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martedì 27 novembre 2012

Ordigno Bellico della 2a Guerra Mondiale fatto "brillare" a Miseno - Scoperto da un Bacolese

Un ordigno bellico è stato fatto "brillare" proprio questa mattina in località Miseno, nei pressi dello specchio d'acqua ospitante il Campo di Miticultura : è di pochi minuti fa la notizia secondo la quale l' apparecchio da guerra sia stato messo fuori uso dagli agenti del Nucleo Artificieri della Compagnia Militare di Taranto.

Ordigno scoperto da un Cittadino

L' intervento di pubblica sicurezza è stato reso possibile in seguito alla segnalazione di qualche giorno fa, da parte del Sig. Biagio Perreca, sub specializzato che è solito immergersi nelle acque dov'è avvenuto il ritrovamento dell' oggetto in questione che, stando alle prime considerazioni delle Forze dell' ordine aveva un peso di circa 500 libre ( oltre 226 kg. ) e risaliva presumibilmente al periodo storico della Seconda Guerra Mondiale.

Segnalazione alla Capitaneria

Nel corso di un immersione a largo della costa bacolese infatti, il privato cittadino ha notato l'ordigno bellico sul fondale dello specchio d'acqua ed ha subito contattato la Capitaneria di Porto di Baia la quale ha successivamente provveduto ad inoltrare la notifica al sopracitato corpo militare, già intervenuto in diverse occasioni, proprio a Bacoli, per operazioni simili.

L' Intervento degli artificieri 

L' esplosione portata positivamente a termine intorno alle 12, è avvenuta in acqua ed è stata perennemente controllata dagli artificieri a bordo delle imbarcazioni militari accorse, che hanno presidiato lo specchio d'acqua di Miseno al fine di garantire la pubblica sicurezza di eventuali natanti nelle vicinanze.

Da ulteriori supposizioni tecniche inoltre, sembra emergere che l'ordigno sia stato sganciato, durante il conflitto mondiale, da un aereo militare americano, i cui soldati l'avrebbero armato appositamente per scoppiare a contatto con la superficie marina sottostante, ma che per un malfunzionamento ancora sconosciuto, non sia esploso, depositandosi inattivo sui fondali di Miseno per tutti questi anni.

Immagine di REPERTORIO


- SEGUIRANNO FOTO - 
M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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sabato 10 novembre 2012

Nuova Emmaus saluta l' Estate con la "Festa degli Aquiloni": Ma si continua anche d' Inverno

Ha riportato un grande successo in termini di partecipazione cittadina contando la presenza di numerose famiglie con bambini a seguito: stiamo parlando della Festa degli Aquiloni, organizzata dai giovani di Nuova Emmaus, l' Associazione Cristiana dei Lavoratori Italiani Campi Flegrei che per salutare la stagione estiva appena trascorsa, e con la prospettiva futura di ritrovarsi l'anno prossimo, hanno voluto organizzare un evento creativo con decine di acquiloni di ogni forma e colore, fatti volare nel celo soprastante il litorale della Spiaggia Romana al Fusaro. 

Domenica scorsa infatti, 4 Novembre, mentre Monte di Procida commemorava i caduti in guerra, nel suggestivo ( seppur degradato ) scenario del costone retrostante la Pineta di Cuma, il pubblico accorso ha potuto godersi uno spettacolo particolare offerto dagli adulti e bambini che durante l'estate hanno preso parte alle iniziative dell' associazione e che questa volta, tra sorrisi e piccoli premi, ha concluso le attività culturali e sociali facenti parte del progetto "Social Beach" di cui vi abbiamo già parlato .

Socializzare divertendosi
Un evento che rappresenta quei sani momenti di aggregazione di cui Bacoli ha bisogno, specialmente in aree isolate come la Spiaggia Romana del Fusaro, che la scorsa estate ha ospitato innumerevoli spettacoli, animazioni, momenti ludici e tornei di gioco, organizzati sia dall' ACLI Campi Flegrei che in collaborazione con il fiduciario territoriale del CONI, con il CRAL delle Polizie, la Protezione Civile "Le Acquile" di viale Olimpico, l' Azienda Autonoma Cura, Soggiorno & Turismo di Pozzuoli, l'Associazione "Progetto Napoli Nord:I imprenditori per il territorio" ed altri comitati del Terzo Settore. Iniziative che hanno valorizzato nei mesi appena passati, uno dei litorali flegrei belli quanto martoriati dall' incuria e dall' inciviltà comune.

"...L’iniziativa è stata denominata “Social Beach” – afferma il fiduciario del CONI, Giuseppe Verdoliva - perché ha voluto restituire alla comunità territoriale un proprio bene naturalistico, offrendo servizi di qualità gratuiti a chi, in tempi di crisi, si è ritrovato ad avere difficoltà a fruire di un bene come il mare e la spiaggia; promuovendo la crescita ed il protagonismo di tutti i partecipanti ha dimostrato di essere un’esperienza ripetibile anche in altre aree della Regione Campania..."

Imparare a "condivivere"
Appuntamento che ha ottenuto anche il patrocinio del Comune di Bacoli e della Regione Campania e che ha rappresentato il termine di una serie di interventi che come ogni anno, attraverso l’aiuto di numerosi volontari, hanno riguardato: opere di pulizia della spiaggia, momenti ginnici e sportivi, mostre, spettacoli di animazione serale, esercitazioni di volo con deltaplano a motore, gare di sculture di sabbia, tiro con l’arco, giochi a squadre, tornei di basket, beach volley e beach soccer tutti assolutamente gratuiti.


"...La finalità dell’evento – ha sottolineato il portavoce delle Acli locali, Pino Di Maio – è stata quella di promuovere e valorizzare le forme di divertimento pulito, contro le icone della solitudine (tecnologie digitali e videogiochi o l’uso di sostanze come droghe e alcol); inoltre, si è voluto assicurare un’animazione ed integrazione dei nostri assistiti e dei minori a rischio del territorio e dei quartieri napoletani di Miano e Scampia. Nonostante il tempo inclemente abbia ostacolato con un po’ di pioggia e tante nuvole la mattinata, i sorrisi nei volti di tutti i partecipanti ed il divertimento dei bambini nel fare volare gli aquiloni, simbolo del desiderio di felicità e libertà, hanno reso la giornata indimenticabile..."

Si continua anche d' Inverno
Ma se pensate che sia finita qui vi sbagliate: la bella stagione sarà anche passata, ma la voglia di ritrovarsi attorno ad attività socio-culturali, dei ragazzi di Nuova Emmaus aumenta e prosegue anche in inverno con una serie di attività "al coperto" ma che permetteranno ugualmente ai partecipanti di proseguire con gli incontri settimanali dell' associazione. A partire già da questo mese infatti, sono aperte le iscrizioni per i corsi di inglese, informatica, ballo, canto, lavorazione del cuoio e pellami, laboratori di riciclo creativo, realizzazione di candele artistiche e collage espressivo per ragazzi ed adulti da svolgersi all' interno dei locali di Cuma. Per ulteriori informazioni ed iscrizioni è possibile contattare i numeri di telefono 081/868.60.89 oppure 339/878.05.19.


M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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martedì 6 novembre 2012

FOTO - Acquamorta, Basta una Mareggiata per "Affondare" il Porto di Mdp

Il Maltempo che ha interessato il litorale flegreo negli ultimi giorni sarà anche passato, ma alle sue spalle ha lasciato non pochi danni, sommergendo diversi natanti e creando disagi anche nel vicino porto di Acquamorta. Proprio in questi giorni infatti, residenti e pescatori si trovano a dover fare la conta dei disagi provocati dalla violenza delle onde, in particolar modo alle imbarcazioni ed alle strutture di arredo urbanistico presenti nel caratteristico golfo montese. 

Alcuni ormeggiatori hanno cercato di limitare gli effetti negativi della tempesta appena trascorsa, dandosi da fare con cime e gommoni per raggiungere le barche più a rischio ( poste lontano dalla scogliera ) e rinforzarne gli ormeggi. Tuttavia ciò non è bastato per coloro i quali, sfortunatamente, non sono intervenuti celermente per evitare il peggio ed hanno visto inabissarsi i propri battelli di media grandezza, subendo un danno economico non indifferente. E nonostante madre natura sia stata l' artefice principale delle "sventure" immortalate in foto, occorre a nostro avviso, riflettere anche sulle condizioni di sicurezza dell' area portuale e quelle in cui si trovavano i natanti "colati a picco".

Quattro imbarcazioni affondate dal mare agitato

Sono quattro infatti, le piccole imbarcazioni per le quali si è dovuto intervenire per il recupero, tre delle quali erano state ancorate abusivamente ed "alla meno peggio" sia nei pressi dell' arenile che alla scogliera della marina di Acquamorta ( lì dove proprio non dovevano esserci ). E non a caso tra i residenti in zona già sono scattate le prime lamentele riguardanti il mancato rispetto delle norme relative alla diportistica sul posto, per il quale, come al solito, l'unico e solo a subirne le conseguenze negative è il nostro mare che con la complicità delle perturbazioni della scorsa settimana, ha riversato sulla battigia di Acquamorta un quantitativo spropositato di materiali inquinanti non biodegradabili. 

Rifiuti che ovemai a qualcuno venisse voglia di raccogliere civilmente per depositare negli appositi contenitori di raccolta differenziata, non potrebbero nemmeno essere smaltiti correttamente vista la totale assenza dei cestini in questione, rimossi recentemente dal comune di monte di procida nel mese di ottobre e mai più ripristinati, pur trattandosi di una zona a forte vocazione turistica. 

Il triste spettacolo offerto agli occhi attoniti dei montesi accorsi sul porto, dunque, è stato quello ampiamente documentato in foto: sacchetti di rifiuti indifferenziati, bottiglie di plastica, vetro, materiale edile, relitti di barche, pneumatici, batterie, resti di boe, ferri vecchi dispesi a destra e a manca, su di un lungomare già largamente martoriato tra una riqualificazione mancata e mille promesse fatte in periodo elettorale.

E' bastata una sola mareggiata

E tra gli altri aspetti, emerge come al solito, anche quello relativo allo sperpero di fondi pubblici investiti per interventi non idonei al contesto nel quale sono stati effettuati.

La tanto decantata opera di "decoro e arredo urbano" voluta fortemente dal primo cittadino Franco Iannuzzi, si trova in condizioni a dir poco pietose; nel dettaglio, la nostra attenzione si è posta alle feritoie per il deflusso delle acque presenti sul livello più basso della passeggiata di Acquamorta, divenute puntualmente mini-discariche a celo aperto data la particolare conformazione che permette a detriti e rifiuti di rimanervi bloccati all' interno in caso di mareggiate e pioggia battente, mentre le acque accumulate in questa porzione di banchina ( che per ovvi motivi non riescono a tornare al mare ) la allagano inesorabilmente trasformandola in una vera e propria piscina impercorribile, alimentata anche dal fiume di fango proveniente da via Giovanni da Procida. Senza dimenticare le cinque palme piazzate lungo il molo centrale che, essendo state maldestramente sistemate e prive della benchè minima recinzione, sono destinate ad appassire da qui a pochi giorni nel caso in cui ancora si dovesse rimetterle a posto con ritardo.

La corrosione della salsedine

Una prepotenza nell' estetica che forse Acquamorta non era ancora in grado di accogliere e che non ha tenuto conto nemmeno dell' azione corrosiva della salsedine sul metallo che riveste i lampioni posizionati in Largo VII Luglio, già notevolmente arrugginiti e malridotti dalle intemperie. 

Ed un ultima osservazione va fatta per l'ennesimo scempio che si può facilmente ammirare proprio nello spiazzale appena citato, ovverosia, le panchine posizionate proprio sotto ai lampioni in questione, anch'esse consumate dalla salsedine dell' acqua salata che è solita inondare lo spazio pubblico in caso di forti mareggiate. Questo dunque, per sommi capi, è lo stato in cui versa Acquamorta dopo la tempesta "Cassandra"....quasi non ci si crede, ma basta recarvisi per constatare con i propri occhi della veriditicità di quanto sin'ora affermato. Ci auguriamo che qualcuno, dai piani alti del Municipio di via Panoramica, accolga la segnazione ed agisca di conseguenza

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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lunedì 22 ottobre 2012

Vigili Urbani a Marina Grande: Vandalizzata la Sbarra Metallica del Pontile - FOTO

Operazione conclusa positivamente dagli agenti del Comando di Polizia Municipale di Bacoli: proprio ieri mattina infatti, intorno alle 9:30, in seguito ad alcuni solleciti di privati cittadini, e per garantire la pubblica sicurezza sul pontile di Marina Grande, i Vigili Urbani hanno effettuato un sopralluogo al termine del quale la sbarra metallica di accesso alla banchina che porta alla scogliera, è stata finalmente chiusa con un grosso catenaccio di ferro.

In diverse occasioni infatti, i residenti del posto hanno avuto modo di denunciare la presenza di autovetture e motocicli su un pontile che, invece di essere fruito dai cittadini per passeggiate all' aria aperta, veniva rovinosamente sfruttato come parcheggio abusivo e pista per competizioni clandestine tra scooter ( quasi sempre svolte a tarda notte ).

Pontile umiliato

Una situazione che dunque, si protraeva da diverso tempo e che vedeva protagoniste non solo le problematiche appena descritte, ma anche il degrado che ne scaturiva, visto che molto spesso i conducenti delle autovetture e dei motocicli in questione, unitamente a "qualche pescatore" non troppo corretto, lasciavano tra il pontile e la scogliera, gli avanzi delle proprie consumazioni.

Cartoni per la pizza, bottiglie di birra, lattine, confezioni di plastica e talvolta anche materiale organico, venivano puntualmente abbandonati per terra senza alcun briciolo di educazione e civiltà, aggravando ulteriormente la problematica "rifiuti" già presente nella piazza e sulla spiaggia di Marina Grande ( più volte documentata anche dai nostri articoli )

Vigili in azione

Ieri mattina intanto, mentre Bacoli si godeva la soleggiata Domenica appena trascorsa, un gruppo di agenti della stazione locale di PM, si è recato sul posto, ed oltre ad apporre il catenaggio visibile in foto, ha sanzionato diversi cittadini che, nonostante l'apposita segnaletica verticale presente vicino alla sbarra, sono stati trovati con le proprie autovetture in sosta non autorizzata proprio sul tratto di banchina in esame.

E solo pochi minuti fa, giunge presso la nostra Redazione, la notizia secondo la quale il catenaccio installato nella giornata di ieri è stato già vandalizzato proprio questa mattina, presumibilmente tra le 12:30 e le 15:30. Un nuovo lucchetto quindi, è stato repentinamente sostituito dai Vigili Urbani che in questo momento stanno presidiando l'area per cercare di risalire, insieme alla testimonianza di alcuni passanti, al potenziale colpevole che ha compiuto il vile gesto.

In seguito, due delle quattro copie della chiave necessaria per aprire il lucchetto, sono state consegnate ad alcuni pescatori che lavorano ed ormeggiano in zona con i propri pescherecci, ai quali è stata affidata la responsabilità di custodia della stessa, affinchè la sbarra resti chiusa salvo emergenze.

Gli uomini infatti, hanno ricevuto precise disposizioni dai Vigili intervenuti, non solo per rendere le chiavi disponibili agli eventuali organi di soccorso che necessitano di accedere al pontile ( autoambulanze, carabinieri etc... ) ma anche per vietarne l'ingresso ai mezzi non autorizzati.

Intervento di Pubblica Sicurezza

Un importante risultato positivo, che permetterà a residenti e visitatori di godere del pontile senza temere per la propria ed altrui incolumità. L' area infatti, pur essendo demaniale, necessitava di un simile intervento, poichè da alcune settimane a questa parte, a detta di alcuni abitanti del piccolo porto bacolese, la circolazione illecita di autovetture e motocicli sul pontile in oggetto, era aumentata a dismisura ed avrebbe potuto causare gravi incidenti.

Ed è sempre di ieri, la notizia del ritrovamento, da parte degli stessi vigili urbani che hanno concluso l'operazione appena descritta, di una parte di albero caduto in mare probabilmente in seguito allo sgretolamento del costone sottostante a Cento Camerelle ( strapiombo ove sono presenti altri alberi simili a quello visibile in foto )

L' albero pare sia stato "trainato" nelle vicinanze del pontile da un privato cittadino, il quale , dopo aver notato i segni della frana appena avvenuta ( fogliame, rami, terriccio e pietre riversatesi in acqua ) ha ben pensato di spostare l'arbusto legandolo alla sua piccola imbarcazione con una corda, affinchè non costituisse un pericolo per gli eventuali battelli che avrebbero potuto finirci sopra.

Adesso l'uomo attende solo l'arrivo in zona di un adeguato mezzo di sollevamento in grado di rimuovere definitivamente l'albero dal fondale vicino al pontile. Episodio che si spera possa essere preso in considerazione dall' amministrazione comunale per effettuare i dovuti accertamenti per la messa in sicurezza del promontorio in questione, che sembra abbia già dato in passato, segni di erosione e cedimento.

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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domenica 21 ottobre 2012

Chalet a Mdp, Molti Affacciano sul Vuoto: Frana Ancora il Costone della "Panoramica"

Sarà anche vero che la Protezione Civile abbia ricalcato un pò troppo l'allarme meteo dei giorni scorsi, ma sta di fatto che grazie all' attenzione che ne è scaturita, in diverse località Campane, le Amministrazioni Comunali sono corse "ai ripari" ( mai termine fu più adeguato ) effettuando in fretta e furia, la pulizia di graticole stradali e caditoie.

Non è di certo il caso di Monte di Procida, ma almeno sembra che, grazie ai continui solleciti avanzati dal Consigliere montese di Svolta Popolare, Giuseppe Pugliese, si è riusciti ad ottenere un Consiglio Comunale monotematico sulla problematica. 

Come spesso avviene nei nostri comuni però, le amministrazioni si mobilitano per risolvere un problema solo dopo che questo sia diventato "emergenza" in grado di costituire un pericolo per l' altrui incolumità. Di fatto è quanto avvenuto proprio a Monte di Procida, dove, in seguito all' incendio ed alle piogge delle settimane passate, parte del costone che attornia via Panoramica è franato rovinosamente.

Pericolo Frane in via Panoramica

E questo nonostante il suolo avesse già dato segni di cedimento in più punti del terreno che sovrasta la collina di Montegrillo, zona sulla quale sono presenti diverse attività ristorative ubicate proprio sull' arteria realizzata anni addietro dall' Ente Provincia di Napoli. Eppure basterebbe davvero poco per evitare che una terra così fragile, ricevesse i continui danneggiamenti che siamo soliti leggere sulle pagine dei media locali, che seppur causati da fattori "naturali" potrebbero essere facilmente prevenuti.

Come documentato da un nostro articolo, via Panoramica era stata colpita dalle fiamme soltanto  il 28 settembre scorso, quando, a seguito di un rovinoso incendio furono devastati diversi ettari di vegetazione e danneggiati gli esterni di alcuni locali lì presenti. Il 16 Ottobre scorso, invece, a causa dell’ intenso temporale che si è verificato, lo scenario che si presentava dinanzi agli occhi attoniti dei cittadini era a dir poco sconcertante: ripetuti segni di smottamento ed avvallamenti della fascia collinare che sostiene i locali sulla provinciale, nonchè una parte della cinta muraria che circonda il marciapiede si è sgretolata su se stessa riversandosi anche lungo la montagna a strapiombo sul mare.

La Zona R4: Tanti Interessi, Troppi Rischi

Tutti segnali di una problematica idrogeologica già palese ma che si rafforza ogni giorno di più. E’ risaputo infatti che, nei suoli particolarmente aridi, vengono  meno sia l’azione di drenaggio sulle acque e quella di traspirazione delle piante che la capacità delle stesse di trattenere il terreno sottostante. Ciò significa che in caso di forti alluvioni i terreni colpiti da incendi o da grave siccità sono più esposti al pericolo di frane e smottamenti. Senza contare che simili fenomeni si aggravano ulteriormente con l'edilizia selvaggia e l’assenza di opere di canalizzazione dell’acqua. Uno scenario complesso che vede da un lato interessi, investimenti, capitali, attrazioni economiche e, dall’altra, migliaia la tutela della pubblica sicurezza

Il tacito assenso delle amministrazioni locali ha permesso, negli anni, che la cementificazione selvaggia ( e abusiva ) aumentasse a dismisura in un’area riconosciuta dal Piano Regolatore 2010 a particolare rischio idrogeologico con il nominativo di “Zona R4” che, pr chi non lo sapesse, è a“rischio molto elevato,  per  il quale  sono possibili  la perdita  di  vite umane  e  lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici e alle infrastrutture, danni al patrimonio culturale, la distruzione di attività socio – economiche”. Ma le preoccupazioni e le denunce, come già più volte diffuso anche dal nostro blog, non si limitano certo alla Panoramica, ma anzi, si riguardano anche diversi altri punti “deboli” della collina flegrea.

Il Tema in Consiglio Comunale

E sfortunatamente la complessa problematica in questione, data la sua vastità, sembra essere stata appena citata nel parlamentino civico montese, avvenuto proprio il 17 Ottobre scorso, al quale ha partecipato anche l'illustre professor Vincenzo Ortolani ( Geologo del Dipartimento di Scienze della Terra Università Federico II di Napoli ) il cui intervento è stato seguito dall' impegno politico del Sindaco Iannuzzi di costituire una commissione esclusiva sul rischio idrogeologico a partire dalla prossima settimana che si riunirà in date prestabilite al termine delle quali saranno comunicate, di volta in volta, i lavori svolti. 

Obbiettivo principale della Commissione speciale appena citata, sarà quello di realizzare un progetto di evaquazione e di sicurezza sul territorio, da completarsi con il supporto tecnico e le conoscenze della Protezione Civile locale.

Speriamo almeno che detto gruppo consiliare riesca ad apportare risultati efficienti a riguardo prima che l'inverno sopraggiunga con le sue violente precipitazioni.

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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venerdì 21 settembre 2012

Abusi Edilizi per "Villa Mirabilis", Oltre 200 Mq di Strutture Senza Permessi

Abusi edilizi per una nota attività ricettiva del centro di Bacoli: numerose irregolarità edilizie per "Villa Mirabilis", al centro dell'attenzione quest'estate a causa della pedana in legno posta, a mo di proprietà privata, su un costone bagnato dal mare ed abitualmente utilizzato da centinaia di cittadini.

Problemi seri per "l'impero" turistico/ricreativo presente da qualche anno in via Pennata, sulla costa dello "Schiacchietiello", interessato tra la fine di luglio e l'inizio di agosto da una serie di proteste popolari e sopralluoghi amministrativi.

Si sono concretizzati lo scorso primo agosto gli ultimi controlli effettuati dalla Polizia Municipale di Bacoli e dall'Ufficio Tecnico Comunale all'interno della struttura dove, così come riportato da apposito verbale caricato online all'Albo Pretorio, sono stati rivenute diverse opere realizzate senza le necessarie autorizzazioni.

La Lista delle Opere Abusive

Non di poco conto il resoconto sottoscritto dai responsabili di settore ad inizio settembre: "due wc - una tramezzatura di 2 metri lineari - una pensilina in legno di 16 mq - l'istallazione di una cabina in legno di 3 mq - una pergola in alluminio di 196 mq con un'altezza di 4 metri".

E le opere, al momento del sopralluogo municipale, erano già terminate ed attive, senza che nessun organo deputato al controllo ne avesse contestato la regolarità al momento della costruzione.

A cui va aggiunta anche la difformità al progetto presentato (ed approvato dal Comune) per l'allestimento della pedana sulla costa su cui erano stati inseriti dei paletti in legno, inesistenti "su carta".



Controllo amministrativo effettuato soltanto a seguito della manifestazione pubblica inscenata il 24 luglio da un nutrito gruppo di cittadini che, dopo aver ripulito la stradina pubblica che da via Pennata porta sin giu lo Schiacchietiello, si sistemò simbolicamente al di sopra della pedana "privata" impiantata (con tanto di telecamera di sorveglianza) proprio in un tratto di costone bagnanto dalle onde marine.

I Controlli di PM ed Ufficio Tecnico Soltanto Dopo le Proteste Popolari

Mobilitazione (CLICCA QUI) capace di far scaturire un controllo generale dell'intera "Villa Mirabilis", i cui risultati sono stati resi pubblici soltanto qualche giorno fa.

Tornando alla protesta dei bagnanti, spesso cacciati dalla pedana poichè ritenuta dai proprietari (così come l'intero tratto di costa adiacente) alla stregua di una bene privato, non s'arresta l'acquisizione della documentazione idonea per dare giustizia ad un fatto assolutamente incontrovertibile.

Se una porzione di terraferma, anche privata, viene palesemente inghiottita dal mare, essa è da ritenersi di proprietà del Demanio e quindi, di riflesso, in possesso dell'intera comunità.

La lotta per la tutela del bene pubblico, così come (a quanto pare) la costruzione di opere abusive finalizzate ad attività di guadagno, non conosce tregua.

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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lunedì 10 settembre 2012

Sigilli in Spiaggia a Baia, Abusi Edilizi Accanto la Villa Confiscata alla Camorra

Abusi edilizi in spiaggia a due passi dal Castello aragonese e della villa Ferretti, bene confiscato alla malavita organizzata: scattano i sigilli per alcune aree date in concessione alla Nuova Amena Baia.

Si è conclusa la scorsa settimana una parte dell'attività d'indagine promossa dalla Guardia Costiera di zona che ha posto sotto la lente d'ingrandimento l'area demaniale data in concessione alla Cooperativa Nuova Amena Baia, da tempo gestrice di una vasta area di parcheggio adiacente al complesso sequestrato al clan Pariante, e degli arenili su cui affaccia il noto castello di Baia, sede del museo dei Campi Flegrei.

Due strisce di sabbia, particolarmente redditizie, dove è stata riscontrata la presenza di alcune strutture prive di tutte le apposite autorizzazioni edilizie.

Sigilli a Pochi Metri dalla Villa Squestrata alla Camorra

Motivo per cui la Capitaneria di Porto, in compagnia di rappresentanti dell'Ufficio Tecnico Comunale, ha svolto due sopralluoghi: uno ad inizio e l'altro a fine settimana, evidenziando in entrambi i casi volumi non conformi con le autorizzazioni rilasciate.

Tra questi, anche un pergolato con base di tufo utilizzato come area in cui sistemare tavoli.

Le opere abusive, presenti in ogni caso su suolo demaniale dato in concessione (in quanto area portuale) dalla Regione Campania, sono state quindi interdette con l'apposizione di sigilli. Motivo per cui, così come previsto dalla normativa nazionale e riportata anche in quella comunale, dovrebbe decadere il diritto di utilizzo degli arenili detenuto dai privati.

Motivo per cui potrebbe essere del tutto vanificata l'autorizzazione paesaggistica ottenuta dalla medesima Cooperativa dal Comune di Bacoli (sulla quale torneremo con prossimi articoli) per la costruzione di una maxi-pesana in legno, con scale in acciaio poggiate sui fondali marini, da sistemare sugli scogli per finalità di guadagno-

"Nuova Amena", Altri Abusi dopo il Parcheggio

Una nuova grana per la Cooperativa baiese che segue quelle verificatesi lo scorso anno quando, per la zona adibita a parcheggio, il Nucleo Operativo e Radiomobile dell'Arma dei Carabinieri di Pozzuoli riscontrò l'occupazione illecita (per finalità di lucro) di spazi sequestrati alla camorra ma lasciati incustoditi dal Comune.

Rilievi posti solo come appendice di una più ampia indagine della Direzione Distrettuale Antimafia che proprio sul tema del parcheggio abusivo all'interno di villa Ferretti (e non solo) ha aperto un fascicolo, richiedendo numerosi documenti in Municipio. Così come procede, sempre a Baia ma questa volta perso il porto, un'attività d'indagine promossa da un decennio dalla Direzione Investigativa Antimafia.

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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venerdì 17 agosto 2012

Marina Grande abbandonata a se stessa: Strade dissestate e poca Illuminazione - FOTO


Ci troviamo a Marina Grande, splendida insenatura bacolese, meta estiva di residenti e visitatori, i quali sempre più spesso la preferiscono ad altri litorali per bagni, elioterapia, relax e passeggiate all' aperto.

E solitamente quando si possiede un bene pubblico tanto valido quanto meraviglioso, si dovrebbe cercare di preservarlo al massimo sia dalla maleducazione degli incivili che dall' incuria e dalla negligenza di uno Staff Governativo che "giù Bacoli" vi si reca, al massimo, per farci un tuffo ( e nemmeno ).

Un patrimonio naturalistico simile andrebbe tutelato se non per dovere civico nei confronti dei propri elettori, quantomeno per mantenerlo turisticamente attraente e proficuo .

Magari questo potrà sembrare l'ennesimo attacco da parte di questa Redazione nei confronti di una politica assente e irrispettosa delle problematiche locali, ma non si può non denunciare pubblicamente quanto documentato con foto e testimonianze dirette dei residenti del posto, dinanzi ad una situazione di simile degrado e fatiscenza.

Questa volta a chiamarci, sono gli stessi abitanti di Marina Grande, esasperati del menefreghismo e dell' immobilismo più totale di autorità e amministratori sempre più lontani dalla tutela dei diritti cittadini. Sfidiamo dunque, chi avesse l'ardire di contraddirci, a farsi un giro nella predetta frazione marittima e verificare con i propri occhi quanto asserito di seguito.

Strade dissestate e prive di Illuminazione
Uno dei problemi principali di Marina Grande è la mancanza di illuminazione stradale nei percorsi laterali che conducono alle abitazioni private. I fari notturni sono presenti solo in piazza: si concede a comitive di ragazzi di fare baldoria sulle panchine pubbliche, alla luce abbagliante della pubblica illuminazione sino alle 4 del mattino, ma al tempo stesso si lasciano al buio tutti coloro che usufruiscono dei sentieri cementificati per ritirarsi nelle proprie mura domestiche.

E ciò ha costretto i residenti a munirsi di torce elettriche personali oppure ( quando ci sono ) a camminare in prossimità delle fievoli luci provenienti dalle finestre delle case nei paraggi. In particolare, la piccola carreggiata a destra di Marina Grande, presenta buche, smottamenti e crepe, rappresentando un vero e proprio pericolo per la sicurezza dei passanti.

<< Sabato scorso rientravo da una passeggiata in compagnia del mio cane - ci racconta Pasquale, un anziano signore che ha riportato ferite al braccio ed al ginocchio sinistro in seguito ad una rovinosa caduta - erano circa le 22:30 e visto che come al solito la strada era al buio, sono inciampato nella fossa ( visibile in foto ) e sono caduto pesantemente al suolo sbattendo sul cemento dissestato. Mi ritengo fortunato di essere rotolato sulla sabbia e non sulla scogliera presente poco più avanti, altrimenti con un simile colpo alla testa rischiavo anche di morire - poi continua - Questo sentiero fu realizzato dal Comune e mai messo in sicurezza, ma riguardo alle buche nel cemento, dobbiamo ringraziare anche un nostro vicino di casa il quale, dovendo ristrutturare il suo condominio nel 2010, ha creato un "via vai" continuo di furgoni, scavatrici ed altri mezzi pesanti che trasportavano materiale edile, che apportavano non solo disturbo alla quiete pubblica ma anche danneggiamento al cemento superficiale. Informammo l' Amministrazione della vicenda ma non fecero nulla e così lo scorso Aprile (mese in cui i lavori sono terminati ) provammo ad avvicinare diplomaticamente il vicino di casa per chiedergli di sistemare le crepe che la ditta edile aveva lasciato, ma ricevemmo risposta negativa>>

Fogna malfunzionante ed esalazioni nauseanti
Altro aspetto da non trascurare sono le condutture di raccolta delle acque nere.

I residenti lamentano la presenza continua e persistente di odori ripugnanti specie in prossimità dei tombini che, stando alle dichiarazioni di alcuni testimoni, vengono spesso rialzati dalla pressione dell' acqua del sottosuolo durante gli acquazzoni, causando in alcuni casi, anche il riversamento a mare di liquidi malsani.

E se a tutto questo si aggiungono i numerosi cumuli di spazzatura indifferenziata che vengono abbandonati all' aperto da balordi e incivili, a fermentare sotto il sole battente, non è difficile immaginare la rabbia e la sfiducia nelle Istituzioni creatasi negli animi dei residenti.

<< Anni fa fu realizzata questa scogliera di protezione per gli edifici residenziali retrostanti al sentiero cementificato, affinchè la marea non raggiungesse le strutture edilizie dannengiandone le fondamenta - ci spiega Ciro, altro abitante di Marina Grande - il rifacimento dell' area rientrava anche in quel famoso progetto di Metrò del Mare; tuttavia mi piacerebbe sapere con quale criterio professionale, i tecnici che si sono occupati di questa zona hanno sviluppato i loro progetti?!? Personalmente sono arrivato a due conclusioni e considerato che gli unici lavori realizzati sono stati rimozione di sabbia e colate di cemento, ne deduco o che sono degli incompetenti oppure che hanno lasciato tutto a metà dimenticando la messa in sicurezza della Banchina! >>

Spiagge sporche, i Cittadini si autogestiscono
Ed infine, ultimo dato sconcertante ma non per questo da sottovalutare, è lo stato in cui versa la spiaggia sottostante al promontorio roccioso. Come ogni anno, i residenti del posto si ritrovano uno scenario fatto di rifiuti, pietre, siringhe, vetro, residui di falò notturni ( molto spesso non spenti e che fanno ustionare i malcapitati passanti ) e tutto quanto immortalato nelle immagini che vedete in allegato.

E come ogni volta, anche quest' anno i Cittadini si autogestiscono il bene comune organizzando una colletta che serve a pagare una persona di fiducia che quotidianamente ripulisce la sabbia con semplici strumenti casalinghi.

Tuttavia il lavoro della persona incaricata non è sempre resa possibile data la presenza di rifiuti speciali quali corpi morti, pietre, pezzi di imbarcazioni, ferro arrugginito ed altri oggetti di grande spessore che i bagnanti ritrovano in acqua e rimuovono pazientemente onde e vitare ( come già successo ) che qualche sfortunato possa ferirsi.

Ed è per questo che ciò che non è stato possibile differenziare e/o riporre in buste di plastica è stato ammassato in un angolo della spiaggia, lontano dai bambini, nell' attesa che qualche buon anima lo venga a ritirare

<< Ancor prima di incaricare la persona di fiducia, noi residenti ci rimboccammo le maniche ed effettuammo una pulizia generale di questa spiaggia verso la metà del mese di Luglio - ci racconta la signora Anna - e quello che vedete oggi non è altro che il risultato del nostro lavoro. Ciò che trovammo lo abbiamo messo a parte nell' attesa che qualcuno del Comune lo venga a ritirare. Abbiamo segnalato l'episodio sia alla Flegrea Lavoro che agli Uffici dell' ASL di Cappella i quali ci promisero che sarebbero intervenuti per rimuovere questo schifo ed invece si rivelarono solo parole al vento. I nostri mariti hanno persino richiesto, che gli venisse messo un furgone del Comune a disposizione affinchè noi stessi vi potessimo caricare questo materiale sopra...ma niente da fare! Continuiamo a ripulire costantemente quest' area, formando cumuli che non sappiamo più dove spostare. Senza contare che questo ferro arrugginito, queste siringhe e questo vetro sono estremamente pericolose per tutti noi! >>.
E mentre gli indignati si preparano a presentare le proprie istanze al Municipio di via Lungolago, continuano anche a rimboccarsi le maniche per smaltire la nuova ondata di rifiuti, sporcizia e inciviltà successivi alla notte di Ferragosto, evento annuale in cui molti ragazzi si sono divertiti ad occupare le spiagge nostrane facendone insudiciandole nel peggiore dei modi.

Oltre a quanto denunciato sino ad ora c'è da sottolineare che la parola SICUREZZA a Marina Grande latita non solo in termini di infrastrutture urbanistiche ma anche e soprattutto per quando riguarda il controllo delle Forze dell' Ordine, la cui presenza continua con sopralluoghi e pattuglie di controllo potrebbero migliorare di gran lunga la situazione di questa frazione bacolese 

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it







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giovedì 16 agosto 2012

Possibile Alga Tossica a Punta Pennata. Il Comune vieta la Pesca senza troppe Spiegazioni

La parola Ostreopsis Ovata vi dice niente? Si tratta di una microalga marina che appartiene alla famiglia delle Ostreopsidaceae e che normalmente prolifera solo in mari caldi e tropicali ma che tuttavia, grazie ad una serie di cambiamenti atmosferico-climatici è riuscita a svilupparsi anche nelle acque italiane. I fattori che ne favoriscono la crescita, è la presenza nelle acque di fosforo e azoto, la mancanza di correnti di interscambio nonchè l'aumento della termperatura marina. Quando si verifica la fioritura dell' alga, è possibile riscontrare sulla superfice dell' acqua, la presenza di chiazze schiumose dalla colorazione anomala e talvolta dalla consistenza gelatinosa.

Pur essendo un alga non visibile ad occhio nudo, la Ostreopsis Ovata è capace di depositarsi sulle superfici rocciose e sabbiose dei fondali ( a partire da 1,5 mt. di profondità ) determinando anche la morte degli altri organismi che vi sono presenti per via della diminuzione di ossigeno che ne caratterizza la crescita. I mesi di Luglio ed Agosto sarebbero quelli più critici nei quali la microalga si sviluppa e la presenza della stessa è riconoscibile ispezionando scogliere e pareti rocciose sottomarine, nelle quali sarà possibile trovare ricci di mare privi di aculei, stelle marine senza tentacoli, patelle e "denti di cane" che si staccano facilmente dalle superfici su cui sono soliti crescere e cozze deteriorate.

Ancora non ricordate niente? Eppure noi bacolesi non siamo nuovi alla visita di questa microalga tossica! Già nell' Agosto 2011 infatti, la Ostreopsis Ovata raggiunse le nostre coste facendone innalzare il livello di tossicità tanto da far allarmare gli amministratori locali che hanno quindi ritenuto opportuno adottare delle misure cautelari per evitare la contaminazione ( rileggi il nostro Articolo cliccando su questo LINK )


L' Alga tossica arriva anche a Bacoli
La Ostreopsis Ovata è dunque una microalga tossica che, sull' essere umano può provocare sintomi che spaziano dalla leggera irritazione delle mucose respiratorie e congiuntivali ( raffreddore, tosse, febbre etc... ) sino ad arrivare a conseguenze più preoccupanti quali nausea, vomito e dermatite. La modalità con la quale si contrae tale intossicazione sarebbe l' inalazione di aerosol marino ovvero la respirazione di aria contenente microparticelle in sospensione della stessa
Giustamente vi starete chiedendo come mai vi abbiamo passato tutte queste informazioni "tecniche" ? ( reperite sul sito del Ministero della Salute presso questo LINK )
Ebbene, cari lettori, la risposta ci viene fornita dall' Ordinanza n° 90 del 14 Agosto 2012 con la quale il Sindaco Ermanno Eschiano

VISTA la delibera di Giunta Regionale n° 377/2011 ( con la quale è stato approvato il piano di monitoraggio del P.R.I. 2011/2014 sulla presenza di Ostreopsis Ovata presente sulle Coste della Campania)

VISTA la nota n° 9670/A del 14 Agosto 2012 del Dipartimento di Prevenzione dell' ASL Napoli 2 Nord relativa alla nota n° 2012.0619166 della stessa data, da parte del Settore Veterinario dell' Assessorato Regionale alla Sanità nella quale si comunicava che da campioni di organismi marini prelevati nelle acque di Punta Pennata, è stata evidenziata la presenza di una biotossina presumibilmente prodotta dalla Ostreopsis Ovata

CONSIDERATA la necessità di adottare misure cautelari a tutela della salute pubblica quali il divieto di pesca di taluni prodotti ittici per autoconsumo ed effettuare correttamente la comunicazione del rischio ( comunicazione che, almeno per quanto riguarda la popolazione, è avvenuta in maniera superficiale e senza fornire alla stessa informazioni specifiche sulla tossicità e sulla sintomatologia )

CONSIDERATO altresì che gli esami effettuati sin' ora hanno dimostrato che la presenza della biotossina algale riguarda limitatamente gli organismi marini presenti sugli scogli e negli specchi acquei vicini alla costa ( senza interessare le aree di produzione di mitili bivalvi quali gli impianti certificati )

RITENUTO necessario, per la salute pubblica vietare dal sito di Punta Pennata, la raccolta, anche a livello amatoriale per autoconsumo, di prodotti ittici che potrebbero essere contaminati dalla biotossina algale

ORDINA Il divieto di raccolta di echinodermi ( Ricci di Mare ) Frutti di mare selvatici ( molluschi bivalvi e gasteropodi ) e crostacei ( granchi ) nella località di cui sopra, sino a 100 mt. di distanza dalla costa. 

Ed i pesci? Che differenza c'è tra le specie marine precedentemente citate ed i pesci? Forse questi ultimi sono immuni dalla biotossina algale? Sfogliando la medesima pubblicazione di riferimento, approvata dal Consiglio Superiore di Sanità veniamo a sapere che

"...nelle aree interessate dal fenomeno delle fioriture di Ostreopsis ovata, dovrebbe essere posta maggiore attenzione nel pianificare le attività di sorveglianza. In determinate circostanze potrebbe essere necessario emettere ordinanze di limitazione o divieto di pesca professionale. Le Autorità competenti dovrebbero, inoltre, promuovere le misure per evitare la raccolta e il consumo di questi prodotti a livello amatoriale. Tale controllo dovrebbe comprendere oltre ai molluschi bivalvi, anche crostacei e pesci, in particolare nei siti dove Ostreopsis ovata si sviluppa..."

Come dicemmo l' anno scorso se nel mare sono presenti tossine, tutti i suoi abitanti ne pagano le conseguenze, e che siano mitili, pesci, polpi o crostacei, poco importa. Ma forse questo concetto non vale per le acque amministrate da "Mò Vengo & Company"
Non basterebbe quindi, laddove fosse certificata la presenza di Ostreopsis Ovata, limitarsi al divieto di pesca di Punta Pennata poichè per l'appunto, anche la balneazione, l'accesso all' area o la navigazione potrebbero rappresentare occasioni di contatto con le particelle tossiche "volanti", essendo momenti in cui è facile respirare area marina contaminata.

Conclusioni
L' Ordinanza sindacale del primo cittadino bacolese sta avendo in queste ore ampio spazio mediatico, diffondendosi anche sul web grazie ai maggiori social network e canali giornalistici. Tuttavia ci è parso quantomeno superficiale informare la cittadinanza solo ed esclusivamente riguardo al divieto di pesca senza citare alcun riferimento specifico riguardo alla tossicità della microalga, alla modalità di intossicazione, alla sintomatologia che ne deriva e sulle possibili azioni di pronto intervento che si devono applicare in caso di contagio. Forse si teme più per l'attività turistico-balneare che per la salute pubblica.

Ci auguriamo altresì che lo staff di governo, oltre che emanare ordinanze parziali e momentanee, che per mancanza di controllori che la facciano rispettare quotidianamente si rivelerà l'ennesima "carta volante", lavori attivamente anche e soprattutto per bonificare i siti che attualmente si presentano altamente inquinati da ben altro tipo di rifiuti pericolosi ( vedi Lago Miseno e Fusaro )

Dalle pagine del sito del Ministero della Salute veniamo a conoscenza che è possibile subire un intossicazione da Ostreopsis Ovata anche semplicemente inalando aerosol marino in prossimità della costa interessata ed è per questo motivo che la Redazione Freebacoli senza voler trasmettere alcun allarmismo ritiene necessario informare la cittadinanza nella maniera più completa ed esaustiva possibile




Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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Goletta Verde analizza le Acque Italiane: Record d' Inquinamento per il Mare Campano

Il Mare è sempre più inquinato. Ed è con questo messaggio che Legambiente concentra i riflettori dell' attenzione pubblica sullo stato delle acque italiane.

A lanciare l'allarme sono i monitoraggi di Goletta Verde che come ogni anno ha circumnavigato il Bel Paese in lungo e largo per monitorarne lo stato di salute dei mari.

Ebbene, il risultato di tali analisi si è rivelato il seguente: ben 120 punti ( uno ogni 62 km di costa nazionale) sono risultati estremamente contaminati; stando ai dati raccolti in due mesi di continui prelievi, Calabria, Liguria e Campania occuperebbero il podio dell' inquinamento marino.

Risultati a dir poco sconcertanti e che ci lasciano senza parole, se si pensa che su 205 analisi microbiologiche effettuate, la metà di queste presentano un' elevata concentrazione di batteri di origine fecale pari ad almeno il doppio dei limiti previsti dalla Legge.

Dati allarmanti sui quali le Istituzioni Politiche unitamente alle Forze dell' Ordine competenti sono chiamate a riflettere e ad attivarsi repentinamente prima che lo stato dei nostri Mari incida negativamente ( come già è successo ultimamente ) sulla precaria economia delle località balneari, basata anche e soprattutto sul turismo estivo.

La Provenienza dell' Inquinamento
A rappresentare le "fonti scatenanti" per l'inquinamento marino sarebbero torrenti, fiumi e canali, luoghi presso i quali i ricercatori di Legambiente hanno rilevato l' 86% dei punti contaminanti.

E ad intaccarne la salubrità delle acque sarebbero ancora una volta, gli Impianti di Depurazione dei reflui fognari che, stando alle elaborazioni dei dati ISTAT riguarda ben 24 milioni di abitanti che sversano direttamente in mare o indirettamente in fiumi e torrenti attraverso condutture private utilizzate come veri e propri sversatoi.

Una bomba ecologica che oltre a costituire un problema economico, presenta anche una notevole emergenza sanitaria la quale sembra però non interessare le regioni Sardegna e Toscana, uniche due su tutto il territorio nazionale a presentare delle acque ottimali. Altrettanto soddisfacenti sono i risultati delle analisi che Goletta Verde ha effettuato in Veneto ed Emilia Romagna.

Ma l'allarme purtroppo non resta fra le mura di "casa nostra" giungendo all' orecchio dei vicini Europei, la cui Corte di Giustizia ha già condannato l' Italia nello scorso mese di Luglio perchè 109 Agglomerati urbani ( tra cui Battipaglia, Capaccio, Capri, Ischia, Casamicciola, Forio, Benevento, Forio, Massalubrense, Vico Equense, Napoli Est ) distribuiti in 8 Regioni non si sono ancora adeguati alle direttive comunitarie sul trattamento delle acque nere

« ...Si tratta di una situazione davvero imbarazzante che va sanata una volta per tutte - dichiara Stefano Ciafani, Vicepresidente nazionale di Legambiente - la sentenza di condanna europea rischia di far pagare ai cittadini italiani multe milionarie con soldi che invece andrebbero investiti per aprire nuovi cantieri per la depurazione...»

Bandiera Nera per la Campania
Come lo scorso anno dunque, gli esperti marchiano la regione nostrana con un bel "bollino rosso"; 14 punti su 20 sono risultati fuori norma e quindi fortemente inquinati ( circa 1 ogni 34 km di costa regionale ). Senza dimenticare che tra gli accertamenti effettuati da Goletta Verde vi sono anche ben 476 reati per abusivismo edilizio costiero ed una media di circa un milione di campani ( compresi i non residenti, i turisti, i pendolari e l'inquinamento organico prodotto dalla micro industria ) che non sono forniti da un adeguato sistema di smaltimento dei liquami.

«...La fotografia di Goletta Verde - commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania - è la sintesi dell'estate del mare campano. Una stagione estiva senza precedenti, con continue segnalazioni di casi di inquinamento di rifiuti solidi a mare anche da zone , vedi Cilento sempre esenti da queste situazioni di inquinamento. Non sono più tollerabili rinvii, sottovalutazioni, indifferenze. Si sta mettendo a rischio l'economia turistica, il vero petrolio della nostra regione. Il mare campano continua ad essere minacciato da troppi scarichi fognari non depurati, e alla mancanza cronica di impianti di depurazione, soprattutto da parte dei comuni dell'entroterra, si aggiunge anche il carico inquinante dei reflui che non sono adeguatamente trattati dagli impianti in attività: si tratta di una situazione davvero imbarazzante che va sanata una volta per tutte. Istituire - continua Buonomo - da settembre un "tavolo blu" con la Regione e le amministrazioni comunali sulla depurazione per risanare e realizzare sistemi efficienti e moderni , programmare una stagione di lotta incessante all'abusivismo edilizio. Operare bene e subito è una priorità non solo per la tutela del mare e della salute dei cittadini e dei bagnanti, ma anche per l'economia regionale...»

L' Impianto di Cuma fa la sua parte
Del resto la bocciatura "senza appello" da parte dell' Organizzazione Ambientalista, per quanto riguarda il sistema depurativo, ci viene confermato anche da alcuni dati dell' Arpa Campania 2011 secondo i quali in Provincia di Napoli i controlli svolti ai 6 grandi impianti comprensoriali ( tra cui quello di Cuma/Licola ) sono risultati per il 44 % non conformi.

Situazione sulla quale l' Amministrazione bacolese ancora non si è espressa a riguardo preferendo restare in religioso silenzio come se tutto andasse per il verso giusto.

Attendiamo quindi, che il Sindaco Schiano insieme all' Assessore all' Ambiente Ettore d' Elia si pronuncino nel merito, comunicandoci cosa hanno intenzione di fare una volta tornati a lavoro. Nel frattempo non ci resta che accontentarci di un tuffo in piscina o magari di un passaggio in acque lontane su qualche facoltosa imbarcazione.

Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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giovedì 2 agosto 2012

Baia, La Fogna "Sfiata" in Mare: Danneggiate le Pompe di Sollevamento


Ennesimo caso di malfunzionamento fognario, avvenuto proprio questa mattina nel caratteristico porticciolo di via Lucullo. Ad umiliare ancora una volta il mare nostrano sono state le pompe di sollevamento presenti nel sottosuolo cittadino, che raccolgono le acque reflue destinate all' impianto di depurazione di Cuma/Licola.

Da tali condotti dunque ( e non è la prima volta ) sono fuoriusciti dei veri e propri sfiati di melma, proveniente dai pozzi del "troppo pieno" riversatisi in mare aperto.

Vapori dall'odore di liquame che hanno destato forte preoccupazione sia tra i cittadini che tra le autorità competenti (tra cui la Capitaneria di Porto di Baia).

Un episodio scandaloso che va ad aggiungersi alla già martoriata situazione delle acque locali, protagoniste proprio in queste settimane, di numerosi quotidiani regionali e nazionali per via dell' inquinamento causato dai liquami provenienti dal sopracitato Impianto di Depurazione.

Vicenda a dir poco sconcertante se si considera che le pompe di sollevamento dovrebbero essere costantemente controllate e manutenute in buono stato per evitare simili inconvenienti.

Sempre la stessa Storia
Come dicevamo non è la prima volta che si verifica una situazione del genere, che, oltre ad impedire ai comuni cittadini di godere di un Bene appartenente alla Collettività quali la spiaggia ed il mare, intaccano pericolosamente l'ambiente marino, già abbondantemente impoverito, proprio nella zona di Baia, a causa della presenza di ormeggi ed imbarcazioni private.

L'ennesima prova di una gestione delle infrastrutture urbane che ( mai aforisma fu più appropriato ) " fa acqua" da tutte le parti ( o forse sarebbe più corretto dire qualcos'altro ).

Interventi di sostituzione e ammodernamento degli impianti in esame che vengono puntualmente rimandati ed evitati con una semplice "riparazione momentanea" che aumenta ulteriormente l'entità dei danni successivi con sversamento (non in questo specifico caso) maggiore di melma e liquidi nauseabondi. 

Come a voler "rattoppare" uno squarcio sempre maggiore; e nel contempo si spendono cifre esorbitanti per sostenere iniziative e progetti non necessari quanto il buon funzionamento delle pompe di sollevamento. 

Ma di questo parleremo in un altro Articolo!

M.Rosaria Schiano
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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mercoledì 25 luglio 2012

Protesta al Depuratore di Cuma. Parisi: "Acque Inquinate, Cittadini Pagano 3 Volte" - VIDEO

Nel mio breve intervento al depuratore di Cuma, ho affermato che noi cittadini delle Province di Napoli e di Caserta siamo puniti ben tre volte: 

 La prima perché siamo costretti a vivere in un ambiente inquinato, la seconda perché paghiamo questo inquinamento in termini di malattie e la terza perché arrivano poi multe per infrazione dei vari regolamenti europei, multe che siamo costretti sempre noi a pagare, invece dei pessimi politici ed amministratori che hanno creato questo sfascio, questo disastro ambientale.


VIDEO della Manifestazione al Depuratore di Cuma/Licola 
di Sabato scorso 21 Luglio - parte I -


Nei giornali di questi giorni tristemente troviamo tutti questi tre suddetti elementi.
L’allarme mucillagine ed inquinamento nel golfo di Napoli, specialmente nell’area Flegrea, da Ischia a Bacoli. Allarme che si ripete tristemente tutti gli anni appena inizia il caldo. Quello che è scioccante è il vedere che tutti i responsabili si mostrano stupiti che il fenomeno si sia ripetuto ancora una volta. E così appaiono titoli quali “Da Ischia a Pozzuoli Bagnanti e Sindaci in Rivolta” [Il Mattino 13 luglio]. 

Allora mi domando: ma dove erano questi Sindaci qualche mese fa? Perché non erano insieme, fascia tricolore e gagliardetti cittadini, a guidare cortei per pretendere concrete azioni di bonifica e risanamento?

Tante promesse, zero interventi
Non comprendo se vogliano davvero prenderci i giro, ma come potrebbe un mare guarire senza che sia stato effettuato alcun intervento, anzi, continuando con lo sversamento di reflui non trattati o trattati soltanto in maniera approssimativa? Se non è stato fatto alcun intervento per migliorare le fognature ed i depuratori, per impedire i numerosi scarichi abusivi, come potrebbe la situazione cambiare da sola?
E invece addirittura qualche sindaco proclamava il netto miglioramento delle acque e l’intenzione di richiedere la “Bandiera Blu”. Capite, “Bandiera Blu” non “Bandiera Marroncino Scuro” come il colore delle acque di Cuma! È vero che viviamo sotto la protezione di San Gennaro, e che per lui qualsiasi miracolo è possibile, ma talvolta il povero Santo sembra inerme contro l’insulsa protervia di chi dovrebbe avere a cuore le nostre sorti. 

Sempre nei giorni scorsi sono apparse anche altre le altre due notizie relative all’inquinamento nelle succitate province.Leggiamo, ad esempio, sul Corriere del Mezzogiorno: “Più tumori-killer nella provincia partenopea e di Caserta”.
 
 E l’articolo poi spiega che uno studio del Pascale ha trovato che “il tasso di mortalità standardizzato per patologie tumorali è cresciuto del 27,4% negli uomini e del 23,5 nelle donne” per la provincia di Napoli, città esclusa, e a “Caserta l’incremento è stato del 28,4% negli uomini e del 32,7% nelle donne” . E l’articolo continua dicendo: “impossibile non interrogarsi sul fatto che questi dati abbiano in qualche modo una connessione con l’inquinamento del suolo e delle acque”

I politici sbagliano ed i cittadini sono costretti a pagare
Ed infine, sempre dal Corriere del Mezzogiorno: “Acque reflue, condanna della UE. Inadempienti molte località turistiche del Sud: ci sono Capri e Ischia”. 

E, io aggiungo, ovviamente, anche Napoli Nord. Per chi non ne fosse a conoscenza, ciò significa a breve una diffida per l’Italia e, in caso di mancati provvedimenti correttivi, una multa, come quella che pende sulle nostre teste per la spazzatura.
Multa che non pagheranno, come precedentemente detto, i politici e gli amministratori colpevoli, bensì i cittadini , o direttamente con nuove tasse o indirettamente con minori servizi.
Mi sono chiesto molte volte: ma non sarebbe più opportuno punire chi non ha amministrato bene o, molto più spesso ha speculato sulle emergenze ambientali? Si potrebbe, ad esempio, interdirli dalla vita pubblica e colpire i loro patrimoni familiari. Perché deve essere invece sempre il comune cittadino, vittima di questa situazione, a pagare nuovamente?  

Sentite cosa dice a proposito il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, parlando della maggiore incidenza dei tumori nelle nostre aree, come riportato dal Corriere del Mezzogiorno lo scorso 21 luglio: 

“Le colpe non sono da imputare all’assenza dello Stato, quanto all’assenza di capacità di governo di quei territori”. E, ancora: “Vorrei far emergere di chi sono le responsabilità di intervenire, facendo subito in modo che chi ha queste responsabilità se le assuma davvero e le eserciti”. Ed infine rispondendo a chi gli chiede il commissariamento: “Coi commissariamenti chi ha le responsabilità in genere ne viene liberato. Deve invece accadere l’opposto”.

VIDEO della Manifestazione al Depuratore di Cuma/Licola 
di Sabato scorso 21 Luglio - parte II -


Sono passati già 5 mesi, ma ancora nessuna notizia dal Ministro Clini
Essendo Clini un ministro della Repubblica, ed avendone pertanto i poteri, ci auguriamo che alle parole faccia seguire a breve i fatti. Qualche timido tentativo di responsabilizzazione lo sta compiendo da qualche tempo la Corte dei Conti che, sempre come abbiamo letto sui giornali negli scorsi giorni,ad esempio in un’ agenzia Reuters, “ha notificato il sequestro conservativo di 17 immobili e 15 conti correnti”a “otto ex assessori e 11 ex dirigenti comunali” coinvolti a Napoli in fitti pagati per immobili non utilizzati.
Ma finora tutti questi appaiono ancora, anche se nella direzione giusta, soltanto come dei timidi tentativi di responsabilizzare chi amministra la cosa pubblica. La regola dovrebbe invece essere quella semplicissima che si applica in Italia soltanto nel settore privato, ma in altri Paesi anche nel pubblico: “chi sbaglia, paga”, e sarebbe estremamente auspicabile una legge in tal senso. 

Lo scorso 5 marzo si tenne un convegno, organizzato da Marevivo, dal titolo “Il Mare di Napoli: Morte o Rinascita”, a cui parteciparono ,tra gli altri il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, il Senatore Dalì, Presidente Commissione Ambiente del Senato, l’assessore all’Ambiente della Regione Campania Giovanni Romano,il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, convegno a cui abbiamo dato sul nostro blog, vista l’importanza dell’evento, ampia risonanza ( verificabile presso questi LINK1 e LINK2 )
Aumenta l'inquinamento, aumentano le malattie
In tale convegno, a cura dell’Ing. Gualtiero Parisio, della direzione scientifica di Marevivo, fu presentata una tabella intitolata: “Il Golfo di Napoli nella morsa degli scarichi killer”, che riportiamo di seguito, in cui si esamina lo stato dei vari scarichi diffusi e lo stato degli impianti di depurazione nel Golfo di Napoli.
Per limitarci alle nostre zone, per i Regi Lagni su 5 impianti di depurazione, uno solo, quello di Nola è a norma. Per l’Alveo Camaldoli, come ben sappiamo, dei 2 impianti di depurazione, quello di Cuma non è a norma e quello dell’ASI di Giugliano, non è praticamente mai andato in funzione. 

A questo vanno aggiunti tutti gli scarichi illegali di cui non è dato di sapere in dettaglio. Non ci risulta che, tranne forse qualche allacciamento di qualche comune all’impianto di depurazione del Sarno, sia stato effettuato alcun intervento. 

E allora, se continuiamo a sversare liquami e altri veleni, spesso di origine industriale, come i metalli pesanti, come pretendiamo che la situazione da sola possa migliorare? Nel suo intervento nel convegno di Marevivo il Ministro Clini prese l’impegno che nel giro di un mese, quindi entro il 5 aprile, avrebbe discusso con la Regione Campania e con gli altri Enti interessati, un piano organico di disinquinamento.
Francamente non abbiamo letto nessuna notizia del genere poi sui giornali, ma questo, almeno ce lo auguriamo, non esclude del tutto la possibilità che tale piano sia stato presentato, e cercheremo di reperire informazioni a riguardo. 

Sempre in occasione del convegno di Marevivo presentammo anche al Ministro Clini un documento a firma delle Associazioni Freebacoli, Amici Miseno, Comitato per la Tutela della Salute Pubblica e Comitato Poggio, che riportiamo di seguito, in cui chiedevamo urgenti interventi per la soluzione dei problemi che stanno uccidendo il nostro, una volta splendido, mare.
È nostra ferma intenzione non fermarci e pretendere che, come promesso, si dia il via ad una seria bonifica, da iniziare immediatamente, per non doverci trovare ancora una volta, la prossima stagione estiva, con gli stessi irrisolti problemi.

Alessandro Parisi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

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