composti da barre in cui vengono infilate delle pastiglie di ossidi di Uranio o un misto di ossidi di Uranio e Plutonio (MOX) preparate in forma di cilindro di circa 1-1,5 cm, che vengono a loro volta impilate in guaine generalmente in lega di zirconio, lunghe circa 3 metri , lasciando qualche spazio libero per le barre di controllo.


Per fare un nocciolo servono circa 150 elementi.

Tra le barre sono inserite alcune barre di controllo che abbassandosi fermano la reazione.

Anche quando la reazione viene fermata si continua però, a causa del decadimento radioattivo, soprattutto dei prodotti della reazione, a generarsi calore che, può portare alla fusione del nocciolo (nel senso che proprio il nocciolo fonde, da non confondere con la fusione nucleare).

Inoltre le alte temperature possono far dissociare l’acqua in idrogeno ed ossigeno e, se non si sfiata il reattore, facendo uscire questi gas che sono contaminati da radioattività, si rischia che il reattore esploda.

Come moderatore, cioè per rallentare i neutroni, si usa attualmente molto spesso acqua. L’acqua, sotto pressione, serve anche a trasportare il calore.

L’Italia, per accordi tra Enel e EDF (Electricité de France), dovrebbe adoperare tecnologia francese EPR (European Pressurized Reactor), di “Terza Generazione”, definito anche a “Tecnologia Avanzata”, basato sul funzionamento ad acqua pressurizzata (PWR).

Come abbiamo detto, le centrali nucleari adoperano come “combustibile” l’Uranio 235 o, l’ancora più pericoloso, “MOX” [Mixed OXide fuel – combustibile ad ossidi misti] che contiene circa tra il 4% ed 7% di Plutonio, elemento non presente, se non in minime tracce, in natura, ma di cui si ha una certa disponibilità come sottoprodotto degli stessi reattori nucleari o dallo smantellamento di armi nucleari. La reazione produce inoltre molti elementi estremamente radioattivi, definiti Scorie. Inoltre il Plutonio, in aggiunta alla sua Radiotossicità, è anche velenoso, quasi come il cianuro.

Le scorie sono molto più radioattive del combustibile e perché si riducano allo stesso grado di radioattività del combustibile in ingresso sono necessari circa 250.000 anni.

Dal reattore ci sono spesso fuoriuscite di elementi radioattivi estremamente pericolosi, molto frequentemente in piccole quantità, ed in grandi quantità quando si verifica un incidente nucleare.

Queste fuoriuscite, oltre ad avere un effetto dannosissimo diretto sulla popolazione residente nell’area, lo hanno, anche se in misura ovviamente minore, anche a grandi distanze, sia perché si possono formare nubi radioattive che viaggiano per migliaia e migliaia di chilometri (anche se in piccolissime quantità, la nube radioattiva dal Giappone è arrivata anche in Italia), sia perché la radioattività entra nel ciclo alimentare, avvelenando la terra e l’acqua, e quindi anche i pesci, gli animali e le colture.

A Fukushima lo iodio radioattivo è arrivato a 7,5 milioni di volte sopra i limiti in mare. Preoccupa molto il plutonio che dovrebbe essere arrivato in mare con l’acqua dal reattore 3. La radioattività rischia di essere distribuita in tutto il mondo con il pesce.

Le cause di incidenti possono essere molteplici:

o Malfunzionamento degli impianti

o Eventi naturali

o Errore umano

o Attentati

Quando si parla di eventi naturali catastrofici si pensa che questi siano “eccezionali” ed in effetti lo sono se li guardiamo nell’arco temporale della nostra vita, che però è estremamente breve se confrontata a quella della Terra. Nell’arco di vita della Terra, eventi catastrofici sono normali e stanno soltanto ad indicare che la Terra è viva; se non ci fossero, la Terra sarebbe morta.

Se confrontiamo come era la terra circa 180 milioni di anni (Pangea) fa e come è diventata ORA, con la deriva dei continenti, capiremo meglio che si sono verificati nel passato, e che molto probabilmente si verificheranno nel futuro, cataclismi uguali o peggiori a quello di Fukushima.



L’atteggiamento di coloro che “sanno tutto” e “garantiscono tutto”, a loro migliore convenienza, è un atteggiamento completamente ascientifico. Se già conoscessimo tutto non ci sarebbe bisogno della ricerca scientifica e non potremmo progredire.

Per quanto concerne invece la sicurezza, già nel 2006 in Francia si sapeva che l’EPR può reggere a un incidente aereo con un velivolo militare di piccole dimensioni (che produca un incendio che si esaurisca soltanto in 2 minuti d’impatto col reattore)


Di incidenti se ne sono verificati parecchi, ma i tre principali sono stati:

- Three Mile Island, il 28 marzo 1979, provocato da malfunzionamento delle apparecchiature e forse anche da errore umano. L'incidente fu molto grave perché portò alla fusione parziale del nocciolo e da allora non è stata più costruita alcuna centrale nucleare negli USA. In un primo momento si disse che non c'era stato rilascio di radiazioni, poi che il rilascio era stato insignificante. Entrambe le affermazioni si dimostrarono però false. In realtà non si conosce quanta radiazione venne dispersa nell'ambiente. Il grafico seguente mostra uno studio sul cancro in quell’area.



- Chernobyl, il 26 aprile 1986, nel corso di un test definito "di sicurezza" furono molto probabilmente violate invece le regole e si ebbe così un brusco e incontrollato aumento della potenza (e quindi della temperatura) del nocciolo che determinò la scissione dell'acqua di refrigerazione in idrogeno ed ossigeno provocando la rottura delle tubazioni di raffreddamento. Ci fu una fortissima esplosione con lo scoperchiamento del reattore. Una nube di materiali radioattivi fuoriuscì dal reattore e ricadde su vaste aree intorno alla centrale che furono pesantemente contaminate, rendendo necessaria l'evacuazione e il re-insediamento in altre zone di circa 336.000 persone. Nubi radioattive raggiunsero anche l'Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia con livelli di contaminazione via via minori, raggiungendo anche l'Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l'Austria e i Balcani, fino anche a porzioni della costa orientale del Nord America[1].Il rapporto ufficiale[2] redatto da agenzie dell'ONU (stila un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4.000 presunti per tumori e leucemie su un arco di 80 anni. Il bilancio ufficiale è contestato da associazioni antinucleariste internazionali fra le quali Greenpeace che presenta una stima di fino a 6.000.000 di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni, contando tutti i tipi di tumori riconducibili al disastro, mentre altre associazioni ambientaliste, come il gruppo dei Verdi del parlamento europeo pur concordando sulla stima dei 65 morti accertati del rapporto ufficiale ONU, se ne differenzia e lo contesta sulle morti presunte che stima piuttosto in 30.000 ~ 60.000

- Fukushima, l’11 marzo 2011, causato, come tutti sanno, dal terremoto e successivo tsunami. Legambiente riporta che, nonostante la tecnologia d’avanguardia e l’alto livello d'informazione del paese,si trovano le stesse situazioni e le stesse procedure di Chernobyl. Il governo ha allertato solo la popolazione residente fino a 30 km dalla centrale, mentre le radiazioni sono arrivate fino a Tokyo (la capitale che conta oltre 13 milioni d'abitanti e che dista circa 240 km), contaminando in parte acqua e cibo. Inoltre, anche se può apparire meno grave in confronto alla vita delle persone, gli animali non sono stati evacuati e, oltre a quelli domestici come cani e gatti, in Giappone sono morti, letteralmente di fame, perché rimasti senza cibo e senza acqua, 14.000 mucche, 44000 maiali e 1.890.000 polli

- PER UN BREVE SEMPLICISSIMO VIDEO SU UN REATTORE NUCLEARE VAI A:  http://www.youtube.com/watch?v=mlAQnX-MI6A&feature=related

- PER UN VIDEO SU INCIDENTI NUCLEARI “MINORI” IN ITALIA VAI A: http://www.youtube.com/watch?v=98QXboiWUXU&feature=related

Alessandro Parisi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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sabato 21 maggio 2011

Referendum, Guida al Voto Consapevole: La Scissione Nucleare - VIDEO

Essendo ormai prossimi i referendum che si terranno il prossimo 12 e 13 giugno, ho pensato di illustrare con vari articoli, nella maniera più  semplice possibile, cosa siano gli impianti nucleari e quali sono i rischi ed i costi connessi.

Mi scuseranno pertanto tutti i tecnici se la mia trattazione del tema è approssimata.

Nel primo articolo parlerò dell’energia nucleare.

 

Che cos’è l’energia nucleare?

Per comprendere cosa sia bisogna parlare prima di atomi. In maniera estremamente approssimata e schematica, l’atomo è composto da un nucleo, attorno al quale ci sono elettroni, che hanno una carica elettrica negativa.

Il nucleo è costituito essenzialmente da protoni, che hanno una carica positiva, e neutroni, che non hanno alcuna carica.

Protoni e neutroni sono molto più pesanti degli elettroni e di altre particelle che si trovano nel nucleo.

Il numero di protoni dà il numero atomico ed il numero di protoni e di neutroni dà il peso atomico (molto approssimativamente, in realtà si chiama numero di massa ma per semplificazione confonderemo questi due termini)

L’atomo più semplice è l’idrogeno, che è composto da un protone ed un elettrone.

Pertanto ha numero atomico 1 e peso atomico 1 (approssimato).

Gli atomi possono però avere un numero di neutroni variabile. Atomi con lo stesso numero atomico ma con diverso numero di neutroni, e quindi con diverso peso, si chiamano isotopi.

clip_image002[4]L’idrogeno, che come isotopo senza neutroni viene chiamato anche prozio, ha altri due isotopi, uno con un neutrone, che si chiama deuterio (peso atomico 2), ed uno con due neutroni, che si chiama trizio (peso atomico 3). Deuterio e trizio sono molto meno abbondanti dell’idrogeno senza neutroni (prozio).

 

Dopo l’idrogeno l’atomo più leggero è l’elio (da Elios, sole) che ha un numero atomico 2, perché ha due protoni ed un peso atomico 4 perché ha anche due neutroni.

Gli atomi più pesanti spesso non sono stabili e si possono dividere in più parti.

Questo processo si chiama fissione spontanea. Alla fissione è associata la radioattività. Gli atomi di Uranio, ad esempio, hanno questa caratteristica.

L’Uranio, che ha un numero atomico 92, cioè 92 protoni, ha vari isotopi; i più comuni sono quello che ha peso 238, appunto Uranio 238, che è il più abbondante in natura, e poi l’Uranio 235,che in natura si trova in quantità di circa 0,7% dell’Uranio 238. Perché si rompano spontaneamente metà degli atomi di Uranio 238 sono necessari 4.510.000.000 anni. Per l’Uranio 235 questo tempo è invece di 703.800.000. Questi tempi vengono chiamati tempi di dimezzamento.

Come si vede l’Uranio 235 decade molto più velocemente di quello 238.

Inoltre la fissione, cioè la rottura di un nucleo di un atomo, può essere di molto accelerata bombardandolo con neutroni.File:Ciclo U-Pu termico.svg

Il combustibile nucleare principale è l’Uranio 235. Poiché però si trova in natura misto ad altri isotopi, specialmente il 238, deve essere arricchito. Per i reattori nucleari l’arricchimento porta la percentuale di Uranio 235 da circa 0,7% ad un valore compreso tra il 2 ed il 7%. Per costruire la bomba atomica l’arricchimento è generalmente molto maggiore, circa l’80-85%.

Quando si bombarda l’Uranio 235 con neutroni si ottiene la fissione, cioè la rottura dell’atomo.

L’atomo di Uranio 235 rompendosi produce atomi più leggeri, neutroni e radiazioni.

Nelle reazioni nucleari si ha produzione quindi di:

- Raggi Alfa, che sono sostanzialmente dei nuclei di Elio

- Raggi Beta, che sono sostanzialmente degli elettroni

- Raggi Gamma, che sono invece fotoni, cioè senza massa come la luce, ma con grande energia, generalmente superiore a quella dei Raggi X.

Inoltre il peso dei prodotti della fissione è inferiore a quello dell’Uranio + del neutrone, si è avuta cioè la trasformazione di una parte di materia in energia, secondo la famosissima legge di Einstein:

E=mc2 (energia = massa x velocità della luce al quadrato).

Si comprende subito che basta che una piccolissima quantità di materia per ottenere una enorme quantità di energia.

Poiché la fissione di un atomo di Uranio produce 2 o 3 neutroni, l’Uranio stesso può costituire fonte di neutroni per bombardare altri atomi di Uranio. Se l’Uranio emettesse soltanto un neutrone, ogni atomo che si rompe ne farebbe rompere soltanto un altro. Poiché invece ne emette più di uno, ogni atomo può farne rompere almeno due, questi 2 ne faranno rompere 4, poi 8, poi 16, poi 32 e così via. Si ha cioè una reazione a catena.

File:Fission chain reaction.svg

Se si riesce ad avvicinare in un tempo molto breve una quantità di circa 50 kg di Uranio arricchito ad oltre l’80%, in modo da essere sicuri che tutta la massa e non solo la superficie venga raggiunta velocemente dai neutroni, cercando appunto di concentrarli, senza disperderli all’esterno, si ha un’esplosione, che è ciò che avviene con una Bomba Atomica. La quantità necessaria perché ciò avvenga si chiama massa critica. La reazione è quindi una reazione a catena incontrollata

In un reattore nucleare, come vedremo meglio in seguito, la reazione viene controllata in modo venga prodotta energia.

Non tutti i neutroni però servono alla fissione nucleare. Alcuni di questi colpiscono l’Uranio 238 che è quello maggiormente presente nei reattori che si trasforma in Uranio 239.

L’Uranio 239 spontaneamente ed in un tempo brevissimo si trasforma in Plutonio 239 (numero atomico 94).

Il Plutonio 239 è molto più radioattivo dell’Uranio ed ha un tempo di dimezzamento di oltre 24.000 anni. La massa critica del Plutonio è di circa 10kg. Il Plutonio è il materiale maggiormente adoperato per le bombe atomiche. È poco presente in natura e si ricava appunto dai reattori nucleari. La bomba atomica che colpì Hiroshima era all’Uranio, quella molto più potente che colpi Nagasaki era al Plutonio.

PER UN BREVE SEMPLICISSIMO VIDEO VAI A:

Alessandro Parisi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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giovedì 19 maggio 2011

Napoli Incontra Padre Zanotelli: Convegno a Difesa dell’Acqua Pubblica - VIDEO SUL REFERENDUM

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Continua l’operazione d’informazione e di sensibilizzazione verso le tematiche che saranno oggetto del Referendum Popolare del prossimo mese.

La Redazione di Freebacoli, grazie alle riprese di Alessandro Parisi, pubblica gli interventi di padre Alex Zanotelli, prof.ssa Elena Sassi e Raphael Pepe, tenutesi lo scorso 11 maggio presso la Basilica di Santa Maria di Piedigrotta in Napoli.

Gli stessi hanno discusso delle problematiche relative all’acqua pubblica ed alle energie nucleari che, con il legittimo impedimento, saranno sottoposte al voto degli elettori il prossimo 12 e 13 giugno.

Si spronano i lettori a diffondere i video sottostanti stimolando la popolazione a recarsi alle urne in vista della ventura tornata elettorale.

Difendere il diritto al voto ed alla salute è il primo passo che ogni cittadino deve compiere per non permettere l’avanzamento di principi antidemocratici che danneggiano l’intera società.

 

I Parte

 

II Parte

 

III Parte


Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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